'La Fabbrica della Paura', di G.Evangelisti

La crisi umanitaria che affronta l'Europa in questo momento non rappresenta solo un'enorme sfida logistica e organizzativa, ma suscita e rimuove emozioni profonde. [Disponibile nell'area download il Dossier a cura di L.Carpo e G.Evangelisti]

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"Il rivoluzionario, è l’uomo che si é emancipato dai vincoli del sangue e della terra, dalla madre e dal padre, dalle particolari devozioni allo Stato, alla classe, alla razza, al partito o alla religione. Il Rivoluzionario è un umanista, perché sperimenta in sé tutta l’umanità e niente di quanto é umano gli é estraneo." [E.Fromm]
"Il sistema che ha portato alla crisi è un surrogato del capitalismo fondato sull'ideologia del libero mercato. Le risposte alla crisi hanno cambiato assai poco; il sistema resta fondamentalmente ingiusto."  [Joseph Stiglitz]




Sommario globale degli articoli pubblicati

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MANIPOLAZIONE, DISINFORMAZIONE, IGNORANZA
I VIRUS DEI REFERENDUM
Il ricorso alle folle è una vecchia e pessima abitudine dei seduttori delle emozioni che desiderano scavalcare i cervelli. C’è chi sostiene che molti, troppi cervelli hanno una gran voglia d’essere sedotti e scavalcati. Ci sono studi molto interessanti sulle dinamiche dei linciaggi e come dominare le folle (Gustave Le Bon, tanto per citarne uno del fine '800, che, proprio grazie ai suoi studi, delle folle aveva maturato un certo disgusto), non ce ne sono molti sulle dinamiche dei referendum. Eppure si tratta di un tema cruciale, per superare l’attuale crisi dei sistemi di rappresentatività politica. L’articolo della Stampa che qui si segnala è un’ottima analisi sull’attendibilità del Referendum che sta sconvolgendo l’Europa, quello che ha deciso che il Regno unito lascerà l’Unione Europea.

P.B.

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ADDIO, PERFIDA ALBIONE

dobbiamo davvero piangere per l'UK che lascia la UE?

"Ogni anno centinaia di miliardi di dollari di provenienza criminale quasi sicuramente continuano ad essere riciclati attraverso le banche del Regno Unito e le loro filiali" [National Crime Agency, 2015, citata da R.Saviano nella sua intervista alla BBC]

"Il sistema economico inglese si alimenta di corruzione" [dall'intervento di R.Saviano al Parlamento Britannico, testo integrale su La Repubblica del 26 maggio 2016]

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“I FIGLI DELL’IMPERO"
Storia triste di bambini
Il 12 giugno si è chiusa una mostra che forse meritava di rimanere aperta in permanenza. Ne ha parlato l’Avvenire del 22 marzo scorso e quasi nessun altro mezzo di informazione ha ritenuto bene di riprenderlo.
Riportiamo dall’articolo di Alessandro Michelucci due paragrafi molto significativi, rinviando chi volesse saperne di più, a questo link.
[....]"Dagli anni Cinquanta dell’Ottocento agli anni Settanta del secolo successivo il governo britannico costringe oltre 130.000 bambini a emigrare in Australia, Canada e in altri Paesi del Commonwealth.
La loro età varia dai 3 ai 14 anni; una minima parte è costituita da orfani, mentre molti vengono da famiglie povere che non possono mantenerli. Sperando che questa emigrazione forzata garantisca ai bambini un futuro migliore, alcune organizzazioni umanitarie sostengono l’azione governativa convincendo le famiglie ad accettare il distacco e organizzando i viaggi.
In realtà Londra ha anche un altro obiettivo, quello di popolare le colonie e fornirle di manodopodera a basso costo: i bambini vengono infatti costretti a fare lavori di vario genere. In questo modo si dovrebbe consolidare la «cittadinanza imperiale» ( imperial citizenship) teorizzata da Thomas Sedgwick, secondo il quale spostarsi dalla Gran Bretagna alla Nuova Zelanda dovrebbe diventare normale come trasferirsi dalla Cornovaglia al Galles. Strappate alle famiglie e catapultate in luoghi estranei, queste vittime innocenti reagiscono in modi diversi: alcuni riescono a trovare un lavoro e a costruirsi una famiglia, ma alcuni non reggono e scelgono il suicidio."[....]
 
                                                                                                                      
 
 
Seconda puntata di Farfalle Rosse.
Questo il link per i primi 30 capitoli del libro di Gisella Evangelisti.

                                               

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ENEIDE 2016
Alla luce di un testo classico, liceali di Vicenza sulle eterne rotte migratorie del Mediterraneo

Enea, per evitare di essere ucciso nell’eccidio finale, è costretto a scappare da Troia in fiamme, portandosi il vecchio babbo sulle spalle e tenendosi per mano il figlioletto Ascanio. E’ predestinato ad essere il capostipite di chi fonderà un grande impero. Ma, per ora, è solo uno dei tanti “profughi”, dall’Anatolia attraverso la Turchia, in dolorosa marcia su terre ostili e lungo incerte rotte nel Mediterraneo in tempesta. Approda nel NordAfrica, accolto e ospitato da Didone a cui racconta la sua storia: “Regina, tu mi costringi a rinnovare un dolore inesprimibile”. (Leggi tutto)

STOP TTIP - TRATTATO TRANSATLANTICO SUL COMMERCIO E GLI INVESTIMENTI

Finalmente l'opinione pubblica comincia a rendersi conto dei rischi che stiamo correndo per i contenuti di questo Accordo e per la procedura finora seguita per negoziarlo, incompatibile con un sistema democratico, per quanto imperfetto esso sia. I primi dubbi ragionati su questo tema scottante e di attualità sono stati pubblicati in questo spazio e sono disponibili in un apposito dossier nell'area download.

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farfalle1Il Libro a puntate: 'FARFALLE ROSSE',di G.Evangelisti

Si inaugura una nuova Sezione di Partecipagire, quella dei libri a puntate. Il primo libro è 'Farfalle Rosse', un romanzo di Gisella Evangelisti, pubblicato qualche tempo fa in lingua spagnola e ora finalmente tradotto in italiano. I primi dieci capitoli sono già disponibili mentre gli altri verranno pubblicati con una frequenza mensile. Successivamente il libro potrà essere scaricato, nella sua versione completa, nell'area dei download del sito di Partecipagire. 'Farfalle Rosse' è il racconto di una vita, o meglio, di più vite, quante sono quelle nelle quali si incarna la protagonista, tessendo una tela di fili imprevedibili tra continenti e culture profondamente diversi, da Firenze a Berlino, dall'Amazzonia alle Ande. Una storia liberamente ispirata a vicende reali, in cui si alternano e si fondono dramma, poesia, humor. Dove gli avvenimenti della Storia dalla s maiuscola si intrecciano con quelli dei personaggi anonimi che Marianna incontra o re-incontra sulle strade spazzate dal vento degli altopiani andini o navigando sui fiumi tumultuosi della selva amazzonica, o in lucidi aeroporti del nord Europa, ragionando con loro di amore e altri fantasmi, di modernitá e natura, magia e realtá, vita e morte. Nello stile gaio della Evangelisti, come sempre le accade, il dramma non sfugge ma rafforza una visione energica e tenace che aiuta la ricerca e la speranza di una spiritualità che dia senso all'amore e alla quotidianeità. [Link al libro]

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NO ALLA GUERRA IN LIBIA - COMMENTI

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[1] da P.B. "Come si può essere favorevoli alla guerra ? La guerra è uno strumento irrazionale per risolvere i conflitti. Eppure la legittima

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APPELLO
I direttori di 16 riviste, laiche, religiose, missionarie, per la pace, hanno sottoscritto un editoriale comune che illustra le ragioni per un no all'intervento militare in Libia e presenta alcune proposte per un intervento umanitario a di pacificazione. E infine rivolgono un appello al Papa
 
Perché No alla guerra in Libia,
e alcune proposte costruttive
 
Noi rappresentanti di movimenti, associazioni e gruppi del mondo della pace e della nonviolenza siamo preoccupati delle pressioni esercitate sul nostro governo perché assuma un ruolo guida nell’intervento militare in Libia a fianco di altre potenze occidentali. Il Presidente del Consiglio ha detto che “non è in programma una missione militare italiana in Libia”. Ne prendiamo atto. Ma i problemi restano: - il contrasto all’espansione del terrorismo del sedicente Stato islamico; - una minaccia alla sicurezza del nostro paese; - la stabilizzazione della nazione nordafricana. La guerra non è il mezzo adeguato per sconfiggere il terrorismo né tantomeno per portare stabilità alla Libia. Basterebbe guardare alla storia di questi ultimi anni per capire che gli interventi militari non hanno risolto i problemi, li hanno invece aggravati.

I 40 anni di Prima Pagina

"Quaranta anni fa, il  15 marzo 1976, nasceva la prima rassegna stampa radiofonica. E la prima trasmissione interattiva, anche se la parola all’epoca era sconosciuta. Gli ascoltatori potevano intervenire, porre domande, manifestare opinioni."  (Link)
 
Una trasmissione la cui fortuna è dovuta soprattutto allo spazio offerto al forte desiderio di partecipazione del povero cittadino frustrato dalla progressiva sparizione di ogni possibilità efficace di poter dire la propria.
Auguri a Prima Pagina. Che il suo successo possa solo aumentare e la partecipazione degli ascoltatori migliorare in incisività e creatività propositiva.
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IL CAPITALISMO DIVORERA' LA DEMOCRAZIA

La democrazia, governo del popolo per il popolo é in pericolo. I suoi principali nemici si annidano nei Consigli d'Amministrazione delle grandi corporazioni finanziarie che privilegiano il loro modo di generare profitto sulla volontà dei cittadini. Esiste, però, un modo per rispondere ed é quello che anche nel remoto passato di civiltà come quella ateniese funzionava. Basta dare voce a tutti senza privilegi di censo ed allora la democrazia può fare il miracolo e risorgere a nuovo splendore. Varoufakis ci dice che questa é la sfida per l'Europa di oggi, ritrovare la sua origine democratica.

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a cura di P.B.

RACCONTAVA SUONI, VISIONI, PAROLE NON DETTE

 

di Ida Verrei

ed. Fabio Croce, 2015

       L'ultimo libro di Ida Verrei ha un nome in codice: Arrassusia.       Il protagonista bambino, napoletano doc, non l'aveva mai sentita prima questa parola e quasi teme che sia una cattiveria oppure un demonio che si chiama così. Il suo maestro, padre Luigi, lo rincuora e subito gliene spiega il significato: "Nossignore, guagliò, nossignore. Ma quale demone, nisciuno diavulillo! Arrassusia è 'na parola napulitana bella assaje, vuol dire "lontano sia", "non sia mai" o anche "caso mai". E ha origine antiche. Vedi, Manù, i dialetti sono la storia dei popoli, il loro passato, non bisogna mai dimenticarli. E il nostro, in particolare, ha dentro tutto il bene e tutto il male della terra partenopea. [...]Impara bene la lingua italiana, sissignore, guagliò, ma pienza e suonna c'o napulitano, pensa e sogna in napoletano".

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