IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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OXI !

 

Dalla Grecia una lezione di democrazia

di Marco Borsotti

 

Tra le tante cose lette in rete subito dopo aver conosciuto l'esito del referendum di domenica 5 luglio, mi ha colpito in modo particolare il testo del discorso che Pericle avrebbe diretto ai suoi concittadini chiamati a dimostrare nei fatti in che cosa si basasse la forza delle loro istituzioni riportato da Tucidide nel secondo libro delle Storie. Lo cito a seguito perché mi pare che questo discorso abbia valore ancora oggi, oserei dire, ancora di più oggi alla luce di quanto successo dopo il voto in Grecia di fine gennaio per il rinnovo del Parlamento e le vicende dei negoziati tra il nuovo esecutivo greco espressione di quel voto ed i rappresentanti della BCE, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea e come risposta all'insultante intervento in Aula al Parlamento europeo di ieri del Presidente della Commissione Juncker.

 

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

"IL DEBITO GRECO È IN BUONA PARTE ILLEGALE, ILLEGITTIMO E ODIOSO"

Queste le conclusioni principali del Rapporto, commissionato lo scorso aprile dal Presidente del Parlamento greco, coordinato dall'economista francese E. Toussaint e reso pubblico il 17 giugno.

Il Rapporto sostiene che l'attuale Governo greco è moralmente e giuridicamente legittimato a non riconoscere tutti i suoi obblighi di debitore a causa:

  • della cattiva fede delle istituzioni creditrici che hanno costretto la Grecia a violare la legge nazionale e gli impegni internazionali derivanti dai diritti dell'uomo;
  • della supremazia dei diritti umani sugli accordi che i precedenti governi greci hanno firmato con gli attuali creditori;
  • della coercizione esercitata sulle autorità greche;
  • delle clausole abusive che violano in modo flagrante la sovranità greca e la sua stessa Costituzione;
  • del diritto che ogni Stato ha, secondo le norme e le consuetudini internazionali, di adottare misure per contrastare atti illegali che limitano la sua sovranità e autodeterminazione economica, nonché i diritti umani fondamentali.

Una prima sintesi delle conclusioni del rapporto è leggibile qui.

Non sono poche le istituzioni volontarie che si stanno mobilitando in favore della Grecia e tra queste merita di essere ricordata quella fondata dallo stesso Toussaint il CAC (Collettivo per un Audit Citoyen de la dette publique), che da tempo sostiene e prova che buona parte dei debiti sovrani sono frutto di corruzione, inganno e altre pratiche illecite da parte delle istituzioni bancarie private e internazionali e della collusione con molti esponenti della classe politica.

TAPAS E ALTAZOR

SURREALISMO e POESIA

di Paolo Basurto

'Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo; nací en el Equinoccio, bajo las hortensias y los aeroplanos del calor.
Tenía yo un profundo mirar de pichón, de túnel y de automóvil sentimental. Lanzaba suspiros de acróbata.[...]  Amo la noche, sombrero de todos los días.
La noche, la noche del día, del día al día siguiente. [...]
Una tarde, cogí mi paracaídas y dije: «Entre una estrella y dos golondrinas.» He aquí la muerte que se acerca como la tierra al globo que cae.
Mi madre bordaba lágrimas desiertas en los primeros arcoiris.
Y ahora mi paracaídas cae de sueño en sueño por los espacios de la muerte.'
(1)

Sonia recitava senza sforzo come se fossimo ancora a teatro e lei sul palcoscenico. Invece eravamo in attesa delle nostre tapas, affamati, assordati dai tifosi del Barçà impazziti per la vicina vittoria sulla Juve, compressi dalla voglia di esprimere la tensione che lo spettacolo (2) ci aveva procurato. Sonia era elegantemente vestita. Ma a teatro gli attori veri erano nudi come Eva e Adamo. Mi era costato convincermi che fosse una cosa seria. Un gruppo di giovani attori ed attrici, in una penombra di riflettori, si agitava furiosamente strappando decine di fogli scritti, attaccati ai muri. La luce coglieva a sorpresa le loro belle nudità e subito il sospetto mi è nato che fosse un facile artificio per scioccare il pubblico o almeno incuriosirlo. Poi avvenne la magia, quando la bravura della recitazione ha cominciato a creare il pathos dolente dell'assurda umana condizione. Una sofferenza rabbiosa  che contestava Dio e coinvolgeva il pubblico fino alle lacrime. Non una goccia di eros si è più insinuata, annacquandolo, nel clima dello spettacolo. Invece il surreale ha subito saturato l'ambiente comunicando, nel suo modo fantasiosamente irrazionale, tenerezza, nostalgia, una voglia immensa e insoddisfatta di amore, che era poi il tema-guida della pièce.

 Blog di Gisella Evangelisti
 Lettera in bottiglia a Francesca Marina, principessa del mare.

Sei nata il 4 di maggio in un “non luogo”, il mare che unisce e divide  Europa dall'Africa, culla dell'umanitá.  Il  Mare Nostrum solcato anticamente da triremi romane, pirati e crociati, adesso nasconde nelle sue acque profonde insidiosi sottomarini russi, americani e perfino cinesi. Ed é la liquida tomba di  23.000 africani affogati fra il 2000 e 2013, in fuga da guerre, miseria e dittature. Sognando  l' Europa, patria della democrazia e dei diritti umani, con belle macchine, scuole e negozi, e squadre di calcio da urlo. O almeno, cosí si racconta nelle notti africane, ma forse i dati vanno aggiornati. Sappiamo dai giornali che tua madre é una ragazza nigeriana di forse 16 anni (non sappiamo il suo nome) che per seguire il sogno europeo ha avuto il coraggio di affrontare un viaggio di migliaia di km di deserto, soffrendo fame e sete, e violenze. E stata riscattata con altri 870 migranti dalla nave “Bettica” della nostra marina, giusto quando le cominciavano i dolori del parto. Dopo otto ore, sei nata tu, un miracolo vivente, una bimba cosí bella, ma cosí bella!,  da commuovere fino al midollo l'equipaggio della nave. Ti hanno messo in una culla di veli, e ti hanno chiamato Francesca Marina, la principessa del mare, perché nata nello stesso giorno della principessa Charlotte di Inghilterra. Ma adesso, spenti i riflettori delle cronache, ti aspetta  un'altra odissea, piccola.  Qualcuno vedrá il tuo caso: sí, potrá fermarsi; no, deve rimpatriare; ni, vada da un'altra parte.   Non sai ancora che un' Europa invecchiata e in crisi é spaventata per  l' “invasione  africana”. Che ci sono cittá e stati che impediranno che entri un solo immigrante in piú.

SULLA ELIMINAZIONE TOTALE DEI PARTITI POLITICI

di Paolo Basurto

L'eliminazione dei partiti sarebbe un bene quasi puro [S.Weil]. Nel frattempo possiamo solo sperare che le prossime consultazioni elettorali adottino un sistema di voto che non pregiudichi sistematicamente il candidato che si sente responsabile di fronte ai suoi elettori a vantaggio di quelli che solo devono render conto ai dirigenti del proprio partito. (A.Bréton).

La nascita di Podemos in Spagna è stata subito coronata da successo. Lo ha alimentato la speranza, finora frustrata, di avere finalmente un'alternativa all'ingannevole simulacro di democrazia che l'attuale sistema partitico e rappresentativo aveva messo in scena. In Italia è successo lo stesso fenomeno con il Movimento 5 Stelle, che apparve sullo scenario politico ostentando un rifiuto più volte proclamato ad essere un partito. Gli Indignati hanno avuto vita breve, ma in tutto il mondo hanno marciato contro la casta arroccata nei loro inespugnabili fortini, chiamati 'partiti'. Sembra che i partiti incarnino quello che di peggio vi sia nel sistema democratico rappresentativo. La struttura gerarchica piramidale attraverso la quale si snoda il controllo del potere e si delimitano gli spazi nei quali utilizzare al riparo da qualsisasi vigilanza della base (cioè del cittadino) la delega che il voto filtrato e organizzato dai partiti, assicura agli eletti. Eppure i partiti sono riconosciuti dalla Costituzione e senza di essi la politica sfocia rapidamente nella demagogia individualista di qualche personalità carismatica e suggestiva che rende ancora più problematica e sospetta la dinamica democratica basata sulla rappresentanza popolare.

APPELLO IN FAVORE DELLA GRECIA

LA VERITA' SUL DEBITO PUBBLICO

Lanciato da COLLECTIF POUR UN AUDIT CITOYEN

Ai popoli d'Europa e del mondo intero, a tutti coloro che rifiutano le politiche di austerità e non accettano di pagare un debito pubblico che ci strangola, contrattato senza di noi e contro di noi.

Noi, firmatari di questo appello, ci schieramo a fianco del popolo greco che, con il suo voto alle elezioni del 25 gennaio 2015, è stato il primo in Europa e nell'emisfero nord ad aver rigettato le politiche di austerità applicate con l'unico scopo di onorare un debito che altri, 'quelli della casta', hanno fatto senza il popolo e contro di lui. Nello stesso tempo, consideriamo che la creazione, per iniziativa della Presidente del Parlamento greco, della Commissione per la Verità sul Debito Pubblico, costituisca un avvenimento storico di importanza capitale, non solo per il popolo greco ma anche per quelli dell'Europa  e del mondo intero!

Per firmare cliccate qui : GreekDebtTruthCommission.org

QUALI VALORI CONDIVIDERE?

SI APRE IN FRANCIA UN PROCESSO DEMOCRATICO PER DEFINIRLI

di Gisella Evangelisti

Najat Vallaud-Belkacem é una giovane donna dall'eleganza essenziale, i capelli corti e gli occhi vivi. E`la prima donna nominata ministro dell'a Pubblica Istruzione nella storia francese, e in piú, ha soli 37 anni. Non appartiene a una solida famiglia borghese, come ci si aspetterebbe, ma a una famiglia umile di un villaggio di campagna marocchino (da bambina accompagnava il nonno a pascolare le capre), che emigrando in Francia ha realizzato il suo french dream. Najat si é rivelata una studente modello ad Amiens  e poi nell'ENA (prestigiosa business school), ed é entrata nel circolo di quelli che contano. Attualmente é sposata con un alto funzionario statale, é madre di due gemelli ( un bimbo e una bimba)  e nel frattempo ha scalato i vertici della politica. Portavoce del governo Hollande durante la sua caduta libera, successivamente ha tenuto il  portafoglio del ministero della Gioventù, Urbanismo e Sport. Come ministra dei Diritti delle Donne, ha legiferato per criminalizzare i clienti della prostituzione (suscitando molte polemiche)  e ampliare il diritto all'aborto. Recentemente ha ricevuto l'incarico di occuparsi dell'educazione pubblica, un settore dove si respira e rapprende il diffuso disagio sociale di questi anni di crisi. (Ne é uno specchio il film “La classe” di Laurent Cantet, del 2008, Palma d'oro al festival di Cannes). L'immagine di Najat Vallaud, cosí fotogenica, rassicurante e responsabile, sobriamente e moderatamente musulmana, rappresenta una buona pubblicità per la scuola francese, che vuole essere, o mostrarsi aperta al multiculturalismo, anche in tempi difficili. E infatti,  nonostante le immancabili critiche piovutele addosso dall'estrema destra,  Najat detiene un alto indice di approvazione nei sondaggi.

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