IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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Il 15 marzo 2017 segna l'inizio del settimo anno di guerra per i bambini siriani. Una ricorrenza tragica, tanto più se si considera che il 2016 è stato l'anno peggiore per l'infanzia in questo tormentato paese, con un drammatico aumento nel numero di vittime.

UNICEF Italia - Segnalazione di Andreina Russo  - LEGGI TUTTO

OLTRE IL CHECK-POINT, L'IMMAGINAZIONE VOLA

di Gisella Evangelisti

Se Giuseppe e Maria, rifugiati in fuga dalla strage di bimbi proclamata dal re Erode nel secolo 1, fossero sbalzati col loro asinello nella Betlemme del secolo xxI,  scoprirebbero che l'unico giorno per non essere schiacciati in una calca disumana nel check point n.300, fra Gerusalemme e Betlemme, sarebbe il sabato, quando ci sono quasi  solo turisti. “Scusa  Maria., non c'era  questo dettaglio in Google Map”, le direbbe dispiaciuto Giuseppe. “Pazienza”,  risponderá debolmente Maria, che sente giá arrivare  le doglie del parto. “Ma adesso come facciamo”?

     Amos Oz

Sono le  3 e mezzo di mattina e la fila dei lavoratori palestinesi che devono passare il check point per andare a lavorare a Gerusalemme é giá lunga, e diventa un fiume vertiginoso per due ore.

ITALY n° 4 - da Sofia Immerego

Che schifo, ancora una notizia di schifo. Ci sono volte che la nausea mi assale a tal punto che penso di farla finita. Basta basta  basta. Finché la vita compensa con morsi improvvisi di miele, sorsi di felicità strappata al tessuto continuo di dolore e noia e nonsenso che scorre sul lento monotono inesorabile nastro trasportatore delle mie giornate, ancora ancora ce la faccio a reggere, a non buttarmi di lato e di sotto, ma certe volte, come questa, vorrei essere così agile di mente e pronta di reazione   da fare il gran tuffo senza pensarci due volte.

Recensione di P. Basurto
LA POESIA ONIRICA DI SONIA GARCIA

Sogni e Serpenti, di Sonia Garcia Garcia - Edizioni Croce

 

Lo sguardo vivo che provoca l’intelligenza di chi parla con lei, un che di orientale e di segreto nelle sue fattezze di messicana precolombina, Sonia mi racconta i suoi sogni con i serpenti. Sogni che sono poesie, custodite con la curiosità e la complessità della creazione artistica, durante il corso degli anni e che hanno scandito la sua vita, per sottolineare avvenimenti la cui importanza si dimostrava alla coscienza solo dopo; dopo; quando nel ricordo apparivano quello che erano: rivelazioni. “Ma più che sogni, sono visioni”, le dico, “Visioni; come quelle dei profeti; come quelle di Giovanni, quando scrive l’Apocalisse”. Eppure, no! Sonia non è affatto d’accordo. Sono sogni. Sogni veri. “Li ho avuti davvero i miei sogni, e li ho scritti come li ho avuti… Certo, li ho scritti… li ho descritti… li ho interpretati, nell’unico modo possibile: la poesia”.

LA SFIDA CATALANA DI PODEMOS
Una voce dalla base
 Paolo Basurto a colloquio con                  
Manuel Rodriguez è un economista di Barcellona che ritrova la sua voglia di fare politica attiva quando il movimento degli indignati scende nelle piazza e poco dopo nasce Podemos. E’ un militante di base della prima ora. Nei suoi vent’anni, quando ancora governava Franco e la sua polizia non faceva complimenti con nessuno, ha militato in un gruppo di estrema sinistra, la LCR (Lega Comunista Rivoluzionaria), discioltosi poi nel ’92. Oggi, professionista affermato, contribuisce attivamente a mantenere vivo il Circolo di Podemos del rione di Poblesec, dove l’ho conosciuto. La sua è una posizione genuina che ben rappresenta il momento difficile che vive la Catalogna e la sfida che tutti i partiti si trovano ad affrontare, ma che per Podemos può significare una svolta decisiva per definire meglio i suoi obbiettivi di rottura con una politica vecchia e verticista o per ripiegarsi negli schemi propri di un partito tradizionale e centralista.
- La situazione catalana è riuscita recentemente a captare l’attenzione di tutta l’Europa. Perché questo improvviso interesse? In che misura quanto sta accadendo in Catalogna viene interpretato correttamente all’estero?
Per capire il fenomeno catalano è indispensabile conoscere il suo contesto almeno nelle sue componenti principali. Non c’è bisogno di risalire a remote epoche storiche (come pure alcuni fanno a proposito della Guerra di successione e del famoso e infausto 1714) [* quando Barcellona fu bombardata dall’esercito del primo Re borbone da poco insediato- N.d.r.]. Prendiamo come punto di partenza la fine della dittatura con la morte di Franco. A quell’epoca il movimento indipendentista catalano aveva un seguito assai scarso e il Partito politico che oggi più sostiene l’indipendentismo, all’inizio dei governi democratici, ha sempre appoggiato il Governo centrale, di destra o di sinistra che fosse.
CHI DI VAFFA FERISCE….

 Augusto Merletti, militante della prima ora (e anche prima) del M5S, ha scritto sulla web grillina questo post. Lo rilanciamo per giusta informazione e per la solidarietà e l’amicizia che ci legano ad Augusto. (P.B.) 

 

Cari amici

Probabilmente questo è l’ultimo post che inserisco su questa piattaforma [Blog di Grillo- N.d.r.]. Il primo risale al Settembre 2005 ed appena inserito fui subito invitato a partecipare fisicamente alle riunioni del gruppo. Ci si vedeva al circolo Mauro Mieli ad Ostiense accomunati dal desiderio di non dover più vivere i riti della politica partitica: nessuno di noi sopportava più il tormentone di personaggi inconsistenti ed impreparati che forti del solo fatto di essere “eletti” pontificavano dagli schermi televisivi reclamando per loro il POTERE e il diritto di decidere delle nostre vite, del nostro lavoro, del nostro futuro. Solo pochi anni prima Bettino Craxi era intervenuto in Parlamento, subito dopo la sua incriminazione,  chiamando in correità tutti i suoi colleghi deputati e senatori, colpevoli, a suo parere, di essere complici, con lui e come lui, della corruzione, del finanziamento illecito ai partiti, del sacco dell’Italia commesso e consentito da un ruolo troppo spesso immeritato ed abusivo.

ITALY N° 3 -da Annina Lago

 

Sipario. La scena si apre su un giardino incantato, piante tropicali lussureggianti, piscina sormontata da una gigantesca conchiglia di legno lamellare che la ombreggia nelle ore canicolari. Tra alberi e cespugli, lettini bianchi e blu su cui umani in vacanza, mollemente adagiati, si dedicano alle loro occupazioni estenuate, indolenti. La più comune  è esporre  la più ampia possibile superficie di epidermide ai raggi dorati del sole, rigirandosi lentissimamente, come infilzati su spiedi invisibili.
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