IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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COSA TI E' SUCCESSO, EUROPA?

di Luciano Carpo

A pochi giorni dalla desolata domanda posta da papa Francesco alle autorità dell’Unione Europea drammaticamente senza una risposta unitaria (morale, culturale e politica) circa la gestione dei flussi migratori e in tema di sicurezza, “ Che ti è successo, Europa…?”, La Stampa di Torino ha – e non a caso-  pubblicato un articolo di Robert Kaplan dal titolo: L’Europa disegnata dall’Islam deve cambiare per sopravvivere. ” L’autore ricorda che l’impero romano, pur con i suoi lati negativi, aveva una grande abilità nel governo dei grandi spazi multietnici attorno al Mediterraneo. Poi, nel VII secolo, le religioni divisero e tracciarono barriere nell’ormai ex mare nostrum. Oggi un’immigrazione epocale cancella i confini, scavalca e aggira ogni punto di confronto e di verifica. In questo contesto, che può fare l’Europa nel campo di quella civiltà di cui tanto si è gloriata nel passato?
Kaplan sostiene: " L’Europa ora deve trovare qualche altro modo di incorporare dinamicamente il mondo dell’Islam senza smarrire la sua adesione al sistema di diritto nato nel Nord Europa, un sistema che mette al vertice dell’agenda dei bisogni essenziali i diritti individuali."
A suo giudizio, l'Europa non deve smarrire la bandiera dei diritti individuali, ma -contemporaneamente- ( pena l'affermarsi delle "ideologie e dei più biechi nazionalismi"), deve " evolvere nella direzione dei valori universali".

Recensione di Andreina Russo

libri

LO STATO CONTRO FRITZ BAUER

di Lars Kraume (2015)

Fritz Bauer, un giurista, un ebreo tedesco prima oppositore del nazismo come socialdemocratico, poi esule in danimarca , infine procuratore generale in Germania negli anni ’50, quando il paese, orribilmente straziato dalla guerra folle del dittatore, sta cercando la sua pace interna sotto l’ala paterna di Adenauer. Ma gli animi sono divisi: chi vuole dimenticare presto una storia amara, chi vuole riportare il Male alla luce del sole perché sia fatta giustizia. Bauer è uno di questi, sostenuto da un sistema etico granitico, non solo in quanto magistrato, ma come rappresentante   della tradizione giudaico-cristiana, il cui centro è imperniato sul concetto di colpa e di espiazione. Non si può lavar via il passato con l’acqua dell’oblio, non si possono lasciar vivere impunemente in seno alla società civile mostri che hanno ideato e realizzato l’idea orrenda quanto folle di eliminare fisicamente tutti gli individui non rispondenti alla visione di un mondo modellato sulla base degli valori deliranti dell’ideologia nazista.

A CHE SERVE UN REFERENDUM
Esclusione vs. Partecipazione - Oligarchia vs. Democrazia

di Marco Borsotti

Il referendum sulle trivelle

Domenica 17 aprile, soltanto poco più del 32% degli aventi diritto ha votato il referendum sul rinnovo delle concessioni per le piattaforme di trivellazione situate nelle dodici miglia nautiche dalla costa, facendolo fallire per mancanza di quorum. Questo risultato conferma la tendenza che vuole che in Italia gli elettori siano poco interessati allo strumento referendario, soprattutto quando questo sia abrogativo. É vero che ci furono alcune eccezioni come il precedente referendum sul nucleare e sull'acqua pubblica, ma é ugualmente vero che se non ci fosse stato l'incidente nucleare di Fukushima in Giappone appena alla vigilia del voto, probabilmente, almeno così prevedevano le inchieste sull'atteggiamento degli elettori, anche questo referendum sarebbe fallito per la stessa ragione, cioè gli italiani non sarebbero andati a votare pur essendo in grande maggioranza contrari alle centrali nucleari in Italia.

UNA CITTA' PIU' AMABILE?
Barcellona ci prova. Con una sindaco donna.

di Gisella Evangelisti

Si respira aria nuova nella piazza San Jaume, sede del Municipio di Barcelona, da quando, dieci mesi fa, vi si é insediata una giovane sindaca, Ada Colau, da anni “attivista dei diritti umani e della democrazia” come lei si definisce. Un impegno svolto nei fatti, non a parole, in quanto, dopo gli studi di filosofia, e 6 mesi di Erasmus a Milano, si prese a cuore il dramma degli sfrattati fondando insieme ad altri compagni il movimento PAH (Plataforma Afectados por la Hipoteca- Piattaforma delle Vittime del mutuo).
CAUCASO E STORIA
Medioevo e Petrolio - II parte (link alla I parte)
di Marco Borsotti
Chi dice che studiare la storia sia da topi di biblioteca?
Chi ha letto la prima parte del racconto dei miei anni in Georgia, dovrebbe ricordare il fatto che subito dopo l'unilaterale proclamazione d'indipendenza georgiana, due province autonome contestarono questa decisione appellandosi a Mosca, ossia all'autorità centrale dell'allora Unione Sovietica, per affermare il loro rifiuto della secessione e asserire la loro decisione di restare parte integrante dell'URSS. Nel testo, poi, scrissi di una di queste l'Ossetia del Sud, ma lasciai il lettore all'oscuro delle vicende dell'altra. Adesso, mi appresto a colmare il vuoto per narrare alcune degli eventi che vidi in quegli anni viaggiando in Abkhazia, questo é infatti il nome della seconda regione.

CASALEGGIO, CHI

di Paolo Basurto

La morte di Gianroberto Casaleggio ha suscitato un interesse nei mezzi di informazione che mi ha francamente stupito. La morte di un grande personaggio. Qualcuno che la gente conosceva bene e che in qualche modo rispettava. Ma Casaleggio non era questo né quello e per quanto dispiace che sia morto prematuramente, non riesco a comprendere tanto interesse e deferenza. Dicono che fosse molto intelligente, colto e particolarmente dotato per intuire le grandi prospettive politiche che il mondo del web offre. Ho avuto occasione di partecipare a varie riunioni nelle quali non mi è mai apparso nulla di queste doti brillanti. Al contrario, i suoi interventi erano sempre pallidi, mai strettamente inerenti al tema e quando le domande di qualcuno sembravano costringerlo ad una conclusione coerente, il suo fastidio era evidente e il dibattito si chiudeva con un 'vaffanculo' di marca prettamente grillesca. Forse era solo questione di scarsa valutazione dell'interlocutore, ritenuto incapace di capire la sua visione. Ma erano altri tempi; le origini del Movimento 5 Stelle. Quando ancora si credeva che stesse nascendo un modo nuovo di fare politica e che l'obbiettivo finale fosse riuscire a far partecipare la gente ai percorsi decisionali di una democrazia non più solamente rappresentativa.

DOPO BRUXELLES
EQUAZIONI PROBABILI E IMPROBABILI

di P.B., G.E.

All'indomani degli attentati di Bruxelles, tutti i leaders europei si affrettano ad esprimere il loro scandalo e la loro determinazione a schiacciare il terrorismo. Ma di tutti l'unico che prende una decisione concreta è la Polonia che, guardandosi bene dal consultare qualcuno, decide senza indugi di chiudere le sue frontiere e non accogliere più migranti e rifugiati. Reazioni europee: zero! Intanto i media martellano senza sosta la sensibilità dell'opinione pubblica soffiando sulle emozioni calde del raccapriccio, dello scandalo, e della gran voglia di colpevoli da esecrare e, perché no? non solo da punire ma da eliminare e, se questo non è possibile, almeno espellere i presunti colpevoli, gli untori moderni, i migranti e i rifugiati (che essendo indistinguibili all'ignoranza dei più), vanno tenuti fuori della porta tutti, senza tanti complimenti. La Polonia fa da battistrada. Baluardo contro Tartari e Mongoli non può mancare alla chiamata storica di grande nazione destinata a difendere strenuamente i valori della civiltà occidentale. Ma quali valori? Si chiede Mario di Terni, un attento ascoltatore di Prima Pagina. Si parla tanto di integrazione degli immigrati, ma se nemmeno io riesco ad integrarmi con questa società, dice Mario con sorprendente sincerità. Una società dell'ingiustizia, dello
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