IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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CASALEGGIO, CHI

di Paolo Basurto

La morte di Gianroberto Casaleggio ha suscitato un interesse nei mezzi di informazione che mi ha francamente stupito. La morte di un grande personaggio. Qualcuno che la gente conosceva bene e che in qualche modo rispettava. Ma Casaleggio non era questo né quello e per quanto dispiace che sia morto prematuramente, non riesco a comprendere tanto interesse e deferenza. Dicono che fosse molto intelligente, colto e particolarmente dotato per intuire le grandi prospettive politiche che il mondo del web offre. Ho avuto occasione di partecipare a varie riunioni nelle quali non mi è mai apparso nulla di queste doti brillanti. Al contrario, i suoi interventi erano sempre pallidi, mai strettamente inerenti al tema e quando le domande di qualcuno sembravano costringerlo ad una conclusione coerente, il suo fastidio era evidente e il dibattito si chiudeva con un 'vaffanculo' di marca prettamente grillesca. Forse era solo questione di scarsa valutazione dell'interlocutore, ritenuto incapace di capire la sua visione. Ma erano altri tempi; le origini del Movimento 5 Stelle. Quando ancora si credeva che stesse nascendo un modo nuovo di fare politica e che l'obbiettivo finale fosse riuscire a far partecipare la gente ai percorsi decisionali di una democrazia non più solamente rappresentativa.

DOPO BRUXELLES
EQUAZIONI PROBABILI E IMPROBABILI

di P.B., G.E.

All'indomani degli attentati di Bruxelles, tutti i leaders europei si affrettano ad esprimere il loro scandalo e la loro determinazione a schiacciare il terrorismo. Ma di tutti l'unico che prende una decisione concreta è la Polonia che, guardandosi bene dal consultare qualcuno, decide senza indugi di chiudere le sue frontiere e non accogliere più migranti e rifugiati. Reazioni europee: zero! Intanto i media martellano senza sosta la sensibilità dell'opinione pubblica soffiando sulle emozioni calde del raccapriccio, dello scandalo, e della gran voglia di colpevoli da esecrare e, perché no? non solo da punire ma da eliminare e, se questo non è possibile, almeno espellere i presunti colpevoli, gli untori moderni, i migranti e i rifugiati (che essendo indistinguibili all'ignoranza dei più), vanno tenuti fuori della porta tutti, senza tanti complimenti. La Polonia fa da battistrada. Baluardo contro Tartari e Mongoli non può mancare alla chiamata storica di grande nazione destinata a difendere strenuamente i valori della civiltà occidentale. Ma quali valori? Si chiede Mario di Terni, un attento ascoltatore di Prima Pagina. Si parla tanto di integrazione degli immigrati, ma se nemmeno io riesco ad integrarmi con questa società, dice Mario con sorprendente sincerità. Una società dell'ingiustizia, dello
MONTAGNE, VINO, GUERRE E DITTATORI
discorrendo del Caucaso occidentale.

di Marco Borsotti

 
Le montagne

Sono ormai trascorsi vent'anni, da quando mi avvicinai per la prima volta alle vette del Caucaso. Ammetto allora averne saputo poco di quelle Nazioni anche perché sino a pochi anni prima quei luoghi, essendo parte dell'Unione Sovietica, erano soltanto piccole repubbliche autonome di poche decine di migliaia di chilometri quadrati su di un territorio che superava i 21 milioni di km2. Delle montagne del Caucaso ne avevamo sentito parlare tutti a scuola, catena montana tra il Mar Nero ed il Mar Caspio (sarebbe corretto denominarlo come lago perché non ha sbocchi naturali con nessuno degli altri mari) che separa l'Europa dall'Asia.
PROMENADE DES ANGLAIS
Dare un senso all'accordo tra l'Unione Europea e il Regno Unito
di Paolo Basurto
L'ACCORDO DEL 19 FEBBRAIO. Chi abbia ascoltato, come me, la trasmissione di Radio3, Prima Pagina, nei giorni che hanno seguito l'Accordo tra l'UE e la Gran Bretagna(1), prima che i giornali passassero ad altre attualità più drammatiche, deve aver notato quanti ascoltatori abbiano chiesto al povero giornalista di turno, quali fossero i vantaggi per l'Europa a trattenere ad ogni costo il Regno Unito. Francamente l'unica sincera risposta sarebbe stata quella di ammettere che di vantaggi non ce ne sono. Se l'Europa di nazioni solidali tra loro è un progetto che ha senso, quello di Paesi tenuti assieme da un opportunismo dalla vista corta, non solo non ha senso ma non ha nemmeno futuro.
 La Pasionaria Rococò

 di Gisella Evangelisti

Parte Seconda  (link alla Parte Prima)

Fiori nei vostri cannoni

Ed eccoci agli anni 80, con Craxi che cambió stile nella politica: c'era davvero bisogno di aria nuova, per finirla con quelle mummie democristiane, da Fanfani a Andreotti, che si spostavano come i cavalli di una giostrina che riapparivano al giro seguente, per decenni.  Comparvero garofani giganteschi nei congressi socialisti, e fin qui, perché no? Ma poi quel politico dai capelli unti, che anzi divenne ministro degli Esteri, il signor De Michelis, frequentatore di discoteche, si fece una foto con le sue segretarie della Farnesina, lui vestido, loro con le tette nude. Da lí qualcuno capí che piú che di aria nuova, si trattava del fatto che troppa coca stava cominciando a danneggiare i neuroni di tanti politici, inchiodandoli alla fase adolescenziale, anche se magari anagraficamente erano giá sessantenni. Molti giornalisti considerano quegli anni in cui l'Italia passó  dagli anni di piombo alla febbre del sabato sera, come la lunga incubazione dell'Italia becera, rampante, razzista che ci ritroviamo adesso.

Recensione di Andreina Russo

cinema

FUOCOAMMARE

di Gianfranco Rosi (2016)

Questo film non è un documentario. Non spiega, non analizza, non riporta date né dati statistici, storici o geopolitici. Non vuole parlare al nostro cervello razionale ma a quello emozionale. Non vuole informarci perché l’informazione diluviale che piove ogni giorno su di noi ci ha reso immuni, ha creato assuefazione e indifferenza. Questo occhio fisso, puntato da vicino su uno dei luoghi simbolo di una catastrofe planetaria, vuole risvegliare in noi, per vie sotterranee, occulte, l’antica pietas che sembra averci abbandonato, il sentimento profondo di appartenere ad una comune, dolente umanità. Questo film ha la spoglia poesia del migliore cinema iraniano. Rosi, regista senza fretta, senza ansie da prestazione, lascia parlare le immagini, i volti silenziosi, la terra riarsa di sale e di vento di Lampedusa, gli interni umili o tragici, i sacchi chiusi che celano giovani corpi derubati del futuro, la vecchia isolana che rifà il letto nuziale con la sacralità di un rito infinitamente ripetuto, i bambini che inventano giochi dal niente, il pescatore solitario.

 "Ognuno ha tanta storia, tante facce nella memoria, tanto di tutto, tanto di niente, le parole di tanta gente", cantava Gabriella Ferri. Come hai attraversato la storia della tua generazione? Come ti ha attraversato?

Questa la domanda che facciamo a chi ha voglia di raccontarsi e riflettere sul vissuto personale e collettivo del suo tempo. Il nostro. Per arricchire la nostra comprensione.

La Pasionaria Rococò

 di Gisella Evangelisti

Parte Prima

Il n'est rose sans espine

Il centro di Vicenza, dominato dall'imponente struttura della Basilica Palladiana, un edificio rinascimentale dove si riuniva il consiglio della cittá, col suo tetto verde di rame che ricorda una carena di nave rovesciata, concentra nella sua rete di strade e di “contrá” una quantitá impressionante di palazzi nobiliari decorati da stemmi, archi e colonne. Non per niente é considerato patrimonio mondiale dell'UNESCO. In una di queste strade, c´é la casa che appartenne al navigatore Antonio Pigafetta, che nel 1520 accompagnó Magellano nel primo viaggio intorno al mondo. E giustamente, fece imprimere sul muro il famoso motto “Il n'est rose sans espine”.
Girando l'angolo, entriamo in uno di quegli edifici dalle imposte di legno e le scale di pietra, che hanno visto per secoli salire e scendere profumieri, usurai o scultori, e i loro servi coi canestri di vimini. Qui Irene ci apre la porta di casa sua, invitandoci a sedere sul divano blu di una bella sala accogliente. Una parete é interamente tappezzata di libri, mentre altre due sono state decorate recentemente da un giovane dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, che vi ha dipinto nientemeno che la Creazione di Adamo, una delle tante figurazioni della Cappella Sistina. Como si ricorderá, la scena rappresenta un anziano Dio, col mantello al vento, che porge la mano, anzi, un dito, ad un Adamo sdraiato nel nulla. Nella parete a fronte, a grandezza naturale, lo stesso Dio parla con Eva, che ha appena creato. Ma non é finita. Nell'ampia cucina moderna, in grigio e bianco, emerge vivissimo in un angolo l'affresco del Bacco di Caravaggio, un giovane sorridente incoronato da pampini d'uva, con un canestro di frutta che dá colore e vita a tutta la stanza. In fondo all'appartamento si intravede la camera da letto, pure in stile veneziano, occupata da un bel letto rococó, con un'impeccabile coperta di seta gialla.
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