LA PANDEMIA FA BENE ALLA BORSA? 

 di Paolo Basurto

Il 10 aprile Trump regalava agli americani un twitter entusiasta : “This week, in only 4 days, we had the biggest Stock Market increase since 1974. We have a great chance for the really big bounce when the Invisible Enemy is gone! “ Il Nemico Invisibile è ovviamente il corona-virus. C’è da rimanere interdetti e non tanto per la gioiosità di Trump quanto per quella della Borsa. Perchè proprio quando il numero di morti per l’epidemia negli Stati Uniti diveniva il più alto del mondo e si avvicinava alla tremenda cifra di 12mila, la Borsa americana registrava un rialzo dei valori azionari che da almeno 46 anni non se ne era realizzato l’uguale. 

Possibile che più americani muoiano e meglio vadano le cose per gli investitori? Il fenomeno lascia attoniti anche perchè non à facile trovarvi una spiegazione sicura e, come sempre per l’andamento della vita finanziaria, aleggiano solo sospetti e misteri, interpretazioni solo possibili e altre del tutto fantasiose.  

Tra le analisi più interessanti mi è parsa quella di Jon Schwarz del 12 aprile scorso. Secondo il giornalista del ‘The Intercept’, il fenomeno è solo apparentemente strano. Quello che importa ai grandi investitori di Borsa è in che misura i giganti della finanza riusciranno a beneficiarsi delle nuove politiche fiscali annunciate da Trump. L’opinione sembra condivisa anche dal Senior economist del Centro per le Ricerche sulle Politiche economiche di Washington, Dean Baker. Ormai la scommessa è se le tasse saranno ridotte abbastanza da consentire subito una speculazione più che vantaggiosa. 

In fondo, l’unico obbiettivo degli speculatori finanziari è scommettere sul cavallo vincente. Poco importa se i disoccupati stanno già raggiungendo livelli paurosi (16 milioni negli USA già nella prima settimana di aprile), o se gli agricoltori sono costretti a disfarsi dei loro prodotti per mancanza di domanda solvente, o se la gente muore per mancanza di posti e adeguate attrezzature in ospedale. Quello che importa è sapere che Trump farà qualsiasi cosa, mobiliterà somme possibili –e forse impossibili- pur di mantenere alti i profitti delle grandi imprese. Del resto, la visione del Presidente è chiara: la funzione essenziale del Governo Federale è sostenere l’impresariato, costi quel che costi. 

Sembra che Trump continui a scommettere che l’attuale epidemia che imperversa in tutto il mondo non sia dovuta a un virus ma ad un battere ma se assai poco meno della metà degli americani lo sostiene, una ragione dovrà pure esserci. 

Al momento in cui scrivo questa nota, le vittime della pandemia negli Stati Uniti sono più di 22mila. Responsabile delle gravi decisioni di non intervento, prese al profilarsi di un disastro di dimensioni che tutto diceva sarebbero state gigantesche, Trump cerca sfacciatamente un colpevole scaricando una pretesa colpa sull’Organizzazione Mondiale della Sanità che avrebbe nascosto la vera entità e pericolosità del fenomeno per coprire la Cina. Eppure, solo poche settimane fa il Presidente aveva personalmente chiamato il suo omologo cinese, per congratularsi con lui e non erano mancate lodi indirette per le Organizzazioni internazionali. La leggerezza con cui l’uomo più potente del mondo, mente e si smentisce senza pudori nè timori e la resistenza dei cittadini americani nel preferire una guida forte e prepotente, anche se bugiarda e di parte, sono forse l’altro grave fenomeno che assieme alla pandemia sta oggi affliggendo il nostro Pianeta.  

 

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