IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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 ANTROPOLOGIA DEL FUTURO 

TECNOLOGIE IN EVOLUZIONE

di Ivana Pinna

creazione di Ivana Pinna“Molti dei problemi in sospeso che affrontiamo oggi - come il destino dell'ambiente, il pericolo della guerra nucleare, la fame nel mondo o la spesa sanitaria, per citarne solo alcuni - sono spesso affidati alla scienza e alla tecnologia. In tutti questi casi, la scienza e la tecnologia necessarie per risolvere questi problemi sono già a portata di mano. Ciò che non sappiamo sono le conseguenze sociali, economiche e comportamentali delle varie possibilità di azione. Né abbiamo una comprensione adeguata dei sistemi di valore che sono alla base delle decisioni che prendiamo.” [D. Allen Bromley, carta del 6 novembre 1989] (1)

Bromley nel 1989 affronta questioni come "l'ambiente, il pericolo della guerra nucleare, la fame nel mondo o la spesa sanitaria", che rimangono attuali e senza soluzione. La breve citazione invita a porci una serie di domande, spostando l'attenzione su una visione futura, che dà spazio a nuovi immaginari e nuovi interrogativi. Le scienze sociali sono coinvolte pienamente nel processo di ricerca attraverso lo studio dei fenomeni sociali interessati dall'influenza delle nuove tecnologie. Allo stesso tempo, i vari strumenti tecnologici, che aiutano nella raccolta e nell'elaborazione dei dati, potrebbero essere utilizzati per comprendere i parametri sociali e agevolare i processi di regolazione omeostatica del sistema. Se 30 anni fa si affermava che la tecnologia e la scienza potessero risolvere tutti i problemi, perché non è stato utilizzato pienamente il suo potenziale? Il limite può dipendere dalla sfiducia nelle capacità umane - da parte degli scienziati - per un utilizzo consapevole e responsabile delle tecnologie. Come è già successo nel passato, molte scoperte scientifiche hanno infatti portato ad applicazioni completamente diverse rispetto allo scopo per cui furono create. Se pensiamo alla polvere da sparo, scoperta ed utilizzata in Cina per i fuochi d'artificio, ma utilizzata per scopi bellici in Europa, potremmo pensare che in diverse società e culture le stesse invenzioni portino ad un uso e scopo diverso. Negli scenari di fantascienza si racconta spesso di come le macchine possano sostituirsi completamente all'uomo e dominarlo.

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO? UN NUOVO APPROCCIO (VII)

UNA SFIDA: ESISTE UN DIRITTO ALLA MOBILITÀ INTERNAZIONALE?

di Massimo D'Angelo

  1. Dall’autonomia dell’emigrazione all’inevitabilità dell’immigrazione

L’incapacità delle politiche migratorie, ed in particolare delle misure di contenimento, di incidere significativamente sull’intensità e sulla dinamica dell’emigrazione internazionale può essere riconosciuta anche da chi le sostiene, nonostante gli sforzi per criminalizzare gli immigranti irregolari per giustificare quelle misure. Di fronte agli insuccessi, aumenteranno gli stanziamenti di bilancio per barriere più rigide, per più agenti ai confini, per muri più alti ed impenetrabili e per più arresti ed espulsioni, ma la realtà non cambierà.  L’incapacità delle politiche migratorie di controllare i flussi migratori è chiamata autonomia dell’emigrazione: i flussi migratori, le loro dimensioni quantitative, i loro tempi, le loro destinazioni, sono “autonomi” rispetto a quelle politiche, sono variabili esogene, indipendenti, un dato di fatto, ma sono determinati da tutt’altri fattori, già esaminati nella Parte VI. Sono questi fattori “strutturali” (demografici, economici, politici, sociali ed ambientali) che giustificano l’ipotesi dell’autonomia dell’emigrazione.  Chi è ostile all’immigrazione, specialmente quella irregolare, cercherà di adottare altri approcci, come l’esternalizzazione dei confini (vedi Parte V), portando gli interventi di contenimento in altri paesi, stabilendo accordi bilaterali, manipolando politiche estere, per estendere l’influenza delle misure restrittive al di là delle zone controllate dalla “sovranità nazionale” del paese d’immigrazione. Nascono zone “cuscinetto” nei paesi di transito, costruendo campi profughi, aiutando guardie costiere altrui. Si cercherà di espletare le pratiche di asilo in paesi terzi.  Ma l’efficacia di questi espedienti è dubbia. Se i flussi in entrata rallentano, esplodono situazioni di “parcheggio” nei paesi terzi, e le crisi umanitarie si moltiplicano. E gli emigranti continuano a lanciare i loro programmi. Vani saranno gli annunci di misure più severe, con muri ancora più alti, chiusura di porti, multe alle ONG che soccorrono naufraghi in mare, minacce di arresti a tappeto e deportazioni in massa, taglio dell’assistenza ai profughi, congelamento delle procedure per l’asilo, concedere l’accoglienza soltanto ai “meritevoli”, o disincentivi nei paesi d’origine.

FUORI I VECCHI

di Paolo Basurto[

«Ci sono semplicemente troppi elettori anziani e il loro numero sta crescendo. Il voto non dovrebbe essere un privilegio perpetuo, ma una partecipazione al continuo destino della comunità politica, sia nei suoi benefici che nei suoi rischi». [Grillo]

Ho sempre pensato che Grillo sia geniale. Una genialità al servizio della provocazione. Una provocazione, graffiante, stridula, angosciante. Il gusto dello scandalo e la passione istrionica per il protagonismo che la povera politica dei nostri tempi ha premiato grazie alla disperazione soffocante che le caste di destra e sinistra hanno prodotto nei modesti elettori italiani. Creatività populista, si dice con disprezzo, ma pur sempre creatività.

Stavolta lo spunto è interessante. Troppi vecchi in Italia. Facciamoli fuori politicamente. Sono insensibili al bene comune perché incapaci di guardare a media-lunga scadenza. Grillo ne è un buon esempio del resto. Nonostante le sue nuotate a petto nudo, come il Duce nella campagna del grano, ha pur sempre 70 anni. Non è stato capace di prevedere il successo politico del suo Movimento, arrivato al potere privo di organizzazione. Non è stato capace di prevedere il disastro delle sue mancate promesse sulle riforme istituzionali, che hanno piegato il Movimento dolorosamente a destra; non è stato capace di analizzare le conseguenze di una predicazione distruttiva del futuro europeo e di un’alleanza miope con le destre nazionaliste dell’Europa. La sua capacità di ‘partecipazione al continuo destino della comunità politica’ , però potrebbe essere una prova di come ad una certa età (quando comincia la vecchiaia?) questa capacità si perda per ragioni, diciamo, naturali.

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO? UN NUOVO APPROCCIO (VI)


LA NATURA DEL PROCESSO MIGRATORIO

di Massimo D'Angelo

 

  1. Dal contenimento dell’immigrazione ad una migliore conoscenza del fenomeno migratorio

Nonostante l’impiego diffuso di severe misure di contenimento dell’immigrazione, specialmente quella irregolare, gli immigranti continuano ad arrivare come un flusso quasi inarrestabile.  Le misure di respingimento dell’immigrazione a volte riescono a femare i flussi migratori o a ridurne l’entità, ma solo in modo transitorio. Dopo battute di arresto, gli arrivi riprendono, indipendentemente dalle politiche di contenimento. Nel lungo periodo quei flussi non sono legati all’efficacia di quelle politiche ma dall’intensità delle spinte migratorie, che dipendono da fattori di tutt’altra natura. Né le statistiche sugli sbarchi o sugli arrivi alle frontiere sono un buon indicatore del  fenomeno, visto che nascondono l’esplosione numerica di coloro che affollano i campi di profughi nei paesi di transito, ignorano il numero di sbarchi che eludono i blocchi navali (e la chiusura dei porti italiani decisa dal ministro Salvini),[1] sottovalutano il numero incontrollato di irregolari che arrivano per altre vie (anche solo con visti turistici), o ignorano i decessi occorsi nel Mediterraneo, nei passi montani o lungo le piste del deserto.

MENTRE SI SGRETOLA IL MONTE BIANCO

RIFLESSIONI SUL FENOMENO GRETA

di Gisella Evangelisti

Mentre un ghiacciaio sul Monte Blanco, il Planpinchieux, scende per più di un metro al giorno, fino a  formare una probabile fragorosa valanga di 240.000 metri cubi sulla valle di Courmayeur, si accendono le controversie sulla fragile figura di Greta Thurnberg, la ragazzina svedese che  è riuscita a mobilitare il 27 settembre, almeno 7 milioni di giovani in tutto il mondo nella difesa della natura, attirando su di sé ammirazione e odio.

In Italia abbiamo ascoltato con orrore una giornalista televisiva, Giovanna Maglie, affermare che  le sta cosí sulle scatole che se la trova per strada, non esiterà a investirla.   E uno dei suoi "haters" ha appeso un manichino, con le sue trecce e impermeabile giallo, su un ponte di Roma.

FAKE NEWS E DEMOCRAZIA

Intervista a Antonio Ingles

P.B. - Nel secolo scorso si affermò l’idea che la Democrazia rappresentativa fosse la forma migliore di organizzazione sociale (o perlomeno che fosse la meno pericolosa e dannosa). Tuttavia le nuove sfide che si propongono alle Società attuali, stanno mostrando quanto poco rappresentative siano le nostre forme di democrazia. Inoltre esse sono evidentemente fragili e non riescono a combattere fenomeni di perversione come l’estendersi capillare della corruzione e l’infiltrazione di poteri estranei alle istituzioni, inclusi quelli delle organizzazioni criminali.

I nostri sistemi democratici sono stati tutti adottati per ridurre la conflittualità tra gruppi sociali con interessi contrastanti e diversi. Il gioco delle votazioni e il principio della maggioranza, stabiliscono le regole essenziali per le decisioni politiche. Tuttavia esse non garantiscono che tali decisioni siano le più corrette o vantaggiose per la Comunità, nell’insieme delle sue componenti sociali. Lo potrebbero essere solo se la maggioranza votasse sempre secondo il principio del bene comune e sulla base di informazioni sicure e veritiere.

Poiché questo non accade, il sistema scricchiola e, in mancanza di una alternativa sperimentata valida, tornano di moda vecchie formule di autoritarismo con la speranza che un potere di governo forte, sia in grado di risolvere ogni problema.

A. Ingles - Prima di entrare nel vivo della questione, vorrei proporre alcune considerazioni preliminari, che lo stesso tema dell’intervista mi sollecita. Credo bene di capire che in nessun momento si pone in dubbio l’idoneità della Democrazia rappresentativa (che si esercita votando a maggioranza). Ciò che invece si discute è il valore che le attribuiamo (cioè il potere che cediamo) e il grado di accettazione o di conflittualità che ne deriva (la capacità di sottomettersi al risultato ottenuto) per il periodo che duri la legislatura (tempo).

Innanzitutto, non possiamo ignorare che il potere che scaturisce da questa rappresentatività, si canalizza attraverso i gruppi politici legalmente costituiti che, naturalmente, sono formati da persone ideologicamente affini. La perversione del sistema si produce quando non è tutta la società quella che si manifesta votando, ma solo una parte di essa. Cioè, nel gioco del potere che si concreta con il risultato delle elezioni, una gran parte della società rimane esplicitamente al margine perché non riesce a riconoscersi nei principi programmatici dei partiti che costituiscono lo scenario parlamentare.

MANIPOLAZIONE POTERE VIRALE 

di Paolo Basurto

 

  L’OSSESSIONE PUBBLICITARIA Avete mai seguito la serie TV I Tudor? E Mad Men? Ma la migliore, secondo me è finora House of Cards. Per un corso accelerato sulla manipolazione, è indispensabile vedere queste serie. Perché? Me lo spiegò qualche tempo fa, Hélène, la mia figlia più giovane. Appassionata di serie TV, definivo la sua propensione un po’ frivola e in cerca di storie leggere, da fotoromanzo (come si diceva un tempo). Fu proprio lei, allora a dirmi, con inconsueta calma e una certa aria di sufficienza, che, sapendo ben sceglierle, queste serie sono una fonte ricchissima di informazioni sull'evoluzione culturale delle nostre società. Non si tratta di informazioni sulla realtà ma su quello che le persone credono sia la realtà.  La nostra è l'epoca della pubblicità. Ma meglio sarebbe chiamarla l'epoca della suggestione e della manipolazione. Forse la loro importanza è sempre stata determinante nella storia e il potere non ha mai potuto farne a meno. Ma potrebbe anche essere che questo fatto non sia del tutto ineluttabile. La storia sembra ripetersi ma non si ripete mai nello stesso modo. Il contesto attuale è assolutamente inedito nella storia umana che ci è dato conoscere. L’uomo ha sviluppato tecnologie incredibilmente complesse ed efficaci. La sua capacità di trasformare l’ambiente naturale è assolutamente straordinaria. Le sue conoscenze tecniche si evolvono continuamente e ormai nessuno si meraviglia più se a qualcuno viene in mente di creare una società d’investimento per la colonizzazione di Marte. Il mondo dell’uomo ha perso i suoi confini e la fisica quantica ha definitivamente messo in discussione l’unicità del suo universo. Riferimenti fino a ieri indiscutibili hanno perso agli occhi di tutti la loro certezza e la domanda se il tempo e lo spazio esistono davvero non appare più a nessuno come il frutto di qualche mente folle.
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