IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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UN NUOVO GENOCIDIO IN EUROPA  

Le ondate di persone alla ricerca di un futuro migliore

di Marco Borsotti

Vent'anni fa, ma forse anche più recentemente, chi avrebbe mai detto che nei dintorni d'Europa e persino dentro le sue frontiere, si sarebbe assistito nuovamente alla morte violenta di decine di migliaia di persone che in comune hanno il sogno di riuscire ad entrare nel vecchio continente per cercare lavoro e maggiore sicurezza personale. Pur non trattandosi di persone che abbiano in comune razza, religione o nazionalità, tutti sono frettolosamente catalogati come immigranti illegali, persone che soltanto per
A NEW GENOCIDE IN EUROPE

The waves of people looking for a better future

Twenty years ago, but perhaps even more recently, who

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quella ragione nel nostro bel paese già hanno commesso un reato di rilevanza penale. Mentre a fine agosto a Vienna il Gota politico europeo si riuniva nuovamente per discutere, tra l'altro, d'immigrazione alla Conferenza Internazionale sui Balcani Occidentali, a soli 50 Km dalla capitale austriaca venne scoperto un furgoncino da 7,5 tonnellate parcheggiato nella corsia d'emergenza dell'autostrada A4 dove gli inquirenti constatarono la presenza di 71 corpi in fase iniziale di decomposizione, tutti morti per soffocamento, tra essi, otto donne e quattro bambini. Non voglio neppure pensare al modo orribile in cui queste persone furono condannate a morire per mancanza d'ossigeno in quello spazio ristretto dove erano stati compressi come acciughe per massimizzare il profitto dei loro carnefici, gentilmente identificati come i “passatori”, cioè coloro che facilitano il passaggio a persone senza documenti tra un paese e l'altro della zona Schengen d'Europa.

 libri                                                                                                                                                                                                      

                                                                                                                                                                                        a cura di Andreina Russo                            

 IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

 di Fernando Pessoa

Voi l’avrete certo già letto ma io no, e mio figlio Federico mi ha giustamente rimproverato. Perché Il libro dell’inquietudine di Pessoa è un capolavoro. Mi è capitato sotto gli occhi all’improvviso, da Feltrinelli: mi hanno attirato quel cappello pieno di mare e la parola inquietitudine, che è la mia più assidua compagna di vita. L’ho letto in modo frammentato nel corso di questa lunga estate, così come il testo, fatto di frammenti aguzzi, richiedeva. Pessoa è un mostro sacro della letteratura europea e fargli una recensione dopo circa ottant’anni che ha scritto il libro sarebbe ridicolo. Però so che non tutti conoscono quest’opera e ad alcuni che l’hanno letta sembra addirittura indigesta, perciò ho pensato che condividere i miei sentimenti avrebbe potuto interessare qualcuno.

Sin dalle prime pagine ho vissuto un fenomeno profondo d’identificazione, un vero colpo di fulmine: in Bernardo Soares mi sono ritrovata, ho provato la gioia profonda di non essere sola, di incontrare qualcuno (e che qualcuno!), che ha creato un personaggio di cui io sono una fotocopia imperfetta. Ci sono pagine e pagine che avrei potuto scrivere io, almeno nei contenuti, se non nella forma letteraria che  trovo straordinaria per capacità espressiva.
Sintesi fulminea di concetti complessi e profondi, resi con parole scabre, espulse  come proiettili da una mente chiusa su se stessa a causa di una solitudine disumana, autovoluta ed eterovoluta. Una capacità sublime di analizzarsi con lucidità spietata, senza compromessi, senza infingimenti, senza illusioni.

critic Globus

di Elena Basurto

Si sta svolgendo in questi mesi a Roma, dentro il Colosseo, la mostra “Terrantica. Volti, miti e immagini della terra nel mondo antico”, che contiene interessanti reperti che illustrano il rapporto fra l’uomo e la terra, accompagnati da fotografie.

Il percorso si conclude con un installazione a forma di uovo che invita i visitatori a declinare la riflessione sui temi posti dalla mostra in chiave più personale. Il progetto si chiama critic Globus ed è costituito da questa struttura ovoidale di legno e terra cruda, capace di accogliere anche 2 o 3 persone, con dentro una webcam ed uno schermo interattivo che propone 3 domande:

  • Cos’è per te la Terra?
  • Come immagini il futuro del pianeta Terra?
  • Registra una ninna nanna, una poesia o una filastrocca della tua terra.

Le video-testimonianze lasciate dalle persone vengono poi trasmesse in un monitor installato accanto alla struttura e sul canale youtube dell’iniziativa.

LE VERGOGNE EUROPEE

 

di Marco Borsotti

In molti abbiamo seguito con interesse e, mi permetto scrivere, trepidazione l'evolversi della vicenda greca a partire dal risultato del voto di fine gennaio di quest'anno con la vittoria prevista della coalizione di sinistra di Syriza. Il perché di tanto interesse risiedeva tutto nel fatto che i vincitori del voto avevano presentato un chiaro programma elettorale ai cittadini greci: se avessero vinto avrebbero posto fine alle politiche d'austerità economica che dal 2010 erano state imposte al paese da un gruppo d'istituzioni che rappresentavano gli interessi dei creditori della Grecia. Queste istituzioni, conosciute come la Troika, erano il Fondo Monetario Internazionale (IMF), la Commissione Europea (EU)e la Banca Centrale Europea (BCE). Per chi non fosse al tanto della questione, tratterò di riassumere in poche frasi come si fosse giunti a questa situazione.

OXI !

 

Dalla Grecia una lezione di democrazia

di Marco Borsotti

 

Tra le tante cose lette in rete subito dopo aver conosciuto l'esito del referendum di domenica 5 luglio, mi ha colpito in modo particolare il testo del discorso che Pericle avrebbe diretto ai suoi concittadini chiamati a dimostrare nei fatti in che cosa si basasse la forza delle loro istituzioni riportato da Tucidide nel secondo libro delle Storie. Lo cito a seguito perché mi pare che questo discorso abbia valore ancora oggi, oserei dire, ancora di più oggi alla luce di quanto successo dopo il voto in Grecia di fine gennaio per il rinnovo del Parlamento e le vicende dei negoziati tra il nuovo esecutivo greco espressione di quel voto ed i rappresentanti della BCE, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea e come risposta all'insultante intervento in Aula al Parlamento europeo di ieri del Presidente della Commissione Juncker.

 

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

"IL DEBITO GRECO È IN BUONA PARTE ILLEGALE, ILLEGITTIMO E ODIOSO"

Queste le conclusioni principali del Rapporto, commissionato lo scorso aprile dal Presidente del Parlamento greco, coordinato dall'economista francese E. Toussaint e reso pubblico il 17 giugno.

Il Rapporto sostiene che l'attuale Governo greco è moralmente e giuridicamente legittimato a non riconoscere tutti i suoi obblighi di debitore a causa:

  • della cattiva fede delle istituzioni creditrici che hanno costretto la Grecia a violare la legge nazionale e gli impegni internazionali derivanti dai diritti dell'uomo;
  • della supremazia dei diritti umani sugli accordi che i precedenti governi greci hanno firmato con gli attuali creditori;
  • della coercizione esercitata sulle autorità greche;
  • delle clausole abusive che violano in modo flagrante la sovranità greca e la sua stessa Costituzione;
  • del diritto che ogni Stato ha, secondo le norme e le consuetudini internazionali, di adottare misure per contrastare atti illegali che limitano la sua sovranità e autodeterminazione economica, nonché i diritti umani fondamentali.

Una prima sintesi delle conclusioni del rapporto è leggibile qui.

Non sono poche le istituzioni volontarie che si stanno mobilitando in favore della Grecia e tra queste merita di essere ricordata quella fondata dallo stesso Toussaint il CAC (Collettivo per un Audit Citoyen de la dette publique), che da tempo sostiene e prova che buona parte dei debiti sovrani sono frutto di corruzione, inganno e altre pratiche illecite da parte delle istituzioni bancarie private e internazionali e della collusione con molti esponenti della classe politica.

TAPAS E ALTAZOR

SURREALISMO e POESIA

di Paolo Basurto

'Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo; nací en el Equinoccio, bajo las hortensias y los aeroplanos del calor.
Tenía yo un profundo mirar de pichón, de túnel y de automóvil sentimental. Lanzaba suspiros de acróbata.[...]  Amo la noche, sombrero de todos los días.
La noche, la noche del día, del día al día siguiente. [...]
Una tarde, cogí mi paracaídas y dije: «Entre una estrella y dos golondrinas.» He aquí la muerte que se acerca como la tierra al globo que cae.
Mi madre bordaba lágrimas desiertas en los primeros arcoiris.
Y ahora mi paracaídas cae de sueño en sueño por los espacios de la muerte.'
(1)

Sonia recitava senza sforzo come se fossimo ancora a teatro e lei sul palcoscenico. Invece eravamo in attesa delle nostre tapas, affamati, assordati dai tifosi del Barçà impazziti per la vicina vittoria sulla Juve, compressi dalla voglia di esprimere la tensione che lo spettacolo (2) ci aveva procurato. Sonia era elegantemente vestita. Ma a teatro gli attori veri erano nudi come Eva e Adamo. Mi era costato convincermi che fosse una cosa seria. Un gruppo di giovani attori ed attrici, in una penombra di riflettori, si agitava furiosamente strappando decine di fogli scritti, attaccati ai muri. La luce coglieva a sorpresa le loro belle nudità e subito il sospetto mi è nato che fosse un facile artificio per scioccare il pubblico o almeno incuriosirlo. Poi avvenne la magia, quando la bravura della recitazione ha cominciato a creare il pathos dolente dell'assurda umana condizione. Una sofferenza rabbiosa  che contestava Dio e coinvolgeva il pubblico fino alle lacrime. Non una goccia di eros si è più insinuata, annacquandolo, nel clima dello spettacolo. Invece il surreale ha subito saturato l'ambiente comunicando, nel suo modo fantasiosamente irrazionale, tenerezza, nostalgia, una voglia immensa e insoddisfatta di amore, che era poi il tema-guida della pièce.

 Blog di Gisella Evangelisti
 Lettera in bottiglia a Francesca Marina, principessa del mare.

Sei nata il 4 di maggio in un “non luogo”, il mare che unisce e divide  Europa dall'Africa, culla dell'umanitá.  Il  Mare Nostrum solcato anticamente da triremi romane, pirati e crociati, adesso nasconde nelle sue acque profonde insidiosi sottomarini russi, americani e perfino cinesi. Ed é la liquida tomba di  23.000 africani affogati fra il 2000 e 2013, in fuga da guerre, miseria e dittature. Sognando  l' Europa, patria della democrazia e dei diritti umani, con belle macchine, scuole e negozi, e squadre di calcio da urlo. O almeno, cosí si racconta nelle notti africane, ma forse i dati vanno aggiornati. Sappiamo dai giornali che tua madre é una ragazza nigeriana di forse 16 anni (non sappiamo il suo nome) che per seguire il sogno europeo ha avuto il coraggio di affrontare un viaggio di migliaia di km di deserto, soffrendo fame e sete, e violenze. E stata riscattata con altri 870 migranti dalla nave “Bettica” della nostra marina, giusto quando le cominciavano i dolori del parto. Dopo otto ore, sei nata tu, un miracolo vivente, una bimba cosí bella, ma cosí bella!,  da commuovere fino al midollo l'equipaggio della nave. Ti hanno messo in una culla di veli, e ti hanno chiamato Francesca Marina, la principessa del mare, perché nata nello stesso giorno della principessa Charlotte di Inghilterra. Ma adesso, spenti i riflettori delle cronache, ti aspetta  un'altra odissea, piccola.  Qualcuno vedrá il tuo caso: sí, potrá fermarsi; no, deve rimpatriare; ni, vada da un'altra parte.   Non sai ancora che un' Europa invecchiata e in crisi é spaventata per  l' “invasione  africana”. Che ci sono cittá e stati che impediranno che entri un solo immigrante in piú.

SULLA ELIMINAZIONE TOTALE DEI PARTITI POLITICI

di Paolo Basurto

L'eliminazione dei partiti sarebbe un bene quasi puro [S.Weil]. Nel frattempo possiamo solo sperare che le prossime consultazioni elettorali adottino un sistema di voto che non pregiudichi sistematicamente il candidato che si sente responsabile di fronte ai suoi elettori a vantaggio di quelli che solo devono render conto ai dirigenti del proprio partito. (A.Bréton).

La nascita di Podemos in Spagna è stata subito coronata da successo. Lo ha alimentato la speranza, finora frustrata, di avere finalmente un'alternativa all'ingannevole simulacro di democrazia che l'attuale sistema partitico e rappresentativo aveva messo in scena. In Italia è successo lo stesso fenomeno con il Movimento 5 Stelle, che apparve sullo scenario politico ostentando un rifiuto più volte proclamato ad essere un partito. Gli Indignati hanno avuto vita breve, ma in tutto il mondo hanno marciato contro la casta arroccata nei loro inespugnabili fortini, chiamati 'partiti'. Sembra che i partiti incarnino quello che di peggio vi sia nel sistema democratico rappresentativo. La struttura gerarchica piramidale attraverso la quale si snoda il controllo del potere e si delimitano gli spazi nei quali utilizzare al riparo da qualsisasi vigilanza della base (cioè del cittadino) la delega che il voto filtrato e organizzato dai partiti, assicura agli eletti. Eppure i partiti sono riconosciuti dalla Costituzione e senza di essi la politica sfocia rapidamente nella demagogia individualista di qualche personalità carismatica e suggestiva che rende ancora più problematica e sospetta la dinamica democratica basata sulla rappresentanza popolare.

APPELLO IN FAVORE DELLA GRECIA

LA VERITA' SUL DEBITO PUBBLICO

Lanciato da COLLECTIF POUR UN AUDIT CITOYEN

Ai popoli d'Europa e del mondo intero, a tutti coloro che rifiutano le politiche di austerità e non accettano di pagare un debito pubblico che ci strangola, contrattato senza di noi e contro di noi.

Noi, firmatari di questo appello, ci schieramo a fianco del popolo greco che, con il suo voto alle elezioni del 25 gennaio 2015, è stato il primo in Europa e nell'emisfero nord ad aver rigettato le politiche di austerità applicate con l'unico scopo di onorare un debito che altri, 'quelli della casta', hanno fatto senza il popolo e contro di lui. Nello stesso tempo, consideriamo che la creazione, per iniziativa della Presidente del Parlamento greco, della Commissione per la Verità sul Debito Pubblico, costituisca un avvenimento storico di importanza capitale, non solo per il popolo greco ma anche per quelli dell'Europa  e del mondo intero!

Per firmare cliccate qui : GreekDebtTruthCommission.org

QUALI VALORI CONDIVIDERE?

SI APRE IN FRANCIA UN PROCESSO DEMOCRATICO PER DEFINIRLI

di Gisella Evangelisti

Najat Vallaud-Belkacem é una giovane donna dall'eleganza essenziale, i capelli corti e gli occhi vivi. E`la prima donna nominata ministro dell'a Pubblica Istruzione nella storia francese, e in piú, ha soli 37 anni. Non appartiene a una solida famiglia borghese, come ci si aspetterebbe, ma a una famiglia umile di un villaggio di campagna marocchino (da bambina accompagnava il nonno a pascolare le capre), che emigrando in Francia ha realizzato il suo french dream. Najat si é rivelata una studente modello ad Amiens  e poi nell'ENA (prestigiosa business school), ed é entrata nel circolo di quelli che contano. Attualmente é sposata con un alto funzionario statale, é madre di due gemelli ( un bimbo e una bimba)  e nel frattempo ha scalato i vertici della politica. Portavoce del governo Hollande durante la sua caduta libera, successivamente ha tenuto il  portafoglio del ministero della Gioventù, Urbanismo e Sport. Come ministra dei Diritti delle Donne, ha legiferato per criminalizzare i clienti della prostituzione (suscitando molte polemiche)  e ampliare il diritto all'aborto. Recentemente ha ricevuto l'incarico di occuparsi dell'educazione pubblica, un settore dove si respira e rapprende il diffuso disagio sociale di questi anni di crisi. (Ne é uno specchio il film “La classe” di Laurent Cantet, del 2008, Palma d'oro al festival di Cannes). L'immagine di Najat Vallaud, cosí fotogenica, rassicurante e responsabile, sobriamente e moderatamente musulmana, rappresenta una buona pubblicità per la scuola francese, che vuole essere, o mostrarsi aperta al multiculturalismo, anche in tempi difficili. E infatti,  nonostante le immancabili critiche piovutele addosso dall'estrema destra,  Najat detiene un alto indice di approvazione nei sondaggi.

Zurich, ovvero ció che la primavera esige

 

Tanti panettoncini sulla tavola invernale (ma quanto durano le feste? )accompagnati da polenta e baccalá  nel ristorantino sotto casa,  ed ecco la resa dei conti: una bella fetta di pancetta affumicata intorno alla vita, che corrisponde piú a un canone di bellezza placido- ciccioso-rinascimentale di Tiziano che a quello delle modelle anoressiche e dallo sguardo allucinato-annoiato-depresso-allampanato che si vedono su IO  Donna e simili, e dovrebbero  servirti da esempio. E poi é cominciata l’ossessione primaverile nei giornali, nelle riviste, negli avvisi delle farmacie, nella pubblicitá, che esige che ti devi rimettere in carreggiata per prepararti alla prova bikini (agli uomini, niente prova bóxer per loro? ). E consigliano, come sempre, di bere almeno 7 litri di acqua al giorno e correre una quarantina di km, sempre al giorno, meglio se con un dislilvello di un 900 metri,  (come propone la web. Quel mazzolin di fiori che viendalla montagna.org) . O se no? Direbbe Quelo: se no, ci sono le diete depurative di Sicuro Effetto, come propone la web  Cibati di Prana, o Aria fritta.net:

- una é la Dieta Dissociata, con le sue varianti  Schizofrenica o Bipolare. Cioé un giorno ti puoi abbuffare  di piedini di porco alle erbette, o tagliatelle alla puttanesca , il giorno seguente passi a pane ed acqua, poi di nuovo gnocchi di mascarpone farciti di gorzongola seguiti da un giorno a solo acqua, ( un po’ come il ramadán ma a scadenza piú breve).
-La dieta di  Mangia solo una mela al giorno- e levi  medico di torno: l’aveva proposta Eva ad Adamo quando l’aveva visto metter su un po’ di pancia ma lui come al solito capí un’altra cosa. - La dieta della Pera, ossia consumare solo tremendi spinelli di marijuana , cosi vi mettete a ridere dala mattina alla sera, e vi dimenticate di mangiare. Variante della dieta della Pera, la dieta della Canna, da praticare in un canneto o nella terrazza di casa, da soli o in grupo.

CORRUZIONE E BUON SENSO

PROPOSTE CONCRETE

di Augusto Merletti

Tra il 1999 ed il 2001 ero Ingegnere Capo per il rifacimento della rete idrica di Palermo ed il mio direttore dei lavori era un prestigioso professionista, uno dei migliori ingegneri idraulici che io abbia conosciuto. Nel corso dei lavori l'impresa ha più volte presentato proposte di variante o richieste di maggiori compensi che la direzione lavori puntualmente esaminava con attenzione respingendo la gran parte delle richieste e quindi limitando al minimo i maggiori costi a carico della amministrazione. Ebbene quella attività professionale "virtuosa", che ovviamente richiede tempo, attenzione, equilibrio e competenza, determinava automaticamente, per come sono concepite le parcelle professionali, un DANNO per il professionista (ed incidentalmente anche per me) perché più costa l'opera e più aumentano le parcelle di quelli che la controllano (Direttore Lavori, Ingegnere capo, collaudatore, ecc.) e quindi meno varianti approvi e meno guadagni. Pensate che questa norma favorisca gli onesti e faccia crescere ed emergere, nella categoria professionale alla quale si rivolge. i "migliori" ? Credete che sia così difficile cambiarla ? Ovviamente sono convinto da tempo che c'è un'altra soluzione. Non pretendo di essere il depositario di una cura miracolosa ma alcuni dati incredibili dai quali partire li conosco da sempre e provo inutilmente da anni a farli emergere. Espongo di seguito sinteticamente quello che penso si potrebbe fare con relativo poco sforzo.