IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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PROFF, Chat ed elezioni

di  Annina Lago

Tra i milioni di gruppi  Whatsapp in rete, ne esiste anche uno che riunisce una cinquantina di docenti ed ex docenti di un liceo fiorentino, la maggior parte donne, al fine di organizzare occasioni di incontri conviviali  e simpatici amarcord. Ma le elezioni incombono e la campagna elettorale si fa sempre più tesa e virulenta, al punto che finisce per infilarsi  nella chat  come  invadente e di solito  sgradito off topic. Stavolta però l’amministratrice del gruppo non interviene a bloccare la digressione, perché l’assillo del dubbio, le scarne speranze, la fiducia ormai ridotta al lumicino nei confronti dei politici rendono veramente pesanti per i cittadini più attenti questi giorni di attesa, e fanno  sentire il bisogno di confrontarsi o anche  di far qualcosa (come diffondere idee), per evitare che la situazione, già compromessa, peggiori dopo i risultati del voto. Quella che segue è  la registrazione di una conversazione avvenuta in una luminosa domenica di gennaio, con le mimose tutte fiorite come se la primavera fosse alle porte. E invece mancano ancora cinque settimane al fatidico 4 marzo, quando entreremo nei seggi  a condividere la responsabilità del futuro del nostro Paese.

AFFRESCO CATALANO

di Paolo Basurto

In Catalogna ci sono state le elezioni il 21 di dicembre. Indette dal Governo centrale per rinnovare tutte le cariche istituzionali regionali, dichiarate decadute dal Parlamento nazionale dopo la Dichiarazione di indipendenza approvata dal Parlamento regionale. Tre risultati possono ritenersi certi. Il Partito che sostiene il Governo centrale (il Partito Popolare – PP) è stato sonoramente sconfitto. Il 52% dei catalani ha votato contro i Partiti indipendentisti. Per effetto dei meccanismi della legge elettorale, i deputati indipendentisti costituiscono la maggioranza anche se per una differenza di soli tre voti (un po’ come negli USA dove Trump è stato eletto nonostante la maggioranza degli americani non abbia votato per lui).

 

 

Il 15 marzo 2017 segna l'inizio del settimo anno di guerra per i bambini siriani. Una ricorrenza tragica, tanto più se si considera che il 2016 è stato l'anno peggiore per l'infanzia in questo tormentato paese, con un drammatico aumento nel numero di vittime.

UNICEF Italia - Segnalazione di Andreina Russo  - LEGGI TUTTO

OLTRE IL CHECK-POINT, L'IMMAGINAZIONE VOLA

di Gisella Evangelisti

Se Giuseppe e Maria, rifugiati in fuga dalla strage di bimbi proclamata dal re Erode nel secolo 1, fossero sbalzati col loro asinello nella Betlemme del secolo xxI,  scoprirebbero che l'unico giorno per non essere schiacciati in una calca disumana nel check point n.300, fra Gerusalemme e Betlemme, sarebbe il sabato, quando ci sono quasi  solo turisti. “Scusa  Maria., non c'era  questo dettaglio in Google Map”, le direbbe dispiaciuto Giuseppe. “Pazienza”,  risponderá debolmente Maria, che sente giá arrivare  le doglie del parto. “Ma adesso come facciamo”?

     Amos Oz

Sono le  3 e mezzo di mattina e la fila dei lavoratori palestinesi che devono passare il check point per andare a lavorare a Gerusalemme é giá lunga, e diventa un fiume vertiginoso per due ore.

ITALY n° 4 - da Sofia Immerego

Che schifo, ancora una notizia di schifo. Ci sono volte che la nausea mi assale a tal punto che penso di farla finita. Basta basta  basta. Finché la vita compensa con morsi improvvisi di miele, sorsi di felicità strappata al tessuto continuo di dolore e noia e nonsenso che scorre sul lento monotono inesorabile nastro trasportatore delle mie giornate, ancora ancora ce la faccio a reggere, a non buttarmi di lato e di sotto, ma certe volte, come questa, vorrei essere così agile di mente e pronta di reazione   da fare il gran tuffo senza pensarci due volte.

Recensione di P. Basurto
LA POESIA ONIRICA DI SONIA GARCIA

Sogni e Serpenti, di Sonia Garcia Garcia - Edizioni Croce

 

Lo sguardo vivo che provoca l’intelligenza di chi parla con lei, un che di orientale e di segreto nelle sue fattezze di messicana precolombina, Sonia mi racconta i suoi sogni con i serpenti. Sogni che sono poesie, custodite con la curiosità e la complessità della creazione artistica, durante il corso degli anni e che hanno scandito la sua vita, per sottolineare avvenimenti la cui importanza si dimostrava alla coscienza solo dopo; dopo; quando nel ricordo apparivano quello che erano: rivelazioni. “Ma più che sogni, sono visioni”, le dico, “Visioni; come quelle dei profeti; come quelle di Giovanni, quando scrive l’Apocalisse”. Eppure, no! Sonia non è affatto d’accordo. Sono sogni. Sogni veri. “Li ho avuti davvero i miei sogni, e li ho scritti come li ho avuti… Certo, li ho scritti… li ho descritti… li ho interpretati, nell’unico modo possibile: la poesia”.

LA SFIDA CATALANA DI PODEMOS
Una voce dalla base
 Paolo Basurto a colloquio con                  
Manuel Rodriguez è un economista di Barcellona che ritrova la sua voglia di fare politica attiva quando il movimento degli indignati scende nelle piazza e poco dopo nasce Podemos. E’ un militante di base della prima ora. Nei suoi vent’anni, quando ancora governava Franco e la sua polizia non faceva complimenti con nessuno, ha militato in un gruppo di estrema sinistra, la LCR (Lega Comunista Rivoluzionaria), discioltosi poi nel ’92. Oggi, professionista affermato, contribuisce attivamente a mantenere vivo il Circolo di Podemos del rione di Poblesec, dove l’ho conosciuto. La sua è una posizione genuina che ben rappresenta il momento difficile che vive la Catalogna e la sfida che tutti i partiti si trovano ad affrontare, ma che per Podemos può significare una svolta decisiva per definire meglio i suoi obbiettivi di rottura con una politica vecchia e verticista o per ripiegarsi negli schemi propri di un partito tradizionale e centralista.
- La situazione catalana è riuscita recentemente a captare l’attenzione di tutta l’Europa. Perché questo improvviso interesse? In che misura quanto sta accadendo in Catalogna viene interpretato correttamente all’estero?
Per capire il fenomeno catalano è indispensabile conoscere il suo contesto almeno nelle sue componenti principali. Non c’è bisogno di risalire a remote epoche storiche (come pure alcuni fanno a proposito della Guerra di successione e del famoso e infausto 1714) [* quando Barcellona fu bombardata dall’esercito del primo Re borbone da poco insediato- N.d.r.]. Prendiamo come punto di partenza la fine della dittatura con la morte di Franco. A quell’epoca il movimento indipendentista catalano aveva un seguito assai scarso e il Partito politico che oggi più sostiene l’indipendentismo, all’inizio dei governi democratici, ha sempre appoggiato il Governo centrale, di destra o di sinistra che fosse.
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