IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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CHI HA VOLUTO DONALD TRUMP ?

di Marco Borsotti

 Il carosello della campagna elettorale

Per circa un anno, il mondo ha seguito lo snocciolarsi di una strana novella dal titolo accattivante, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti che si é appena conclusa lo scorso 9 novembre con il grande finale che ha dato il responso del voto: eletto é stato un miliardario americano, per noi italiani nulla di straordinario abituati come siamo stati ad avere un miliardario al potere per circa vent'anni, di nome Donald Trump.

Gran parte del sistema informativo gli é stato praticamente sempre contro. Le previsioni elettorali lo davano quasi tutte perdente. I commentatori non pensavano ce la potesse fare fatta eccezione per una voce fuori dal coro. Quindi il risultato é giunto al pubblico, soprattutto quello estero, come una sorpresa.

Ovviamente, alcuni, come il regista Michael Moore avevano previsto da tempo il suo successo, ma per quasi tutti gli altri la sua ultima opponente sembrava imbattibile. A dire il vero, anche in casa repubblicana quando vi erano ben nove contendenti per la nomina ufficiale del partito, il suo nome era certamente quello di un esterno, molto noto nelle cronache per certi suoi atteggiamenti diciamo irriverenti, ma non considerato con troppo peso per poter raccogliere consenso dal momento che l'apparato del partito sarebbe stato a favore di altri candidati. Invece, forse proprio perché osteggiato dal partito, in breve Trump iniziò ad accumulare una vittoria dietro l'altra superando i suoi avversari con margini imprevisti. Dopo poche settimane dall'inizio del processo, la maggior parte dei candidati avevano dovuto gettare la spugna ed a primavera inoltrata anche l'ultimo dovette riconoscere la sconfitta aprendo la strada alla sua nomina.

DOPO LO SHOCK

di Gisella Evangelisti

Sono scorsi fiumi di tinta nei giornali del pianeta, da quando nella mappa della votazione dei grandi elettori, la notte dell '8 novembre,  si son visti poco a poco  marcare del rosso repubblicano gli stati post-industriali una volta bastione dei democratici, segnando la sconfitta di Hillary Clinton, nonostante che avesse ricevuto piú voti popolari.  Ci ricorda il rosso della volgare cravatta di Trump, ben piú lunga del normale, o il rosso della vergogna di cui si sentono coperti tanti amici americani di fronte al mondo, per aver eletto un presidente cosí ignorante, razzista, arrogante, misogino, omofobo, e molti altri eccetera, come pochi se ne vedono in giro. Con l'aggravante di farlo diventare l'uomo piú potente del mondo, padrone di pace e guerra, trattati dicibili e indicibili tra nazioni, con una gran responsabilitá sul nostro destino, il mio, tuo, suo, vostro e loro,  includendo quello del nostro splendido pianeta azzurro, (giá sull'orlo della catastrofe climatica), che nel suo giro fuori pista  fotografó con rispetto e meraviglia l'astronauta Samantha Cristofoletti. (Un donna che non rientra per appeal nei desiderata di un Trump o Berlusconi ma di cui andiamo maledettamente fieri). Adesso, basta solo una spallata dei petrolieri e produttori di carbone amici di Trump contro le fastidiose e troppo pulite energie rinnovabili,  (che potrebbero dar lavoro a centinaia di migliaia di persone, come in Germania), o giochi di guerra con pesanti  fuochi d'artificio all'uranio, e il danno potrebbe essere irreparabile per la stessa specie umana. Amen e cosí sia.

“SPERARE PER IL MEGLIO E PREPARARSI AL PEGGIO”

James Himes, deputato democratico rieletto, nonostante il controllo quasi totale del Congresso e del Senato sia rimasto repubblicano, ha inviato questa lettera a noi e ai suoi sostenitori. E’ interessante. E’ una lettera dal Fronte, nella quale la tenace speranza di recupero del consenso popolare non riesce a nascondere né la sorpresa e la delusione, né la preoccupazione seria di una grave involuzione istituzionale.
La più grande democrazia del mondo non è meno fragile delle altre. L’Europa potrebbe trarne qualche insegnamento. Perlomeno dovrebbe avere l’intelligenza di non farsi rappresentare dall’esultanza di una Le Pen, di un Grillo o di un Orban, orribilmente in sintonia con i peggiori sentimenti di un Trump.           [Orig. ingl. qui]

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   "Mentre rifletto sulla mia rielezione della scorsa notte, voglio ringraziarvi per gli sforzi incredibili che avete fatto per me. Il vostro aiuto e la vostra fede in me mi commuovono.

Come ognuno di voi, anche io sono sbalordito dal fatto che Hillary Clinton abbia perso. Tutti noi avevamo un enorme investimento emotivo nel vederla diventare presidente. E' difficile pensare a questo momento attraverso la foschia di shock e stanchezza che stiamo sentendo tutti, ma voglio condividere alcune cose di cui sono certo.

Qualunque sia il risultato e quello che verrà dopo, non possiamo abbandonarci alla disperazione e amarezza. Questa è stata una campagna elettorale orribile in cui Donald Trump ha interpretato i peggiori istinti degli americani ansiosi. Dobbiamo essere forti contro la retorica divisionista scatenata dalla sua campagna, rimanere fedeli ai nostri valori pluralistici, e dobbiamo comunicare con coloro che temono veramente per la loro sicurezza dopo una campagna demagogica - le comunità di immigrati, musulmani, persone di colore, le donne, chiunque abbia sentito l'oppressione - per far loro sapere che ci batteremo per difendere i loro diritti e le loro libertà, e che noi li consideriamo come americani.

LAND GRABBING ITALIANO

Senegal: sviluppi di un conflitto occultato

di Davide Cirillo [dal Blog WOTS]

Durante l’ultimo anno WOTS [Walking on the South] ( ha collaborato alla stesura di un nuovo rapporto di ricerca sul caso di land grabbing dell’impresa Senhuile: “Senegal: Come si accaparra la terra” (scarica qui il PDF). Il rapporto è stato scritto da ricercatori, giornalisti e attivisti italiani e successivamente pubblicato dai seguenti gruppi italiani, senegalesi e internazionali che da anni lavorano assieme per dimostrare che il progetto Senhuile è dannoso e illegittimo: Re:Common, in collaborazione con il Collectif pour la Défense du NdiaëlGRAIN, l’Investigative Reporting Project Italy (IRPI), l’associazione SUNUGAL, e ovviamente WOTS?.Il fascicolo dimostra che il controverso progetto di agribusiness dell’azienda senegalese Senhuile continua essere al centro di un conflitto e non accenna a placare la divisione sociale ed i danni ambientali che ha provocato. Il progetto, avviato cinque anni fa da investitori italiani e senegalesi, è stato sin dal suo inizio fortemente contestato da molte comunità di pastori e agricoltori che vivono sulle terre che il governo senegalese ha concesso all’azienda.

 AQUA GRANDA

in memoria del 4 novembre 1966

di Luciano Carpo

Qualche giorno fa con un grupo di amici siamo stati a Pellestrina, una delle 119 isole della laguna di Venezia, e abbiamo camminato sui  “ murazzi”, cioè una lunga cinta di mura in pietra che protegge l’isola dal mare Adriatico. In tutti i bar erano affisse le locandine per ricordare l’ “Aqua Granda” del 4 novembre 1966, giorno catastrofico in tutta Italia, in particolare a Firenze e a Venezia.
Come italiani, diamo per scontato che in una stessa cittá o cittadina troviamo resti romani, chiese medievali o rinascimentali, archi di trionfo o palazzi nobiliari, un enorme patrimonio artístico, storico e paesaggistico, di cui siamo spesso distratti custodi, quando si dimentica che tale ricchezza è sita in un  territorio sismico, soggetto a frane ed alluvioni. Un contesto strutturalmente fragile, precario, per il quale occorre una strategia globale, che si rimanda di disastro in disastro.
Chi ha contribuito a generare coscienza e a segnalarsi negli interventi, sono stati soprattutto i giovani.
PARADISI DA NON PERDERE
LE ISOLE EOLIE

di Paolo Basurto

I turisti lo sanno bene: le isole Eolie sono straordinarie. Una testimonianza eccezionale di quanto l'energia vulcanica possa creare catastrofe e bellezza maestosa e suggestiva, nello stesso tempo. Sette isole a forma di Y, tutte di matrice vulcanica ancora ribollente, ma tutte diverse l’una dall’altra. Il mare le abbraccia, amico e nemico, con dolcezza o con furia, e su tutte riesce sempre a riflettere colori e sfumature sorprendenti. Perciò gli aliscafi sono ultrapieni nei mesi estivi e il turismo è naturalmente la principale fonte di reddito degli eoliani.
Tra un’isola e un’altra non c’è più di mezz’ora di battello. E’ spontaneo pensare all’arcipelago come a una sola entità. A questo riflettevo incontrando il prof. Brundu, il Direttore della Biblioteca di Malfa, uno dei Comuni maggiori dell’isola di Salina. Salina è al centro della Y. Si distingue per la quantità di vegetazione che la rallegra e che denuncia l’esistenza di acqua abbondante, grazie alla quale l’isola ha potuto sviluppare un’attività agricola importante e specializzata nella produzione di Malvasia e di capperi. Eppure, l’acqua non basta, non se n’è trovata abbastanza; non la si è voluta trovare. Così le navi cisterna riforniscono continuamente l’acqua potabile necessaria, alimentando un traffico troppo redditizio per essere intralciato. Un traffico che riguarda tutte le isole. Tutte bisognose di acqua specialmente nei periodi estivi. “Non bisogna essere affrettati nelle analisi”, mi suggerisce Brundu. La sua è un’espressione severa e trasparente allo stesso tempo.

MARE NOSTRUM - DALLA TRAGEDIA ALL'OPPORTUNITA'
Il Dilemma dell’Emigrazione (II) – [Link alla Parte I]
di Gisella Evangelisti
 
Quasi quotidianamente i nostri telegiornali trasmettono immagini di sbarchi in cui operatori di accoglienza, vestiti in tute bianche e mascherine come alieni, ricevono immigranti rivestiti anche loro di tute bianche come alieni, nella ricerca di una prosperitá sfuggente, come l'Isola che non c´é.
Ma cosa succede nel Mare Nostrum e negli hotspot quando le telecamere si spengono?
Dall'anno scorso la politica europea ha stabilito alcune linee direttrici:
-potenziare la vigilanza alle frontiere marittime, attraverso le due operazioni di “Poseidon” (nel mare antistante la Grecia) e “Triton”, (fino a 138 miglia nautiche a sud della Sicilia), e il soccorso ai profughi in difficoltá. Triton conta su 18 imbarcazioni, 4 aerei e 2 elicotteri, a cui l'Italia aggiunge 3 navi da guerra e una portaerei, più l’intera flotta della guardia costiera. Si sono spesi dal 2007 al 2013, 2000 milioni di euro in sorveglianza contro 700 milioni per l'accoglienza, con una netta prevalenza della ricerca di sicurezza ripetto alla protezione dei dritti umani;
-implementare 6 hotspot, ossia centri di identificazione, registrazione, e fotosegnalazione degli immigranti in arrivo, dove lavorino congiuntamente le autoritá nazionali e le agenzie europee (EASO, Frontex e Europol) per prevenire l'immigrazione illegale;
TEMPI MODERNI
ovvero, ma dove stiamo andando?

di Marco Borsotti

 
I - L'evoluzione della Politica nel Mondo occidentale
Introduzione, le primarie statunitensi.
Quest'anno, come ogni quadriennio, negli Stati Uniti luglio é il mese delle Convenzioni democratica e repubblicana, gli eventi che pongono fine alla lunga corsa delle primarie consacrando i candidati che da quel momento lotteranno per garantirsi l'accesso alla Casa Bianca nelle elezioni di novembre. Negli Stati Uniti non ci sono sorprese sulle date elettorali. Tutto é stabilito a priori. In vero, negli ultimi tempi, la campagna delle primarie si é di fatto allungata perché i candidati di ogni partito annunciano le loro intenzioni con sempre maggior anticipo per poter iniziare con il dovuto tempo la raccolta di fondi per sostenere le spese della campagna. Infatti, per poter competere nel circuito mediatico statunitense occorrono milioni di dollari, centinaia di milioni, cifre di molto superiori a quanto si spende per pubblicizzare un nuovo prodotto di consumo.

GRAZIE DONALD

di Gisella Evangelisti                               [Link alla vers. in spagnolo pubblicata su Servindi]

Hillary Rodham Clinton e Donald Trump sembrano disposti a tutto nelle ultime settimane della loro lotta per la presidenza, quella in cui giá si tirano all'aria i panni sporchi del o della rivale, (e peggiori colpi bassi sono in vista), pur di vincere, come nelle truculente telenovelas latine del tipo “A ogni costo” o “Culla di lupi”. Nell'ultimo dibattito per esempio, invece di discutere di questioni politiche che riguardano l'elettorato americano e il mondo, come il cambiamento climatico, l'economia, la globalizzazione, la guerra e la pace in Medio Oriente, i due candidati hanno parlato di sesso e dintorni. "Il Donald" ha dovuto chiedere scusa del linguaggio volgare utilizzato in un video del 2005 (quando ha detto che essendo ricco e famoso, lui alle donne puó fare di tutto, cominciando col palparle decisamente la f...) minimizzandolo come una semplice "conversazione maschile da spogliatoio" (e molti atleti hanno protestato che non parlano cosí né negli spogliatoi né fuori), ma é andato anche all'attacco accusando Bill Clinton, presente in sala, di aver molestato o abusato di diverse donne, portandone in sala quattro di loro, alla ricerca di un colpo d'effetto da telereality. Durante quei vecchi scandali, Hillary aveva

[Manipolazione Potere Virale -1-]

SOCRATE DEVE MORIRE !
CRONACA MANIPOLATA DI UN’ANTICA MANIPOLAZIONE

 -2-

Di Paolo Basurto

« Pace fra gli uomini e sul mare una tranquillità senza vento,
luogo di quiete e di sonno nell'affanno dei soffi impetuosi. »

                                                                                              (Agatone, nel Simposio di Platone)

 

Un tempo da cani. Pioveva a scrosci improvvisi e non c’era modo di prevederli. Le strade erano quelle che erano. La ricostruzione della città, una volta la più bella del mondo, era stata faticosa e fatta al risparmio. I bei tempi dell’opulenza erano passati e se anche avessero voluto, i cittadini ateniesi non erano in grado di pagare altre tasse.
A tutto questo pensava, Licone, e il suo pessimismo aumentava con l’aumentare del ritardo. Quando finalmente arrivarono era già notte e l’ora della cena vicina.

ACCOGLIENZA/ESPULSIONE

Il Dilemma dell'Emigrazione (I)

di Gisella Evangelisti

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha convocato per il 19 settembre un vertice su Rifugiati e Migranti, chiamando a Patto mondiale di Responsabilitá condivisa, in vista di processi di migrazione “sicuri, regolari e ordinati,”, in cui gli stati ricettori dovranno essere appoggiati dalla comunitá internazionale. Un'iniziativa che potrebbe concludersi come (quasi) sempre con una lista di buone intenzioni, che gli stati appludiranno al momento per poi rinchiudersi nei propri affari.
Che ci piaccia o no, le Nazioni Unite ci ricordano che l'attuale crisi migratoria che viene vissuta in Europa spesso come un'invasione epocale e distruttiva, non é che una piccola parte di un fenomeno ben piú ampio, che si presenta non come un'emergenza temporanea ma un processo di lunga durata, perché collegato non solo alle guerre, ma anche alle crisi climatiche, con siccitá e inondazioni sempre piú frequenti, causate dai gas serra che continuano ad essere prodotti in eccesso nel pianeta.
CI STIAMO RIMANGIANDO IL ‘900?
Aborto in Polonia: il tempo marcia all’indietro
di Andreina Russo
K. tornando dall’ufficio si affaccia sorridendo in cucina, dove sto preparando la cena, e mi saluta con un ciao mentre prosegue per la sua camera. Sicuramente va a liberarsi del tailleur d’ordinanza dal colore serioso e a mettersi addosso qualcosa di informale, come piace ai giovani in tutto il mondo. Questa amica polacca, da poco funzionaria dell’Unione europea, mi stupisce sempre per il contrasto tra il suo aspetto esteriore caratterizzato da una bellezza delicata e fragile (è una quasi sosia della Venere botticelliana, le manca solo la conchiglia sotto i piedi!) ed una personalità forte, una capacità di impegno incredibile, una determinazione che l’aiuta a superare ostacoli e fatiche. Quando torna in cucina sembra un’altra, indossa un paio di fuseaux e una maglietta a maniche corte, sul cui fondo nero spicca, stilizzato a linee bianche, una specie di fiore, (un giglio?), che attira la mia curiosità. Si mette a ridere e mi dice: Hai visto? Non è che ti scandalizzi? Mi scandalizzo? Per un fiore? Seppure, a guardarlo bene, un fiore strano, con due appendici laterali, di cui una si avvolge su se stessa come un pampino. Poi finalmente “vedo” il soggetto: è un utero di donna, completo delle sue tube, ma quella di destra è disegnata in modo da trasformarsi in un braccino che termina in una manina con le dita piegate tranne il medio, provocatoriamente ben teso verso l’alto. Nessuna sigla o parola accompagna l’immagine. Ovviamente la spiegazione è d’obbligo.
I popoli tra noi

BUONE PRATICHE DI INTERAZIONE CON GLI IMMIGRATI

Scavare nella miniera del genere musicale giovanile Rap 

di Luciano Carpo

Ha scritto Tiziano Terzani: "Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare."
Noi siamo in Italia, e qui ci tocca scavare. E, se scaviamo nel mondo sommerso degli studenti figli di migranti( detti anche di Seconda Generazione, nati nel nostro territorio o con formazione scolastica identica a quella dei nostri coetanei),