IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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L'IDEOLOGIA CHE ELUDE
(Tempi Moderni II)

di Marco Borsotti

II- Le basi ideologiche del mondo in cui viviamo
Non saprei dire quanti saprebbero dare un nome all'ideologia che da decenni ormai controlla tutte le nostre vite? Probabilmente pochi anche tra le persone colte che non siano direttamente interessate a questioni economiche o finanziarie. Mentre molti se non tutti hanno udito parlare di concetti come capitalismo, comunismo, forse anche globalizzazione, anche se poi non saprebbero darne una definizione accettabile, sono invero pochi quelli che hanno sentito e ricordano il termine neo-liberalismo. Strano perché il mondo in cui viviamo é regolato da norme e principi che s'ispirano proprio alla teoria neo-liberale sia in economia che in politica. Appunto, cose concrete come le politiche d'austerità che stanno progressivamente smantellando lo stato sociale che noi più anziani conoscevamo o l'idea che il mercato sia il metodo più efficiente per gestire l'economia sono pilastri su cui si fonda questa ideologia. Si direbbe che la visione dominate del mondo attuale non cerchi grande esposizione, preferendo rimanere in un confortevole anonimato.

HO VOTATO SI'

di Paolo Basurto

5 dicembre; Lunedì. Gli italiani hanno già votato per riformare la Costituzione e la proposta del Parlamento, che l‘aveva approvata con meno dei due terzi necessari, è stata bocciata. Grande partecipazione di popolo; più del 65% degli aventi diritto al voto. Risultato indiscutibile: quasi il 60% ha detto no.
Sono in treno per Parigi. Sei ore da Barcellona; ho tutto il tempo per pensare. Gli opinionisti non si risparmiano; le interpretazioni serie sono ricche di ipotesi intelligenti per capire il comportamento degli italiani. Non spieghiamo tutto con il populismo, dicono alcuni. Anzi, gli italiani hanno fatto capire proprio questo: non vogliono cambiare per cambiare; e nemmeno vogliono mischiare la politichetta dei partiti con le decisioni maggiori; la Costituzione è una Legge troppo importante per il piccolo cabotaggio di una classe dirigente sempre tentata dalla manipolazione. Insomma gli italiani ci tengono alla Costituzione; per loro è una difesa contro le aberrazioni del potere. Finora ha fatto bene il suo servizio. Per modificarla bisogna dimostrare che vale la pena, e per questa volta le prove non erano sufficienti.

CHI HA VOLUTO DONALD TRUMP ?

di Marco Borsotti

 Il carosello della campagna elettorale

Per circa un anno, il mondo ha seguito lo snocciolarsi di una strana novella dal titolo accattivante, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti che si é appena conclusa lo scorso 9 novembre con il grande finale che ha dato il responso del voto: eletto é stato un miliardario americano, per noi italiani nulla di straordinario abituati come siamo stati ad avere un miliardario al potere per circa vent'anni, di nome Donald Trump.

Gran parte del sistema informativo gli é stato praticamente sempre contro. Le previsioni elettorali lo davano quasi tutte perdente. I commentatori non pensavano ce la potesse fare fatta eccezione per una voce fuori dal coro. Quindi il risultato é giunto al pubblico, soprattutto quello estero, come una sorpresa.

Ovviamente, alcuni, come il regista Michael Moore avevano previsto da tempo il suo successo, ma per quasi tutti gli altri la sua ultima opponente sembrava imbattibile. A dire il vero, anche in casa repubblicana quando vi erano ben nove contendenti per la nomina ufficiale del partito, il suo nome era certamente quello di un esterno, molto noto nelle cronache per certi suoi atteggiamenti diciamo irriverenti, ma non considerato con troppo peso per poter raccogliere consenso dal momento che l'apparato del partito sarebbe stato a favore di altri candidati. Invece, forse proprio perché osteggiato dal partito, in breve Trump iniziò ad accumulare una vittoria dietro l'altra superando i suoi avversari con margini imprevisti. Dopo poche settimane dall'inizio del processo, la maggior parte dei candidati avevano dovuto gettare la spugna ed a primavera inoltrata anche l'ultimo dovette riconoscere la sconfitta aprendo la strada alla sua nomina.

DOPO LO SHOCK

di Gisella Evangelisti

Sono scorsi fiumi di tinta nei giornali del pianeta, da quando nella mappa della votazione dei grandi elettori, la notte dell '8 novembre,  si son visti poco a poco  marcare del rosso repubblicano gli stati post-industriali una volta bastione dei democratici, segnando la sconfitta di Hillary Clinton, nonostante che avesse ricevuto piú voti popolari.  Ci ricorda il rosso della volgare cravatta di Trump, ben piú lunga del normale, o il rosso della vergogna di cui si sentono coperti tanti amici americani di fronte al mondo, per aver eletto un presidente cosí ignorante, razzista, arrogante, misogino, omofobo, e molti altri eccetera, come pochi se ne vedono in giro. Con l'aggravante di farlo diventare l'uomo piú potente del mondo, padrone di pace e guerra, trattati dicibili e indicibili tra nazioni, con una gran responsabilitá sul nostro destino, il mio, tuo, suo, vostro e loro,  includendo quello del nostro splendido pianeta azzurro, (giá sull'orlo della catastrofe climatica), che nel suo giro fuori pista  fotografó con rispetto e meraviglia l'astronauta Samantha Cristofoletti. (Un donna che non rientra per appeal nei desiderata di un Trump o Berlusconi ma di cui andiamo maledettamente fieri). Adesso, basta solo una spallata dei petrolieri e produttori di carbone amici di Trump contro le fastidiose e troppo pulite energie rinnovabili,  (che potrebbero dar lavoro a centinaia di migliaia di persone, come in Germania), o giochi di guerra con pesanti  fuochi d'artificio all'uranio, e il danno potrebbe essere irreparabile per la stessa specie umana. Amen e cosí sia.

“SPERARE PER IL MEGLIO E PREPARARSI AL PEGGIO”

James Himes, deputato democratico rieletto, nonostante il controllo quasi totale del Congresso e del Senato sia rimasto repubblicano, ha inviato questa lettera a noi e ai suoi sostenitori. E’ interessante. E’ una lettera dal Fronte, nella quale la tenace speranza di recupero del consenso popolare non riesce a nascondere né la sorpresa e la delusione, né la preoccupazione seria di una grave involuzione istituzionale.
La più grande democrazia del mondo non è meno fragile delle altre. L’Europa potrebbe trarne qualche insegnamento. Perlomeno dovrebbe avere l’intelligenza di non farsi rappresentare dall’esultanza di una Le Pen, di un Grillo o di un Orban, orribilmente in sintonia con i peggiori sentimenti di un Trump.           [Orig. ingl. qui]

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   "Mentre rifletto sulla mia rielezione della scorsa notte, voglio ringraziarvi per gli sforzi incredibili che avete fatto per me. Il vostro aiuto e la vostra fede in me mi commuovono.

Come ognuno di voi, anche io sono sbalordito dal fatto che Hillary Clinton abbia perso. Tutti noi avevamo un enorme investimento emotivo nel vederla diventare presidente. E' difficile pensare a questo momento attraverso la foschia di shock e stanchezza che stiamo sentendo tutti, ma voglio condividere alcune cose di cui sono certo.

Qualunque sia il risultato e quello che verrà dopo, non possiamo abbandonarci alla disperazione e amarezza. Questa è stata una campagna elettorale orribile in cui Donald Trump ha interpretato i peggiori istinti degli americani ansiosi. Dobbiamo essere forti contro la retorica divisionista scatenata dalla sua campagna, rimanere fedeli ai nostri valori pluralistici, e dobbiamo comunicare con coloro che temono veramente per la loro sicurezza dopo una campagna demagogica - le comunità di immigrati, musulmani, persone di colore, le donne, chiunque abbia sentito l'oppressione - per far loro sapere che ci batteremo per difendere i loro diritti e le loro libertà, e che noi li consideriamo come americani.

LAND GRABBING ITALIANO

Senegal: sviluppi di un conflitto occultato

di Davide Cirillo [dal Blog WOTS]

Durante l’ultimo anno WOTS [Walking on the South] ( ha collaborato alla stesura di un nuovo rapporto di ricerca sul caso di land grabbing dell’impresa Senhuile: “Senegal: Come si accaparra la terra” (scarica qui il PDF). Il rapporto è stato scritto da ricercatori, giornalisti e attivisti italiani e successivamente pubblicato dai seguenti gruppi italiani, senegalesi e internazionali che da anni lavorano assieme per dimostrare che il progetto Senhuile è dannoso e illegittimo: Re:Common, in collaborazione con il Collectif pour la Défense du NdiaëlGRAIN, l’Investigative Reporting Project Italy (IRPI), l’associazione SUNUGAL, e ovviamente WOTS?.Il fascicolo dimostra che il controverso progetto di agribusiness dell’azienda senegalese Senhuile continua essere al centro di un conflitto e non accenna a placare la divisione sociale ed i danni ambientali che ha provocato. Il progetto, avviato cinque anni fa da investitori italiani e senegalesi, è stato sin dal suo inizio fortemente contestato da molte comunità di pastori e agricoltori che vivono sulle terre che il governo senegalese ha concesso all’azienda.

 AQUA GRANDA

in memoria del 4 novembre 1966

di Luciano Carpo

Qualche giorno fa con un grupo di amici siamo stati a Pellestrina, una delle 119 isole della laguna di Venezia, e abbiamo camminato sui  “ murazzi”, cioè una lunga cinta di mura in pietra che protegge l’isola dal mare Adriatico. In tutti i bar erano affisse le locandine per ricordare l’ “Aqua Granda” del 4 novembre 1966, giorno catastrofico in tutta Italia, in particolare a Firenze e a Venezia.
Come italiani, diamo per scontato che in una stessa cittá o cittadina troviamo resti romani, chiese medievali o rinascimentali, archi di trionfo o palazzi nobiliari, un enorme patrimonio artístico, storico e paesaggistico, di cui siamo spesso distratti custodi, quando si dimentica che tale ricchezza è sita in un  territorio sismico, soggetto a frane ed alluvioni. Un contesto strutturalmente fragile, precario, per il quale occorre una strategia globale, che si rimanda di disastro in disastro.
Chi ha contribuito a generare coscienza e a segnalarsi negli interventi, sono stati soprattutto i giovani.
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