IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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GRAZIE DONALD

di Gisella Evangelisti                               [Link alla vers. in spagnolo pubblicata su Servindi]

Hillary Rodham Clinton e Donald Trump sembrano disposti a tutto nelle ultime settimane della loro lotta per la presidenza, quella in cui giá si tirano all'aria i panni sporchi del o della rivale, (e peggiori colpi bassi sono in vista), pur di vincere, come nelle truculente telenovelas latine del tipo “A ogni costo” o “Culla di lupi”. Nell'ultimo dibattito per esempio, invece di discutere di questioni politiche che riguardano l'elettorato americano e il mondo, come il cambiamento climatico, l'economia, la globalizzazione, la guerra e la pace in Medio Oriente, i due candidati hanno parlato di sesso e dintorni. "Il Donald" ha dovuto chiedere scusa del linguaggio volgare utilizzato in un video del 2005 (quando ha detto che essendo ricco e famoso, lui alle donne puó fare di tutto, cominciando col palparle decisamente la f...) minimizzandolo come una semplice "conversazione maschile da spogliatoio" (e molti atleti hanno protestato che non parlano cosí né negli spogliatoi né fuori), ma é andato anche all'attacco accusando Bill Clinton, presente in sala, di aver molestato o abusato di diverse donne, portandone in sala quattro di loro, alla ricerca di un colpo d'effetto da telereality. Durante quei vecchi scandali, Hillary aveva

[Manipolazione Potere Virale -1-]

SOCRATE DEVE MORIRE !
CRONACA MANIPOLATA DI UN’ANTICA MANIPOLAZIONE

 -2-

Di Paolo Basurto

« Pace fra gli uomini e sul mare una tranquillità senza vento,
luogo di quiete e di sonno nell'affanno dei soffi impetuosi. »

                                                                                              (Agatone, nel Simposio di Platone)

 

Un tempo da cani. Pioveva a scrosci improvvisi e non c’era modo di prevederli. Le strade erano quelle che erano. La ricostruzione della città, una volta la più bella del mondo, era stata faticosa e fatta al risparmio. I bei tempi dell’opulenza erano passati e se anche avessero voluto, i cittadini ateniesi non erano in grado di pagare altre tasse.
A tutto questo pensava, Licone, e il suo pessimismo aumentava con l’aumentare del ritardo. Quando finalmente arrivarono era già notte e l’ora della cena vicina.

ACCOGLIENZA/ESPULSIONE

Il Dilemma dell'Emigrazione (I)

di Gisella Evangelisti

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha convocato per il 19 settembre un vertice su Rifugiati e Migranti, chiamando a Patto mondiale di Responsabilitá condivisa, in vista di processi di migrazione “sicuri, regolari e ordinati,”, in cui gli stati ricettori dovranno essere appoggiati dalla comunitá internazionale. Un'iniziativa che potrebbe concludersi come (quasi) sempre con una lista di buone intenzioni, che gli stati appludiranno al momento per poi rinchiudersi nei propri affari.
Che ci piaccia o no, le Nazioni Unite ci ricordano che l'attuale crisi migratoria che viene vissuta in Europa spesso come un'invasione epocale e distruttiva, non é che una piccola parte di un fenomeno ben piú ampio, che si presenta non come un'emergenza temporanea ma un processo di lunga durata, perché collegato non solo alle guerre, ma anche alle crisi climatiche, con siccitá e inondazioni sempre piú frequenti, causate dai gas serra che continuano ad essere prodotti in eccesso nel pianeta.
I popoli tra noi

BUONE PRATICHE DI INTERAZIONE CON GLI IMMIGRATI

Scavare nella miniera del genere musicale giovanile Rap 

di Luciano Carpo

Ha scritto Tiziano Terzani: "Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare."
Noi siamo in Italia, e qui ci tocca scavare. E, se scaviamo nel mondo sommerso degli studenti figli di migranti( detti anche di Seconda Generazione, nati nel nostro territorio o con formazione scolastica identica a quella dei nostri coetanei),
RAGGI RAGGIRI E RAGGIANTI

di Paolo Basurto

   A Roma è scoppiato l’ennesimo scandalo della politica. Coinvolge e travolge la Giunta della Sig. Raggi, Sindaco del Movimento 5 Stelle, eletto pochi mesi fa a pieni voti e con notevole entusiasmo.
Ne parlano tutti e il tormentone tarderà ad esaurirsi per la gioia di chi non vedeva l’ora di smascherare il moralismo arrogante di questi rompiscatole del M5S. Un po’ di sollievo per quelli, di destra o di sinistra, che soffrono gli incubi notturni di un Movimento che sembrava inarrestabile nella sua crescita di consensi, prossimo a diventare la prima forza politica del Paese e pronto (si fa per dire) a chiederne la guida.
CI STIAMO RIMANGIANDO IL ‘900?
Aborto in Polonia: il tempo marcia all’indietro
di Andreina Russo
K. tornando dall’ufficio si affaccia sorridendo in cucina, dove sto preparando la cena, e mi saluta con un ciao mentre prosegue per la sua camera. Sicuramente va a liberarsi del tailleur d’ordinanza dal colore serioso e a mettersi addosso qualcosa di informale, come piace ai giovani in tutto il mondo. Questa amica polacca, da poco funzionaria dell’Unione europea, mi stupisce sempre per il contrasto tra il suo aspetto esteriore caratterizzato da una bellezza delicata e fragile (è una quasi sosia della Venere botticelliana, le manca solo la conchiglia sotto i piedi!) ed una personalità forte, una capacità di impegno incredibile, una determinazione che l’aiuta a superare ostacoli e fatiche. Quando torna in cucina sembra un’altra, indossa un paio di fuseaux e una maglietta a maniche corte, sul cui fondo nero spicca, stilizzato a linee bianche, una specie di fiore, (un giglio?), che attira la mia curiosità. Si mette a ridere e mi dice: Hai visto? Non è che ti scandalizzi? Mi scandalizzo? Per un fiore? Seppure, a guardarlo bene, un fiore strano, con due appendici laterali, di cui una si avvolge su se stessa come un pampino. Poi finalmente “vedo” il soggetto: è un utero di donna, completo delle sue tube, ma quella di destra è disegnata in modo da trasformarsi in un braccino che termina in una manina con le dita piegate tranne il medio, provocatoriamente ben teso verso l’alto. Nessuna sigla o parola accompagna l’immagine. Ovviamente la spiegazione è d’obbligo.

LETTERA APERTA SULLA STRAGE DI NIZZA

dalla pagina Facebook di Marta Baggiani

                    Mamma, morirò in un attacco terroristico.
Ve lo dico perché è molto probabile che ciò accada. Faccio parte di quella parte privilegiata di giovani over 20 che hanno avuto la possibilità di studiare e girare un po' il mondo. E non l'hanno fatto per poi chiudersi in casa. 
Certo, fossi nata ad Aleppo o a Kabul, adesso non staremmo qui a parlare di questa cosa, visto che difficilmente, e senza troppo clamore, sarei arrivata a questa età. Ma faccio parte di questa parte di mondo che fino a ieri poco faceva caso ai terroristi che facevano centinaia di morti al giorno in Medio Oriente.
Poi il problema si è spostato più in qua. Per questo morirò in questa guerra, forse. 
I vostri genitori, o più probabilmente i vostri nonni, sono morti in altre guerre, più facilmente identificabili come tali, ma non per questo meno atroci. 
Oggi io mi sento di combattere una guerra: una lotta contro la paura, contro l'ignoranza, contro chi ci vuole spaventati e manipolabili. A tutti loro dico: NOI NON ABBIAMO PAURA. 
Ci siamo fatti in 4 per aprire le nostre menti, sui libri ma soprattutto in giro per il mondo, dove abbiamo raccolto il fiore della tolleranza e piantato il seme dell'amicizia, quella che non guarda alla religione e al colore della pelle. Non avremo paura di prendere i nostri aerei per vedere se quei semi crescono. Non avremo paura di continuare a viaggiare, vedere, toccare, sorridere, amare oltre ogni confine. Lo faremo per la nostra causa.
La nostra lotta è senza bombe, ma noi non abbiamo paura. E se cadremo vorrà dire che, come i nostri bisnonni non troppi anni fa, avremo combattuto per il valore più bello che c'è: la nostra LIBERTÀ.


Questa è la nostra resistenza.

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