IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO - Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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  Recensione di Luciano Carpo

libri

"FOOTBALL"

di Marc Augé (EDB,2016)

La Coppa del Santo Graal  Il campionato inglese di calcio è il più ricco del mondo, ma quest’anno la vittoria finale è stata conquistata dalla piccola e povera squadra del Leicester (guidata dall’italiano Claudio Ranieri), il che ha suscitato interesse e scalpore in tutto il mondo, oltre che orge di celebrazioni solenni   con pianti emozionati, balli e feste a non finire. Da qualche giorno il Real Madrid ha alzato al cielo la Coppa Campioni e, fra qualche settimana, tutti gli abitanti del Vecchio Continente che ha dato i natali a Kant e ad Hegel, sperano che la Coppa Europa sia vinta dalla squadra del loro vecchio Stato-nazione, in attesa del ritorno del grande duello planetario finale: la Coppa del Mondo.
BRAZILIAN GAMES
DEMOCRAZIA MANIPOLATA

di Paolo Basurto                                                                                                                                                                                                

Il 19 maggio, Glenn Greenwald ha pubblicato su The Intercept la prima intervista rilasciata da Dilma Roussef dopo la sua sospensione dalle funzioni di Presidente del Brasile, decretata dal Parlamento in attesa della conclusione della procedura di impeachment.[disponibili sottotitoli in inglese]   

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Lo scorso 12 maggio la Presidente del Brasile Dilma Roussef, è stata sospesa dalle sue funzioni per decisione delle due Camere del Parlamento. La sospensione prelude alla conclusione del processo di impeachement . Se la Roussef fosse dichiarata colpevole dovrebbe lasciare definitivamente il suo incarico, affidatole poco più di un anno fa, attraverso regolari elezioni.

COSA TI E' SUCCESSO, EUROPA?

di Luciano Carpo

A pochi giorni dalla desolata domanda posta da papa Francesco alle autorità dell’Unione Europea drammaticamente senza una risposta unitaria (morale, culturale e politica) circa la gestione dei flussi migratori e in tema di sicurezza, “ Che ti è successo, Europa…?”, La Stampa di Torino ha – e non a caso-  pubblicato un articolo di Robert Kaplan dal titolo: L’Europa disegnata dall’Islam deve cambiare per sopravvivere. ” L’autore ricorda che l’impero romano, pur con i suoi lati negativi, aveva una grande abilità nel governo dei grandi spazi multietnici attorno al Mediterraneo. Poi, nel VII secolo, le religioni divisero e tracciarono barriere nell’ormai ex mare nostrum. Oggi un’immigrazione epocale cancella i confini, scavalca e aggira ogni punto di confronto e di verifica. In questo contesto, che può fare l’Europa nel campo di quella civiltà di cui tanto si è gloriata nel passato?
Kaplan sostiene: " L’Europa ora deve trovare qualche altro modo di incorporare dinamicamente il mondo dell’Islam senza smarrire la sua adesione al sistema di diritto nato nel Nord Europa, un sistema che mette al vertice dell’agenda dei bisogni essenziali i diritti individuali."
A suo giudizio, l'Europa non deve smarrire la bandiera dei diritti individuali, ma -contemporaneamente- ( pena l'affermarsi delle "ideologie e dei più biechi nazionalismi"), deve " evolvere nella direzione dei valori universali".

Recensione di Andreina Russo

libri

LO STATO CONTRO FRITZ BAUER

di Lars Kraume (2015)

Fritz Bauer, un giurista, un ebreo tedesco prima oppositore del nazismo come socialdemocratico, poi esule in danimarca , infine procuratore generale in Germania negli anni ’50, quando il paese, orribilmente straziato dalla guerra folle del dittatore, sta cercando la sua pace interna sotto l’ala paterna di Adenauer. Ma gli animi sono divisi: chi vuole dimenticare presto una storia amara, chi vuole riportare il Male alla luce del sole perché sia fatta giustizia. Bauer è uno di questi, sostenuto da un sistema etico granitico, non solo in quanto magistrato, ma come rappresentante   della tradizione giudaico-cristiana, il cui centro è imperniato sul concetto di colpa e di espiazione. Non si può lavar via il passato con l’acqua dell’oblio, non si possono lasciar vivere impunemente in seno alla società civile mostri che hanno ideato e realizzato l’idea orrenda quanto folle di eliminare fisicamente tutti gli individui non rispondenti alla visione di un mondo modellato sulla base degli valori deliranti dell’ideologia nazista.

A CHE SERVE UN REFERENDUM
Esclusione vs. Partecipazione - Oligarchia vs. Democrazia

di Marco Borsotti

Il referendum sulle trivelle

Domenica 17 aprile, soltanto poco più del 32% degli aventi diritto ha votato il referendum sul rinnovo delle concessioni per le piattaforme di trivellazione situate nelle dodici miglia nautiche dalla costa, facendolo fallire per mancanza di quorum. Questo risultato conferma la tendenza che vuole che in Italia gli elettori siano poco interessati allo strumento referendario, soprattutto quando questo sia abrogativo. É vero che ci furono alcune eccezioni come il precedente referendum sul nucleare e sull'acqua pubblica, ma é ugualmente vero che se non ci fosse stato l'incidente nucleare di Fukushima in Giappone appena alla vigilia del voto, probabilmente, almeno così prevedevano le inchieste sull'atteggiamento degli elettori, anche questo referendum sarebbe fallito per la stessa ragione, cioè gli italiani non sarebbero andati a votare pur essendo in grande maggioranza contrari alle centrali nucleari in Italia.

UNA CITTA' PIU' AMABILE?
Barcellona ci prova. Con una sindaco donna.

di Gisella Evangelisti

Si respira aria nuova nella piazza San Jaume, sede del Municipio di Barcelona, da quando, dieci mesi fa, vi si é insediata una giovane sindaca, Ada Colau, da anni “attivista dei diritti umani e della democrazia” come lei si definisce. Un impegno svolto nei fatti, non a parole, in quanto, dopo gli studi di filosofia, e 6 mesi di Erasmus a Milano, si prese a cuore il dramma degli sfrattati fondando insieme ad altri compagni il movimento PAH (Plataforma Afectados por la Hipoteca- Piattaforma delle Vittime del mutuo).
CAUCASO E STORIA
Medioevo e Petrolio - II parte (link alla I parte)
di Marco Borsotti
Chi dice che studiare la storia sia da topi di biblioteca?
Chi ha letto la prima parte del racconto dei miei anni in Georgia, dovrebbe ricordare il fatto che subito dopo l'unilaterale proclamazione d'indipendenza georgiana, due province autonome contestarono questa decisione appellandosi a Mosca, ossia all'autorità centrale dell'allora Unione Sovietica, per affermare il loro rifiuto della secessione e asserire la loro decisione di restare parte integrante dell'URSS. Nel testo, poi, scrissi di una di queste l'Ossetia del Sud, ma lasciai il lettore all'oscuro delle vicende dell'altra. Adesso, mi appresto a colmare il vuoto per narrare alcune degli eventi che vidi in quegli anni viaggiando in Abkhazia, questo é infatti il nome della seconda regione.
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