QUALI VALORI CONDIVIDERE?

SI APRE IN FRANCIA UN PROCESSO DEMOCRATICO PER DEFINIRLI

di Gisella Evangelisti

Najat Vallaud-Belkacem é una giovane donna dall'eleganza essenziale, i capelli corti e gli occhi vivi. E`la prima donna nominata ministro dell'a Pubblica Istruzione nella storia francese, e in piú, ha soli 37 anni. Non appartiene a una solida famiglia borghese, come ci si aspetterebbe, ma a una famiglia umile di un villaggio di campagna marocchino (da bambina accompagnava il nonno a pascolare le capre), che emigrando in Francia ha realizzato il suo french dream. Najat si é rivelata una studente modello ad Amiens  e poi nell'ENA (prestigiosa business school), ed é entrata nel circolo di quelli che contano. Attualmente é sposata con un alto funzionario statale, é madre di due gemelli ( un bimbo e una bimba)  e nel frattempo ha scalato i vertici della politica. Portavoce del governo Hollande durante la sua caduta libera, successivamente ha tenuto il  portafoglio del ministero della Gioventù, Urbanismo e Sport. Come ministra dei Diritti delle Donne, ha legiferato per criminalizzare i clienti della prostituzione (suscitando molte polemiche)  e ampliare il diritto all'aborto. Recentemente ha ricevuto l'incarico di occuparsi dell'educazione pubblica, un settore dove si respira e rapprende il diffuso disagio sociale di questi anni di crisi. (Ne é uno specchio il film “La classe” di Laurent Cantet, del 2008, Palma d'oro al festival di Cannes). L'immagine di Najat Vallaud, cosí fotogenica, rassicurante e responsabile, sobriamente e moderatamente musulmana, rappresenta una buona pubblicità per la scuola francese, che vuole essere, o mostrarsi aperta al multiculturalismo, anche in tempi difficili. E infatti,  nonostante le immancabili critiche piovutele addosso dall'estrema destra,  Najat detiene un alto indice di approvazione nei sondaggi.

L'aspetta un compito difficile, ma anche una "sfida emozionante", (come afferma in un'intervista al "Corriere della Sera"), trovandoci in un momento in cui i modelli di integrazione degli  immigrati stranieri in diversi paesi europei (come il multiculturalismo di "gruppi etnici” separati, praticato in Gran Bretagna o Paesi Bassi) mostrano i loro limiti, e le destre soffiano  sul fuoco di un presunto  "scontro di civiltà". Per questo é  urgente trovare un sistema di valori che i cittadini di un paese, a qualunque sesso, credo religioso od origine appartengano, possano condividere per una convivenza civile.

Qual è il metodo scelto in Francia per riconoscere e/o costruire questo sistema, superando le crescenti diffidenze e pregiudizi culturali tra i suoi abitanti, e nella  scuola le divisioni tra "pedagogisti" (più interessati allo sviluppo personale dello studente che alla quantità dei contenuti appresi) e "repubblicani" (il contrario)? Ripetendo un esperimento effettuato nel 2012 nelle scuole superiori francesi in materia di ricerca,  Najat Vallaud ha convocato  associazioni, insegnanti, genitori, studenti, politici locali, aprendo loro le scuole di tutto il paese nelle "Assises per i valori della repubblica ", per discutere il tema. Il 12 maggio, completato il processo di consultazione, saranno pubblicati i risultati.

Un primo risultato, intanto, è la forte partecipazione sociale: anche nei paesi piú piccoli  l'assistenza è di 300-400 persone, e le discussioni sono appassionanti.

Quali sono i limiti della libertà di espressione? Questa è, per esempio, una delle questioni più controverse, dopo il caso Deudionné o  la tragedia annunciata del Charles Hebdo. Hanno  ancora validità i pilastri della  "Liberté, Fraternité, Egalité" emerse dalla Rivoluzione francese, quando nelle banlieux ci sono un centinaio di quartieri “al margine dello stato”, come afferma lo psicoanalista Fethi Benslama, e il 12 per cento degli abitanti del paese vive in condizioni di povertá, in mezzo allo scintillio di vetrine a cui non potranno mai accedere? Non é una novitá che ragazzi e ragazze dei quartieri periferici che non sanno esprimersi in buon francese siano portati più spesso a comportamenti violenti, (e siano piú vulnerabili di fronte ai messaggi dell'islamismo radicale, per esempio)  mentre quelli che in famiglia e a scuola hanno acquisito valori di cittadinanza ottengono anche voti migliori. Per questo, un migliaio di esperti sono stati inviati dal Ministero in tutto il paese per fornire linee guida e formazione per gli insegnanti.

Una questione importante che deve affrontare la scuola è l''uso fra i giovani della rete internet,  uno strumento che come altri, puó essere di grande utilitá o fonte di ossessioni. Il triste caso dell'adolescente catalano, dipendente da video violenti, che ha ucciso un insegnante e ferito altre 4 persone con una balestra, pone a tutti un grande interrogativo. Per questo in una riunione dei ministri europei dell'Istruzione riuniti a Parigi il 17 marzo, è stata sottolineata la necessità di stimolare negli studenti il pensiero critico e l'alfabetizzazione mediatica, perché possano filtrare e respingere messaggi di discriminazione e di indottrinamento.

Ma la cosa più sorprendente di tutto il processo francese è forse l'iniziativa di 4000 cittadini comuni e correnti, siano essi avvocati o spazzini, casalinghe o managers,  ognuno con un diverso bagaglio di esperienze, che si sono offerti volontari al  Ministero della Pubblica Istruzione per diffondere nelle scuole i valori della repubblica. Come i riservisti servono nell'esercito, loro vogliono servire la scuola. Tra di loro è Latifa Ibn Ziaten, la madre di un soldato ucciso da Mohammed Merah, che parla ai giovani contro il fondamentalismo islamico.

Finalmente  un esempio di collaborazione tra la societá  e la scuola, superando le critiche reciproche che vengono rivolte a una scuola che "non ha più autorità, non sa educare" o al contrario, dalla scuola ai genitori che "non sanno piú che fare, dopo aver allevato dei piccoli tiranni, e delegano alla scuola il compito di educare i ragazzi”.

COMMENTI

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'Farfalle Rosse', un romanzo di Gisella Evangelisti, pubblicato qualche tempo fa  in lingua spagnola è ora finalmente tradotto in italiano. Il libro è già apparso a puntate sul sito di Partecipagire.net, ora può essere scaricato nella sua versione completa, nell'area dei downloads- Categ. Libri a Puntate . 'Farfalle Rosse' è il racconto di una vita, o meglio, di più vite, quante sono quelle nelle quali si incarna la protagonista, tessendo una tela di fili imprevedibili tra continenti e culture profondamente diversi. Nello stile della Evangelisti, dove ironia e poesía si mescolano, il dramma non sfugge ma rafforza una visione energica e tenace che aiuta la ricerca e la speranza di una spiritualità che dia senso all'amore e alla quotidianeità. [Link al download]

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SE TRUMP DURASSE QUANTO BERLUSCONI

 Luigi Zingales pensa che Trump somigli molto a Berlusconi e ha scritto un articolo interessante sul New York Times. Il noto economista consiglia agli americani di studiarsi per bene gli errori che la sinistra italiana ha commesso durante il regno di Berlusconi, per cercare di non ripeterli. Chissà che la sinistra americana (ammesso che esista e conti qualcosa) non sia meglio di quella italiana.        [L’originale inglese si trova a questo LINK; di seguito si offre la traduzione dei primi paragrafi]

"Cinque anni fa, ero già preoccupato per il rischio di una presidenza di Donald J.  Trump. La maggior parte delle persone ci ridevano su. Lo ritenevano impossibile. Non sono stato particolarmente lungimirante; vengo dall’ Italia, e avevo già visto questo film, interpretato da Silvio Berlusconi, che ha guidato il governo italiano come primo ministro per un totale di nove anni tra il 1994 e il 2011. Sapevo come sarebbe andata a finire. Ora che il signor Trump è stato eletto presidente, il parallelo con Berlusconi potrebbe offrire una lezione importante su come evitare di trasformare una vittoria ottenuta sul filo del rasoio in un affare capace di durare due decenni.   [leggi tutto ]
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THE DAY AFTER

Aaron Benjamin Sorkin, è uno dei più popolari scrittori americani autore di libri e sceneggiature televisive di grande successo. La lettera che segue è stata scritta il giorno dopo le elezioni dell’8 novembre e pubblicata su Vanity Fair dove può essere letta per intero nella sua versione originale.

"  Famiglia,
il mondo è cambiato ieri sera tardi e non ho avuto modo di potervi proteggere. E 'una sensazione terribile per un padre. Non vi voglio addolcire la pillola. Quanto è accaduto è davvero orribile. Non è certo la prima volta che il mio candidato alla presidenza non vince (in realtà è almeno la sesta ), ma è la prima volta che vince un maiale assolutamente incompetente, pieno di idee pericolose, un tipo affetto da seri disturbi psichiatrici, senza nessuna conoscenza del mondo e privo di qualsiasi curiosità per cominciare ad imparare.
E non è stato solo Donald Trump a vincere la scorsa notte, hanno vinto anche i suoi sostenitori. Il Ku Klux Klan ha vinto la scorsa notte. Nazionalisti bianchi. Sessisti, razzisti e buffoni, giovani e arrabbiati bianchi che pensano che la musica rap e Cinco de Mayo siano una minaccia per il loro modo di vita (o sono la ragione per il loro modo di vita) hanno avuto la loro occasione per festeggiare. "[……. LINK] [trad. red.]
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IL CAPITALISMO DIVORERA' LA DEMOCRAZIA

La democrazia, governo del popolo per il popolo é in pericolo. I suoi principali nemici si annidano nei Consigli d'Amministrazione delle grandi corporazioni finanziarie che privilegiano il loro modo di generare profitto sulla volontà dei cittadini. Esiste, però, un modo per rispondere ed é quello che anche nel remoto passato di civiltà come quella ateniese funzionava. Basta dare voce a tutti senza privilegi di censo ed allora la democrazia può fare il miracolo e risorgere a nuovo splendore. Varoufakis ci dice che questa é la sfida per l'Europa di oggi, ritrovare la sua origine democratica.

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