IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Il 25 novembre del 196o il dittatore Trujillo ordinó l'uccisione di tre sorelle che avevano osato ribellarsi all'ingiustizia contro la loro famiglia, derubata dei propri beni, e alle atrocitá del suo regime, dando vita a un movimento clandestino di liberazione per i diritti delle donne e di tutti i cittadini della Repubblica Dominicana. Si chiamavano  Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, soprannominate Las Mariposas (le farfalle) in clandestinitá. Finite  in  carcere, dopo qualche mese furono liberate, mentre i loro mariti restavano reclusi. Ma era solo un tranello.
Un giorno, il 25 novembre del 60, di ritorno dal visitare i mariti in carcere, furono sequestrate dagli sgherri di Trujillo, che le uccisero a bastonate e poi le gettarono  in un dirupo per simulare un incidente d'auto. L'anno dopo il dittatore morí in un attentato. Venti anni dopo, nel 1980, il primo Incontro Femminista Latinoamericano, celebrato in Colombia, propose la Giornata internazionale contro la Violenza alla Donna ogni 25 novembre. Ancora oggi, nel nuovo millennio, non si puó cantare vittoria. Sono ancora troppe le donne, dal Canada all'Arabia Saudita, che soffrono abusi e violenza, nonostante i progressi nella legislazione internazionale.  Dalle attrici che devono sottomettersi alle voglie del regista o produttore di turno, nel mondo scintillante del cinema, per avere una parte, alle vedove indiane che solo la caritá non lascia morire di fame, alle bambine marocchine fatte sposare controvoglia perché la famiglia possa guadagnare qualcosa sulla loro dote, alla donna iraniana lapidata in un paesino rurale per una denuncia di adulterio, alla ragazza spagnola violentata da un branco in una festa popolare, alla fidanzata italiana che viene bruciata perché vuole lasciare il suo ragazzo....un elenco interminabile.Che include  le donne che vivono nel terrore nella loro stessa casa,  e non sanno come riconquistare la  libertá. Perché non ci sia una vittima in piú, il movimento civile per la paritá dei diritti fra uomini e donne, deve continuare  a crescere, riflettere e proporre un cambiamento profondo di mentalitá nella societá, a partire dalle scuole che formano le nuove generazioni.   [G.E.]
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