L’ISOLA

di Andreina Russo

a M., tre anni dopo

              Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
              Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
              e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.

             (Pablo Neruda)

Posso scrivere i versi più azzurri questa notte,
scrivere ad esempio: solo il buio ci salva
da questo splendore celeste
che ci assedia da ogni lato,
dal sole luce bianca,
implacabile,
dal corallo calcinato,
dagli stenti arbusti
che piegano la schiena
come generazioni d’uomini…
Oggi nelle acque della barriera 
ho incontrato i pesci
divertimento di Dio,
quelli del settimo giorno.
Mille forme e mille,

INDIPENDENCE  DAY

di A.L.

Sei l’immobile galassia

che ho solo sfiorato

 nel mio vano volo

 per l’universo.

In te ho intravisto appena

 fiammeggiare le stelle

 tra nubi di polveri

 siderali e oscure impurità,

orbite ordinate

 di pianeti

 e caos di asteroidi,

 magmi ribollenti

 e deserti gelati.

 

 Troppo, per me.

 
Io, cometa, quattro sassi

 di pietra e di ghiaccio,

 splendente

 per un soffio di tempo

 della tua luce astrale,

 me ne vado

 nel libero spazio

 verso altri soli

 e altro buio.

Soy,

Soy lo que dejaron,

soy toda la sobra de lo que se robaron.

Un pueblo escondido en la cima,

mi piel es de cuero por eso aguanta cualquier clima.

Soy una fábrica de humo,

mano de obra campesina para tu consumo

Frente de frio en el medio del verano,

el amor en los tiempos del cólera, mi hermano.

El sol que nace y el día que muere,

con los mejores atardeceres.

Soy el desarrollo en carne viva,

 

FINIRE

di R.R.

Finire

all’ombra di una sera

di aprile,

con un male infinito

che mi tenti,

avendo davanti

il sogno

che fu solo nostro…


Finire

senza che nulla,

del sogno,

si sia avverato,

ed avere vissuto

per avere sognato.


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