IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO Un nuovo approccio, di M. D'Angelo

“Aiutiamoli a casa loro”. Costa qualche milione di euro ma è meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione.

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RIACE SOTTO TIRO
MA NON E' DETTO

 di Gisella Evangelisti

Andiamo a conoscere Riace, “villaggio globale”, come si legge  su una iscrizione nel centro, in occasione di un incontro della rete Recosol, che unisce 300 comuni italiani impegnati nell'accoglienza dei migranti. Nell'intenso fine settimana del 25/26 maggio sono arrivate in Calabria piú di settanta persone  tra sindaci  e operatori sociali,  per scambiare esperienze e appoggiare Lucano. Sí, il famoso  Domenico Lucano e il suo “villaggio globale” che sono adesso in piena tormenta, lasciati da due anni senza fondi e con  guai giudiziari a babordo. Torniamo un attimo indietro per ricostruire questa peculiare vicenda.

Tutto cominció con un veliero

Riace é uno dei tanti borghi adagiati su una collina, tra campi di grano e ulivi, che sono parte integrante della storia e del paesaggio italiano. Negli anni '50 aveva 4000 abitanti, poi fu quasi abbandonato e le scuole stavano per chiudere. Oggi ci vivono 1500 riacesi e 500 stranieri, di 26 diverse nazionalitá. Il cuore del paese é un grande pino, che nel dopoguerra ha visto quasi tutti i giovani partire verso le Americhe o per Torino tra lacrime e fagotti.  Le donne anziane, ieri come oggi, continuano a percorrere le sue stradine con un rosario in mano, pensando ai figli lontani. Ma poi un giorno, come si racconta nelle favole,  un veliero sbarcó sulla spiaggia di Riace, e cambió la sua storia. Era l'estate del '98, e dal veliero guidato avventurosamente da un capitano turco scesero stremati 300 curdi, appartenenti a un popolo che tante battaglie lungo i secoli avevano lasciato  senza patria. Furono accolti con entusiasmo da un gruppetto di  giovani  di Riace  che alle elezioni del '95 non erano stati votati neanche dai loro genitori, perché considerati “teste calde”, troppo idealisti. Puntavano al recupero delle case abbandonate e alla costruzione di una vera comunitá, dove tutti fossero felici, sia i locali che gli stranieri, scambiando i loro saperi. Figuriamoci! Chiamarono questa utopia  “la Cittá Futura”.

PROFF, Chat ed elezioni

di  Annina Lago

Tra i milioni di gruppi  Whatsapp in rete, ne esiste anche uno che riunisce una cinquantina di docenti ed ex docenti di un liceo fiorentino, la maggior parte donne, al fine di organizzare occasioni di incontri conviviali  e simpatici amarcord. Ma le elezioni incombono e la campagna elettorale si fa sempre più tesa e virulenta, al punto che finisce per infilarsi  nella chat  come  invadente e di solito  sgradito off topic. Stavolta però l’amministratrice del gruppo non interviene a bloccare la digressione, perché l’assillo del dubbio, le scarne speranze, la fiducia ormai ridotta al lumicino nei confronti dei politici rendono veramente pesanti per i cittadini più attenti questi giorni di attesa, e fanno  sentire il bisogno di confrontarsi o anche  di far qualcosa (come diffondere idee), per evitare che la situazione, già compromessa, peggiori dopo i risultati del voto. Quella che segue è  la registrazione di una conversazione avvenuta in una luminosa domenica di gennaio, con le mimose tutte fiorite come se la primavera fosse alle porte. E invece mancano ancora cinque settimane al fatidico 4 marzo, quando entreremo nei seggi  a condividere la responsabilità del futuro del nostro Paese.

CHI DI VAFFA FERISCE….

 Augusto Merletti, militante della prima ora (e anche prima) del M5S, ha scritto sulla web grillina questo post. Lo rilanciamo per giusta informazione e per la solidarietà e l’amicizia che ci legano ad Augusto. (P.B.) 

 

Cari amici

Probabilmente questo è l’ultimo post che inserisco su questa piattaforma [Blog di Grillo- N.d.r.]. Il primo risale al Settembre 2005 ed appena inserito fui subito invitato a partecipare fisicamente alle riunioni del gruppo. Ci si vedeva al circolo Mauro Mieli ad Ostiense accomunati dal desiderio di non dover più vivere i riti della politica partitica: nessuno di noi sopportava più il tormentone di personaggi inconsistenti ed impreparati che forti del solo fatto di essere “eletti” pontificavano dagli schermi televisivi reclamando per loro il POTERE e il diritto di decidere delle nostre vite, del nostro lavoro, del nostro futuro. Solo pochi anni prima Bettino Craxi era intervenuto in Parlamento, subito dopo la sua incriminazione,  chiamando in correità tutti i suoi colleghi deputati e senatori, colpevoli, a suo parere, di essere complici, con lui e come lui, della corruzione, del finanziamento illecito ai partiti, del sacco dell’Italia commesso e consentito da un ruolo troppo spesso immeritato ed abusivo.

GIORNI STORICI PER LA CATALOGNA
di Gisella Evangelisti
A volte mi é capitato di assistere a momenti storici, come il referendum contro Pinochet e il primo concerto degli Inti illimani a Santiago, o il processo iniziale post liberazione del Nicaragua, o la Marcia dei 4 suyos in Perú contro Fujimori...sono momenti algidi dove si cristallizza  e senti quest'ansia di bene e di giustizia della gente. poi i politici mostrano i loro limiti, ma quest'ansia di bene resta e poi riesplode. in questo frangente, é stata chiarissima la doppia visione dela realtá che hanno la destra spagnola (non tutti gli spagnoli, per fortuna, ci sono state anche manifestazioni a favore), e il 90 % dei catalani, quando mi dicevano: noi siamo diversi dagli spagnoli, ora lo capisco.
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