Massimo Fini prevede un bagno di sangue se non cambiamo l'attuale modello di sviluppo. Ma cambiarlo non sarà possibile se non cambiamo prima il sistema politico falsamente democratico al quale ci siamo affidati.

Vi segnaliamo questa intervista apparsa nel Blog di Grillo, che vede un giornalista e scrittore impegnato, cimentarsi con un tema che troppi credono confinato nei sogni utopici dei movimenti di base.

Dalla teoria alla pratica

 

Negli organismi internazionali è ormai frequente incontrare concetti come partecipazione e sviluppo dal basso (“grass-root development”) come parte integrante delle procedure operative nei programmi di cooperazione. Su di essi sono fondati i criteri per la formulazione

di nuovi programmi o per valutare l’efficacia degli interventi. C’è da chiedersi, tuttavia, se questi concetti corrispondano sempre alla realtà o piuttosto non siano, il più delle volte, slogan usati come formule vuote, applicati meccanicisticamen te tanto per essere politicamente corretti, disattendendoli poi in pratica nella loro sostanza. Non è un caso, infatti, che si senta parlare di loro più che altro come ostacoli, quasi come incidenti di percorso, che bisogna purtroppo adottare nella pratica conduzione degli interventi, principî spesso considerati di difficile applicazione, pertanto trattati come criteri teorici o di rilevanza minore o addirittua retorici.

Così, in pratica, ogni volta che si lancia un nuovo intervento di cooperazione, non è raro assistere ad una specie di rituale procedurale, secondo il quale tutti questi contetti vengono rievocati solo sulla carta, senza però che ci sia la

Una primavera calda

Era primavera inoltrata, quel 1974, cinque anni dopo lo scoppio della rivoluzione studentesca, quando il presidente della Repubblica di allora, Giovanni leone, firmò il decreto n.416 che, convertito poi in legge, avrebbe cambiato il volto della scuola italiana fino ai nostri giorni. Era una primavera calda e splendente, avevo ventisette anni e insegnavo in un liceo scientifico della periferia romana, combattendo la mia quotidiana battaglia tra lavoro e famiglia.

Ma le battaglie dure erano quelle che si svolgevano a scuola, la lotta politica tra gli studenti accesissima, la contestazione degli insegnanti, e in genere dell’autorità, feroce. Mi ricordo, di quegli anni, le suole delle scarpe dei ragazzi di quinta che, seduti agli ultimi posti, spiegavano polemicamente davanti a me le pagine di Lotta Continua, accavallando le gambe sui banchi mentre spiegavo Manzoni; ricordo la porta dell’aula che si spalanca di colpo e l’irrompere di una faccia da galera che strilla “Ah professore’, la repressione ha colpito ancora!”, e poi i collettivi senza fine, le assemblee caotiche con centinaia di ragazzi pericolosamente accatastati gli uni sugli altri, urlanti, rossi di rabbia nel tentativo di sovrastare con la propria voce quella degli altri, i mesi passati nella nuova biblioteca a catalogare libri su libri durante le occupazioni, mentre fuori gli studenti si affrontavano in masse che avanzavano e indietreggiavano come maree impazzite a scatti, a spintoni, a pugni. Le botte: quanti lividi, quanti occhi neri ho visto. E le minacce, la paura dei più deboli, il bullismo di alcuni che si insinuava cinicamente tra le fila di quelli che ci credevano.

COMMENTI

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'Farfalle Rosse', un romanzo di Gisella Evangelisti, pubblicato qualche tempo fa  in lingua spagnola è ora finalmente tradotto in italiano. Il libro è già apparso a puntate sul sito di Partecipagire.net, ora può essere scaricato nella sua versione completa, nell'area dei downloads- Categ. Libri a Puntate . 'Farfalle Rosse' è il racconto di una vita, o meglio, di più vite, quante sono quelle nelle quali si incarna la protagonista, tessendo una tela di fili imprevedibili tra continenti e culture profondamente diversi. Nello stile della Evangelisti, dove ironia e poesía si mescolano, il dramma non sfugge ma rafforza una visione energica e tenace che aiuta la ricerca e la speranza di una spiritualità che dia senso all'amore e alla quotidianeità. [Link al download]

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SE TRUMP DURASSE QUANTO BERLUSCONI

 Luigi Zingales pensa che Trump somigli molto a Berlusconi e ha scritto un articolo interessante sul New York Times. Il noto economista consiglia agli americani di studiarsi per bene gli errori che la sinistra italiana ha commesso durante il regno di Berlusconi, per cercare di non ripeterli. Chissà che la sinistra americana (ammesso che esista e conti qualcosa) non sia meglio di quella italiana.        [L’originale inglese si trova a questo LINK; di seguito si offre la traduzione dei primi paragrafi]

"Cinque anni fa, ero già preoccupato per il rischio di una presidenza di Donald J.  Trump. La maggior parte delle persone ci ridevano su. Lo ritenevano impossibile. Non sono stato particolarmente lungimirante; vengo dall’ Italia, e avevo già visto questo film, interpretato da Silvio Berlusconi, che ha guidato il governo italiano come primo ministro per un totale di nove anni tra il 1994 e il 2011. Sapevo come sarebbe andata a finire. Ora che il signor Trump è stato eletto presidente, il parallelo con Berlusconi potrebbe offrire una lezione importante su come evitare di trasformare una vittoria ottenuta sul filo del rasoio in un affare capace di durare due decenni.   [leggi tutto ]
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THE DAY AFTER

Aaron Benjamin Sorkin, è uno dei più popolari scrittori americani autore di libri e sceneggiature televisive di grande successo. La lettera che segue è stata scritta il giorno dopo le elezioni dell’8 novembre e pubblicata su Vanity Fair dove può essere letta per intero nella sua versione originale.

"  Famiglia,
il mondo è cambiato ieri sera tardi e non ho avuto modo di potervi proteggere. E 'una sensazione terribile per un padre. Non vi voglio addolcire la pillola. Quanto è accaduto è davvero orribile. Non è certo la prima volta che il mio candidato alla presidenza non vince (in realtà è almeno la sesta ), ma è la prima volta che vince un maiale assolutamente incompetente, pieno di idee pericolose, un tipo affetto da seri disturbi psichiatrici, senza nessuna conoscenza del mondo e privo di qualsiasi curiosità per cominciare ad imparare.
E non è stato solo Donald Trump a vincere la scorsa notte, hanno vinto anche i suoi sostenitori. Il Ku Klux Klan ha vinto la scorsa notte. Nazionalisti bianchi. Sessisti, razzisti e buffoni, giovani e arrabbiati bianchi che pensano che la musica rap e Cinco de Mayo siano una minaccia per il loro modo di vita (o sono la ragione per il loro modo di vita) hanno avuto la loro occasione per festeggiare. "[……. LINK] [trad. red.]
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IL CAPITALISMO DIVORERA' LA DEMOCRAZIA

La democrazia, governo del popolo per il popolo é in pericolo. I suoi principali nemici si annidano nei Consigli d'Amministrazione delle grandi corporazioni finanziarie che privilegiano il loro modo di generare profitto sulla volontà dei cittadini. Esiste, però, un modo per rispondere ed é quello che anche nel remoto passato di civiltà come quella ateniese funzionava. Basta dare voce a tutti senza privilegi di censo ed allora la democrazia può fare il miracolo e risorgere a nuovo splendore. Varoufakis ci dice che questa é la sfida per l'Europa di oggi, ritrovare la sua origine democratica.

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