I BENEFICI DELL'IMMIGRAZIONE, di M. D'Angelo

Alla lunga tutti gli immigranti contribuiranno al prelievo fiscale più di quanto otterranno dalla spesa pubblica in forma di assistenza.

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LA PANDEMIA FA BENE ALLA BORSA? 

 di Paolo Basurto

Il 10 aprile Trump regalava agli americani un twitter entusiasta : “This week, in only 4 days, we had the biggest Stock Market increase since 1974. We have a great chance for the really big bounce when the Invisible Enemy is gone! “ Il Nemico Invisibile è ovviamente il corona-virus. C’è da rimanere interdetti e non tanto per la gioiosità di Trump quanto per quella della Borsa. Perchè proprio quando il numero di morti per l’epidemia negli Stati Uniti diveniva il più alto del mondo e si avvicinava alla tremenda cifra di 12mila, la Borsa americana registrava un rialzo dei valori azionari che da almeno 46 anni non se ne era realizzato l’uguale. 

LA PANDEMIA DI TRUMP

COMPORTAMENTO CRIMINALE O CONSUETA POLITICA ?

 di Paolo Basurto

Gli Usa hanno ormai contabilizzato il numero più alto di morti a causa della pandemia del coronavirus. Come in Inghilterra, solo poche settimane fa, il pericolo di un’ondata contagiosa del virus, veniva considerata trascurabile, anzi risibile. Meglio non fare niente. Non c’è niente da fare. Pensa solo che si tratta di un raffreddore; diceva Trump. Mentre Boris Jonson, già in quarantena e, in questo momento, in ospedale, ironizzava sulle molte mani che gli toccava di stringere per la sua funzione. Le preoccupazioni dei due uomini di Stato erano chiaramente di ordine economico. Non fermare la macchina produttiva e commerciale valeva il rischio di qualche danno collaterale come la morte di alcune migliaia di persone.

SE L'EUROPA SI INFRANGE SULLA VOCE

di Roberto Nassi

Da un articolo di Federico Fubini sul «Corriere della sera» del 28 marzo si apprendono alcuni retroscena del vertice a distanza tra i leader europei estenuatosi in fumata nera due giorni innanzi.
Oggetto del consiglio è la ricerca di risposte adeguate alla bufera economico-sociale che flagella l’Europa (in buona compagnia sul pianeta) nel tempo del contagio.
Il giornalista, facendo riferimento a una pluralità di fonti, riferisce di un dialogo tra sordi, in ripetuto stallo e carico di tensione.

SULEIMANI - ARMI AFFARI ASSASSINII

di Paolo Basurto

E’ trascorso piu’ di un mese dall’assassinio del Generale iraniano Suleimani. L’Amministrazione USA ha ammesso senza batter ciglio di aver ordito questo omicidio. L’Europa (ma non tutta) ha storto la bocca mostrando una molto prudente disapprovazione. Qualche giornalista si è domandato quali potevano essere i veri motivi, mentre l’opinione pubblica rimaneva abbastanza fredda incapace di mostrare interesse per un avvenimento distante, apparentemente misterioso, e apparentemente marginale. Oggi l’avvenimento è completamento dimenticato in Europa.

VIOLENZA IN CILE

CAMBIO COSTITUZIONALE O GUERRA SOCIALE

di Jorge Fernandez * (da Santiago del Cile)                 [link orig. spagnolo; trad. it. P.B.]

Febbraio in Cile è mese di vacanza estiva. La storia dice che non succede niente. I Ministeri sono lasciati alla responsabilità dei sostituti. Le contestazioni dei partiti politici nelle mani della terza linea. Le grandi città si svuotano. È un piacere guidare per le strade senza traffico, andare al cinema o semplicemente lasciarsi andare passeggiando per piazze e parchi.  Sempre è stato così. Ma non quest'anno.

La crisi esplosa in ottobre ha messo sottosopra il paese. Le proteste continuano, la violenza ha preso il sopravvento nei centri nevralgici  della città. Come all'inizio degli anni Settanta del  secolo scorso, le riunioni di famiglia e di amici sono infiammate da modi opposti di interpretare gli avvenimenti. La Destra è ancora nel passato. La Sinistra, è divisa tra chi cerca una soluzione politica e chi, invece, vorrebbe che le contraddizioni si acuissero, finalmente. Eppoi il Centro, imprigionato nella sua prospettiva di dialogo senza fratture. Tra la gente, ci si interroga continuamente: quando si fermerà la violenza? A quale costo si potrà superare questa situazione?

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO? UN NUOVO APPROCCIO

I BENEFICI DELL’IMMIGRAZIONE

Parte VIII - A

di Massimo D’Angelo

 

  1. Un mito da sfatare?

Il 14 settembre 2019 condivisi su Facebook la notizia che l’Italia aveva assegnato un porto sicuro alla Ocean Viking per far sbarcare a Lampedusa 82 naufraghi, salvo distribuirne 58 in Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo, che avevano accettato di accoglierli. È stato sufficiente pubblicare quel post per suscitare due reazioni negative: la prima “scherzò” su quanto gli abitanti di Lampedusa avrebbero apprezzato la notizia; la seconda sottolineò il rischio che 1 milione di profughi in Libia avrebbero seguito quell’esempio per sbarcare in Italia.[i] In altre parole, è linvasione. Vengono ad invadere le nostre strade, ad occupare le nostre case, a prendere i nostri posti di lavoro. In breve, sono un danno per il nostro paese.  Questo giustifica una domanda di fondo che sarà l’oggetto di questa Parte VIII di questo saggio: è l’immigrazione un danno o un beneficio per il paese ricevente?

TERREMOTO IN CILE

di Jorge Fernandez (*) 

[link orig. spagnolo; trad. it. P.B.]

Fino ad un anno fa, quando un giovane in Cile affrontava l’esame per entrare all’Università (la PSU-Prueba de Seleccion Universitaria) la domanda ovvia era: allora, com’è andata ? Quest’anno, invece, la domanda è: allora, sei riuscito a farlo? Un dieci per cento dei circa 300 mila giovani iscritti all’esame, non hanno potuto darlo a causa delle manifestazioni contro questo tipo di esame, avvenute in alcune delle sedi dove l’esame avrebbe dovuto svolgersi. L’esame era programmato per il novembre dello scorso anno, ma è stato rimandato ben due volte a causa delle sommosse sociali.

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