I BENEFICI DELL'IMMIGRAZIONE, di M. D'Angelo

Alla lunga tutti gli immigranti contribuiranno al prelievo fiscale più di quanto otterranno dalla spesa pubblica in forma di assistenza.

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DEMOCRAZIE ALLO SBANDO

LITIO, SMARTPHONE E ALTRE STORIACCE

di Paolo Basurto

MESSICO NEL PRECIPIZIO

Il 26 settembre 2014 quattro studenti della scuola Normale Raul Burgos di Ayotzinapa e altre 5 persone, accidentalmente presenti, muoiono in uno scontro a fuoco con la polizia dello Stato messicano di Guerrero, nella città di Iguala. Il giorno dopo altri 43 studenti scompaiono e ancora oggi non si è trovata traccia di loro. Inutili i 4 anni di pretese indagini da parte delle autorità. Più utili le indagini del giornalista Pablo Morrugares, che con prove abbastanza contundenti aveva cominciato a denunciare la collusione tra istituzioni (in particolare quelle della polizia) e il narcotraffico.

Il 3 agosto la Deutsche Welle annunciava nel suo bollettino che Morrugares era stato ucciso, crivellato di colpi, lui e la sua scorta, in un ristorante di Iguala.

FAREI DI TUTTO PER TE

 di Jorge Fernandez                                                                                                    [Link orig. spagnolo]  

 Il più difficile non è stato nascondermi. Nemmeno il timore che mi scoprissero. La cosa peggiore è stata sopravvivere mentre sapevo che lei continuava la sua vita tranquillamente, lasciando il passato nel passato. E’ stato un sacrificio perché il nostro futuro fosse migliore. Ma ne è valsa la pena? Continuo a domandarmelo ogni volta. Per tanto tempo avevo atteso un segnale e, finalmente, apparve la sua poesia nella rivista:

Me ne andrei con te

Verso la terra dove piove vento

Dove gli uomini dissotterrano futuro

CHI CONOSCE BOLSONARO

una lettera di Frei Betto

Il comportamento del Presidente del Brasile Bolsonaro, di fronte alla tragedia della pandemia lascia molti stupefatti e costernati nel mondo. Purtroppo non è l'unico, e, mentre, da un lato, ci si augura che il buon senso abbia il sopravvento e che le persone che hanno eletto dirigenti le cui decisioni hanno una tinta sempre più fosca di incompetenza se non di criminalità, dall'altro ci si domanda fino a che punto si tratta solo di preterintenzionalità e non di interessi cinicamente perseguiti. La lettera che segue ci è pervenuta attraverso amici. E' stata scritta da Frei Betto, al secolo, Antonio Carlos Vieira Christo. Per chi già non lo conoscesse, è un frate domenicano, scrittore di numerosi libri. Pluripremiato. Molto impegnato ideologicamente e teologicamente. Esplicito oppositore del tremendo regime militare che afflisse il Brasile negli anni '70. Torturato e imprigionato, non ha mai smesso il suo impegno sociale. Tutto questo per dire che, forse, la sua lettera merita una certa attenzione e ci pone la domanda di come sia possibile che, in regime democratico, le persone si lascino a tal punto manipolare da convincersi ad appoggiare dirigenti così poco affidabili. E questo, ovviamente non vale solo per il Brasile.

LETTERA AGLI AMICI E AMICHE ALL’ESTERO
 
"Care amiche e cari amici,
 
in Brasile si sta consumando un genocidio! Mentre vi scrivo, 16 luglio, il Covid-19, apparso da queste parti nel febbraio di quest’anno, ha già ucciso 76mila persone. Sono già 2 milioni le persone contagiate. Entro domenica prossima, 19 luglio, arriveremo a 80 mila vittime. È verosimile che in questo momento, mentre state leggendo questo mio drammatico appello, si raggiunga la soglia dei 100mila morti.

DONNE MITICHE  

a colloquio con la pittrice Flavia Totoli 

di Paolo Basurto  

"Sí,Totoli è un cognome italiano. Il mio bisnonno era italiano. Ho passato qualche tempo a Milano. Ma io sono curiosa. Giro il mondo. Mi fermo un po' di piú o un po' di meno, secondo quello che succede.  Non sono cosí giovane come pensi. Ho 38 anni e già un divorzio nella mia esperienza. Sono brasiliana, nata e cresciuta a San Paolo".  

Si solleva i capelli inanellati per darsi sollievo dal caldo. Il suo sguardo nero brillante mi casca addosso con simpatia. È uno sguardo penetrante ma pacifico. Mi aspettavo una lama tagliente e bellicosa, da guerriera appassionatamente femminista. L'avevo vista in un evento streaming della Bibliomusicineteca, un'associazione culturale dal nome incredibile ma sempre ricca di belle iniziative. Si commentava l'esposizione dei disegni di Flavia. 'Mujeres iconicas' 'Donne mitiche', per tradurre alla svelta. Mi convinsi a vedere la mostra. I disegni mi impressionarono. Potenti ed essenziali. Celebravano la bellezza della donna soprattutto nera, concentrata nel viso, nel portamento della testa e, in particolare, nei capelli, anche quando questi non c'erano, come in un bellissimo profilo rapato a zero.  

Adesso Flavia è di fronte a me e accetta paziente e disponibile, le mie piccole provocazioni per tentare di conoscere il segreto sempre misterioso della sua ispirazione e della sua tecnica espressiva. 

Dal libro di SOL FANTINDECIME QUE SOY LINDA [Dimmi che sono bella] (2011); Buenos Aires, ed. Milena Caserola 

 [Link orig. spagnolo; trad. it. di P.B.]

 

       FAMMI I COMPLIMENTI

regalami fiori e cioccolatini e dimmi che sono bella 

fiori e cioccolatini eppoi chiamami  mia principessa altrimenti  

altrimenti svanisco 

ti prometto ti prometto che ti amerò per sempre e all'infinito 

dammi fiori e cioccolatini perché senza di te amor mio, mio re 

sono meno di niente  

MADRI MAESTRE

Da madri a insegnanti, senza aspirare alla santitá: quattro casi italiani

di Gisella Evangelisti

In una primavera asfittica, quando l'Italia smetteva di cantare e applaudire i nostri medici eroici (in gran parte donne) dai balconi, tra vecchi problemi (i femminicidi non si sono fermati) e nuova povertà, molte donne hanno dovuto affrontare  situazioni senza precedenti, come la chiusura delle scuole. Giocoforza, ma dando il massimo. 

T.A (preferisce l'anonimato), 43 anni, ha vissuto gran parte della sua vita fuori dal paese, con esperienze di lavoro entusiasmanti, incluso l'insegnamento di letteratura ispanica all'Università di Harvard. Ora ha dovuto parcheggiare le sue ricerche per fare da insegnante a suo figlio S., 8 anni, appassionato di calcio e dinosauri, per accompagnarlo nei compiti e portarlo, ad esempio, a scrivere dritto, invece di vagare  in diagonale su un'intera pagina, o a rimuovere le bucce di banana dimenticate sotto il letto. Il suo appartamento nella città veneta dove risiede non è grande, ma ha una terrazza di 4 metri per 4, che nei giorni di sole può diventare un laboratorio di pittura, una pista da ballo, o una palestra per le gimkane inventate dal bimbo. 

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO? UN NUOVO APPROCCIO

PREVENZIONI PSICOLOGICHE, PERCEZIONI E RAZZISMO

L'OSTACOLO MAGGIORE

di Massimo D'Angelo

  1.Politiche migratorie e consenso sociale

Una nozione tratta dal moderno diritto pubblico è che la capacità di una legge (e, per estensione, della politica che la ispira) di essere applicata con efficacia

I N D I C E

[per attivare links ipertestuali, aprire l'articolo]

      (a)          Il contenuto dei messaggi e la scelta del pubblico destinatario
      (b)          La deformazione del contenuto dell’informazione
      (c)          La scelta del liguaggio
      (d)          La scelta delle modalità di comunicazione: creare le notizie
      (e)          L’amplificazione della comunicazione
          ° Dalla cultura della paura alla ricerca di un “nemico” da odiare
          ° Involuzione culturale, deterioramento del linguaggio e tentativi di moderazione a confronto
          ° Alla ricerca di una rivoluzione culturale: segnali di una resistenza basata sui valori
          ° Un fenomeno tutto italiano: il movimento delle “sardine”
non dipende soltanto dal suo valore coercitivo,[1] ma trae la sua forza dal consenso sociale che la sostiene e ne condivide le premesse, le modalità, e le attese conseguenze della sua promulgazione.[2] Tale “consenso sociale” diviene pertanto una condizione necessaria per assicurarne l’applicabilità. Mancando il consenso sociale, l’operatività della stessa legge e della relativa politica svanisce, rischiando di venir disattesa nonostante la sua obbligatorietà formale. Questo vale tanto più in una società democratica,[3] che continuamente persegue l’obiettivo di tradurre la volontà popolare nelle sue leggi, e che considera le istituzioni rappresentative come mezzi ideali per canalizzare il consenso sociale attraverso criteri maggioritari, libere espressioni dei cittadini.
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