GIOVANNA D'ARCO del BICING

di Gisella Evangelisti

Devo andare all'ufficio di Bicing a rinnovare la tessera che d'estate avevo lasciata all'amico Pier, come faccio da anni. Ma stavolta gli é stata rubata proprio a casa sua, in una brutta alba in cui sua moglie, la nostra cara Koko, andando in bagno, si é trovata davanti un giovane di altre terre, che stava portandosi via i loro computer e i loro portafogli con i vari documenti dentro: Lei era rimasta immobile per il terrore, mentre il giovane ladro scivolava via dalla finestra sulle scale e scappava a gambe levate. Non glielo dite a Salvini per favore, che giá fa abbastanza casino. Insomma, eccomi a rinnovare la tessera nell'apposito ufficio del Comune di Barcelona. Dovrebbe essere questione di minuti, come altre volte.

 

Nell'ufficio di Bicing ci sono oggi due impiegate, quella libera ha una faccia pulita e probabilmente gentile. La saluto col migliore dei miei sorrisi.

Mi dá un documento? Chiede. Come no, quale vuole? Ho portato tutta la riserva dei miei documenti, quelli catalani e quelli italiani, che come si sa sono ognuno in due o tre copie (come la carta d'identitá e il certificato elettorale, piu volte perso e rinnovato). Ci posso giocare a carte o regalarne qualcuno, (si fa per dire, non glielo dite a Salvini, che gia´fa abbastanza casino). Le dó il passaporto, visto che ha una foto e cosi mi puó identificare.

“Ma nel suo expediente é riportato un altro documento”, ribatte la Faccia Bionda Pulita. “Infatti”, dico io, “le ho fatto vedere il passaporto giusto perché sia sicura della mia identitá, dato che il documento di identitá catalano (in fotocopia perche l'originale l'ho appena perso, ossia non lo trovo, e lo troveró  quando non mi servirá piú, logico, no?) non riporta nessuna foto”.

“Bene”, lei controlla il dato, e la prevengo: “Vuol sapere il numero? ormai lo so a memoria”, (brava, vero?) ma lei osserva: “Sí, peró lei é registrata in Bicing  con un nome diverso da quello ufficiale che appare nel suo documento”.

“Certo!” Le rispondo, apprestandomi a spiegarle che quando avevo un giorno di vita, e non potevo protestare, mia madre mi dette il nome di Gisella mentre mio padre mi registró in comune come Evelina, un nome che non mi piace e sono costretta a usare nei documenti, in banca eccetera. Qui in Bicing detti il mio nome reale, quello quotidiano, ossia Gisella,( forse perché quel giorno nell'ufficio erano tutti allegri e scherzosi e non gli importava o non ci fecero caso che avevo due nomi). 

“Ma le assicuro che sono sempre io, e da quindici anni a Barcelona ho rinnovato almeno dieci volte la tessera Bicing senza che nessuno abbia trovato da ridire”, preciso sorridendo  a 32 denti. “Puó controllare nel computer?” Ma la Faccia Pulita dell'impiegata si incaglia in un “NO E POI NO E POI NO!”.  Esclama come saltando su una molla. La guardo stupita. Come cambia espressione, da Faccia Pulita e forse Gentile, adesso diventata la Faccia Arrabbiata di una funzionaria OVRA o della STASI.

Perché se il mondo va a rotoli, ci vorrá qualcuno che lo mette in ordine! Carajo, immagino che pensi. Certo, l'Artico si scioglie, il Monte Bianco si sbriciola, la Chiesa pullula di pervertiti,  l'Europa si sta dividendo, ritornano a sfilare i nazi col pugno alzato, insomma aumentano gli sfascisti, ma questo é niente.  Intanto mettiamo ordine in questo ufficio.  La Giovanna d'Arco del Bicing ha trovato la sua causa. Lei lotterá  contro tutti quelli che escono dai binari della normalitá, come questa che si permette di  indossare due nomi, uno per gli amici e uno per gli uffici. Chi si crede di essere, eh?

“Si arrangi”, mi dice duramente, “e provi a fare la pratica nella web”. IL ghigno é sottinteso.

“Come no, saluti a tutti!”, dico cordialona andandomene ( e un FOTT solo nei sottotitoli). A casa, faccio la pratica. La web mi dice, tutto bene, in tre minuti, avvisando che le manderemo a casa la tessera Bicing entro dieci giorni, Ossia, quando non mi servirá, perché nel frattempo saró a Canicattí, o Forlimpopoli, a Monticello Conte Otto, Grumolo delle Abbadesse,  o sull'Ortigara, senza cambio per dismontar, tapim tapim tapum. Si sa, la mia vita multicolore e multietnica continua anche senza di te, Silvano! non valevo nei ciccioli, cantava Jannacci, e non ho mai capito cosa voleva dire, peró era geniale.

Bacio il computer e sospiro sollevata. Per ora,  l'Intelligenza Artificiale si é dimostrata piú dolce, flessibile e comprensiva di una Faccetta Bianca e Pulita che un giorno all'improvviso ha creduto di poter raddrizzare da sola le immense storture dell'Umanitá.

Quindi, c'é ancora speranza. Ma non glielo dite a Salvini, per favore, che fa giá abbastanza casino.

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