I MIEI RAMI

 Quise nutrir mis ramas sin pasado

 con torrentes de memorias ancestrales

 en cambio, ahora mis memorias

 son tormentas de otros tiempos

 no pude revivir sus mayores regocijos

 pero pude nutrir mis ramas con retazos de nostalgias.

 

 

   Volevo nutrire i miei rami

   senza passato,

   nutrirli con torrenti

   di ricordi antichi

   Invece ora, nella mia memoria,

   solo tempeste d’altri tempi.

   Le loro gioie più grandi

   non le ho rivissute,

   ma ho potuto nutrire i miei rami

   con un po’ di nostalgia.

 

 

  Claudia Walker  Manizales (Colombia), 2022

 

                                                                                              A PIEDI NUDI                                                                                     

 

 "Sabes que se siente cuando caminas

con pies desnudos

 sobre piedras corrugadas?

le pregunté.

 Claramente no sabía la respuesta.

 Siempre usó zapatos

para caminar sobre el asfalto.

 Naturaleza muerta."

 

   “Che provi camminando

   a piedi nudi

   su pietre spigolose.

   Lo sai?” Certo

   che non sapeva la risposta.

   Ha sempre usato scarpe

   per le sue strade d’asfalto.

   Natura Morta !”

                                          Claudia Walker  Manizales (Colombia) 2022

SCISSIONE

                        di Gisella Evangelisti


 

Reti di meridiani avvolgono 

cittá lucide

Onde di logaritmi disegnano 

nuovi spazi.

 

ma alla finestra della notte

cogliamo lampi 

PESSIMISMO COMICO

Ai tempi del ‘68 un gruppo di studenti piovuti da tutte le parti d'Italia  a Livorno si raccoglieva in una Casa dello Studente, gestita da un prete fiorentino visionario, Don Alfredo Nesi, in un quartiere di operai bestemmiatori, per apportarvi una cultura progressista e multifacetica. Infatti in collaborazione con la sinistra cittadina e le associazioni rionali si svolgevano attivitá di educazione per adulti, doposcuola, dibattitti e una scuola media sperimentale. Questo famoso e visionario don Nesi era noto  per svegliare i ragazzi della Casa dello studente a pedate, e poi mandarli a dar vita a queste numerose attivitá, e bisogna dire che smadonnando quelli ubbidivano. Fra  questi ragazzi genialoidi e simpaticissimi c'era uno che suonava il flauto di notte, camminando sul tetto di compensato del dormitorio e svegliando tutti...adesso vive a Bolzano. Un altro, il piú anziano, ora circa ottantenne, Carlo Chionne, ci rallegrava con stornelli improvvisati, con o senza senso, che dicevano per esempio: “Tel Aviv Tel Aviv, siam piu morti che viv, Salambo Salambó siamo piu vivi che mó”.  Un altro stornello, quando arrivavano due tronfi sponsor politici, era: “Su battiam le mani, perché arriva il Torrigiani, su battiamoci i coglioni, perché arriva anche il Sironi”. Ma la sua poesia non è ancora invecchiata…[G.Evangelisti]

 

       Poesia

Scrivere una poesia

e´come riaprire una vecchia ferita

mettersi nudi davanti alla vita

vestiti solo di sogni, di voli

andare nel mondo ed essere soli

Autorretrato [link trad. italiana]

                                                                       di Sonia Garcia Garcia

Escribir de ti resulta inútil.

Más miro en lo profundo de tu obra

y me encuentro:

Yo soy la otra Frida

la del espejo.

AUTORITRATTO  [link orig. spagnolo]

                                              di Sonia Garcia Garcia

Inutile è scrivere di te.

Nelle profondità della tua opera

più ci guardo più mi ci ritrovo:

Sono l’altra Frida

Quella dello specchio.

Del libro de SOL FANTIN, DECIME QUE SOY LINDA (2011) Buenos Aires: Milena Caserola.

[Link trad. italiana]

 

FELICÍTENME 

 

dame flores y bombones y decime que soy linda

dame flores y bombones y decime mi princesa que si no

que si no desaparezco

te prometo te prometo amarte siempre sin medida

dame flores y bombones que sin vos mi amor mi rey

soy menos que nada

 

FELICÍTENME:

soy un Miembro Honorífico

de este clan desmembrado de seres

humanos –subclase: mujeres

 

minoría nos llaman porque somos

minoría en el curso hegemónico

de un planeta que sigue girando en un eje

VERTICAL

 

soy un Miembro Honorífico

porque soy competitiva

                                            soy posesiva y soy

complicada

caprichosa

                                                                                            y bonita

 

uso carteras llenas de cosas

doy mil vueltas cuando hay que salir

Y ROMPO LAS PELOTAS

 

aprobé siendo nena los exámenes de decir

siempre que sí

siempre que sí

siempre que sí

hasta envenenar la sangre de rencores

no importa la sangre

nos cae nos sobra nos cae materia

primigenia de nuestro congénito

llorar sin motivo

 

y eso hace la diferencia: biológicamente

la sangre nos cae

biológicamente

no tenemos de qué preocuparnos

porque en caso de catástrofe

van primero en los botes mujeres ancianos y niños

mujeres

ancianos

y niños

 

la ventaja con nosotras es que no hay que comprendernos,

sólo amarnos

 

FELICÍTENME:

competitiva complicada y chiquitita

como un ángel precioso

con la furia enterrada por dentro porque nunca los gritos

salen nítidos siempre los gritos

salen fuera de tiempo y por eso se escuchan igual

que agudos chirridos y aturden

son gritos de histéricas porque vienen

de una voz aplastada

de una voz mutilada

de una voz congelada en el fondo de unos cuerpos de nácar

con las uñas pintadas

maquillado el insomnio

y las hondas pestañas

enroscadas

 

sí: nosotras las reinas nosotras las perras las putas

las que siempre enroscadas igual

que la víbora gris del edén que expulsó al pobre hombre

de su paraíso

no sabemos decir lo que falta

no sabemos decir lo que sobra

no sabemos decir cuándo basta

no sabemos arder con el fuego

claro y recto que sube a los cielos nosotras

somos tierra y la tierra

es pisada

 

(rosada la pollerita rosada la cartuchera rosa

fucsia rosa o eventualmente lila pero nunca

celeste

salvo que tenga florcitas

o moños

o corazones)

y ahora digan

otra vez estas locas

otra vez pataleando pero bien que les gusta

que las dejen subir en el bondi

que les maten bichitos y les cambien cueritos

bien que les gusta

que las cojan así sujetándoles

los bracitos de araña

ahora digan

bien que les gusta

ser palomas adentro de jaulas

 

NO

NO NOS GUSTA

no nos gusta bajar la mirada

cuando un hombre en la calle

nos dice TE ROMPO TE PARTO NO

no nos gusta ver siempre en las otras

una contrincante

vaciar ceniceros medirnos el vientre

no saber QUÉ CARAJO QUEREMOS

PORQUE HAY

en lo íntimo ROTO de nuestro maldito

latir tembloroso

UN CORSÉ que nos nubla

porque hay interpuesto

entre YO y mi DESEO

siempre un alguien ERECTO

APRETÁNDOME por dentro

la garganta:

NO.

 

Dame flores y bombones y decime que soy linda

dame flores y bombones y decime mi princesa que si no

que si no desaparezco

te prometo te prometo amarte siempre sin medida

dame flores y bombones que sin vos mi amor mi rey

soy menos que nada

 

FELICÍTENME

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de NORMALIDAD (2018). Buenos Aires: Sol Fantin.

Dal libro di SOL FANTINDECIME QUE SOY LINDA [Dimmi che sono bella] (2011); Buenos Aires, ed. Milena Caserola 

 [Link orig. spagnolo; trad. it. di P.B.]

 

       FAMMI I COMPLIMENTI

regalami fiori e cioccolatini e dimmi che sono bella 

fiori e cioccolatini eppoi chiamami  mia principessa altrimenti  

altrimenti svanisco 

ti prometto ti prometto che ti amerò per sempre e all'infinito 

dammi fiori e cioccolatini perché senza di te amor mio, mio re 

sono meno di niente  

     BONITO - E' BELLO

       di Viviana Mariel Riveros

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 

MI PRINCIPE !!!

  di Viviana Mariel Riveros [originale spagnolo]

Siento que muero

Cada vez que padeces,

Cada vez que lloras

O caes.

O MIO PRINCIPE !!!

   di Viviana Mariel Riveros  [trad. dallo spagnolo]

Mi sento morire
Quando sei triste
Quando piangi
O cadi.
Semplicemente soffro
Quando ti vedo scomparire
Dietro l’angolo della strada,
Perché penso di perderti e
Temo la lontananza
Che ci separa.
Recensione di P. Basurto
LA POESIA ONIRICA DI SONIA GARCIA

Sogni e Serpenti, di Sonia Garcia Garcia - Edizioni Croce

 

Lo sguardo vivo che provoca l’intelligenza di chi parla con lei, un che di orientale e di segreto nelle sue fattezze di messicana precolombina, Sonia mi racconta i suoi sogni con i serpenti. Sogni che sono poesie, custodite con la curiosità e la complessità della creazione artistica, durante il corso degli anni e che hanno scandito la sua vita, per sottolineare avvenimenti la cui importanza si dimostrava alla coscienza solo dopo; dopo; quando nel ricordo apparivano quello che erano: rivelazioni. “Ma più che sogni, sono visioni”, le dico, “Visioni; come quelle dei profeti; come quelle di Giovanni, quando scrive l’Apocalisse”. Eppure, no! Sonia non è affatto d’accordo. Sono sogni. Sogni veri. “Li ho avuti davvero i miei sogni, e li ho scritti come li ho avuti… Certo, li ho scritti… li ho descritti… li ho interpretati, nell’unico modo possibile: la poesia”.

L’ISOLA

di Andreina Russo

a M., tre anni dopo

              Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
              Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
              e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.

             (Pablo Neruda)

Posso scrivere i versi più azzurri questa notte,
scrivere ad esempio: solo il buio ci salva
da questo splendore celeste
che ci assedia da ogni lato,
dal sole luce bianca,
implacabile,
dal corallo calcinato,
dagli stenti arbusti
che piegano la schiena
come generazioni d’uomini…
Oggi nelle acque della barriera 
ho incontrato i pesci
divertimento di Dio,
quelli del settimo giorno.
Mille forme e mille,
INDIPENDENCE  DAY

di A.L.

Sei l’immobile galassia

che ho solo sfiorato

 nel mio vano volo

 per l’universo.

In te ho intravisto appena

 fiammeggiare le stelle

 tra nubi di polveri

 siderali e oscure impurità,

orbite ordinate

 di pianeti

 e caos di asteroidi,

 magmi ribollenti

 e deserti gelati.

 

 Troppo, per me.

 
Io, cometa, quattro sassi

 di pietra e di ghiaccio,

 splendente

 per un soffio di tempo

 della tua luce astrale,

 me ne vado

 nel libero spazio

 verso altri soli

 e altro buio.

LATINOAMERICA

del Gruppo musicale Calle 13 (testo della canzone - link all'esecuzione musicale)

Soy,

Soy lo que dejaron,

soy toda la sobra de lo que se robaron.

Un pueblo escondido en la cima,

mi piel es de cuero por eso aguanta cualquier clima.

Soy una fábrica de humo,

mano de obra campesina para tu consumo

Frente de frio en el medio del verano,

el amor en los tiempos del cólera, mi hermano.

El sol que nace y el día que muere,

con los mejores atardeceres.

Soy el desarrollo en carne viva,

 

FINIRE

di R.R.

Finire

all’ombra di una sera

di aprile,

con un male infinito

che mi tenti,

avendo davanti

il sogno

che fu solo nostro…


Finire

senza che nulla,

del sogno,

si sia avverato,

ed avere vissuto

per avere sognato.


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