ALGO ESTÁ CAMBIANDO EN CHILE

de Jorge Fernandez (*)    [link trad. italiano]

Quizás es un gran triunfo que refleja los cambios que se viven en el Chile actual. Quizás sea solo un tímido primer paso. Quizás sea esa antigua costumbre de cambiarlo todo, para que no cambie nada. Pero lo concreto es que en el Chile gobernado por la derecha ha sucedido algo histórico: se escribirá la nueva Constitución con los pueblos originarios y paridad de género.

En efecto, el Congreso aprobó 17 escaños reservados a indígenas en la Convención Constitucional, órgano que también tendrá igual número de mujeres y hombres.

Los mapuches, etnia mayoritaria que habita principalmente en la Araucanía -antigua frontera en la época de la colonización española- tendrá siete representantes. También habrá dos aymaras, que habitan principalmente en la zona norte del país. Un representante de Rapa Nui, la isla del Pacífico que Chile incorporó a su territorio en1888 y uno de los pueblos Quechua, Atacameño, Diaguita, Kolla, Kawesqar, Yagán y Chango.

IL CILE CAMBIA

di Jorge Fernandez (*)                    [link orig. spagnolo]           

Forse potrebbe anche essere un gran trionfo quello che oggi si sta vivendo in Cile. Forse si tratta solo di un primo passo. Forse è solo il solito schema: cambiare tutto per non cambiare niente. Fatto sta è che nel Cile governato dalla destra sta accadendo qualcosa di storico: la nuova Costituzione verrà scritta assieme alle popolazioni originarie e in condizioni di parità di genere. 

Concretamente, il Congresso ha approvato di riservare a rappresentanti delle popolazioni indigene 17 seggi della Convenzione Costituzionale; organo che sarà costituito anche da un numero uguale di uomini e di donne.

I Mapuche, l’etnia maggioritaria che abita principalmente l’Araucania -antica frontiera all’epoca della colonizzazione spagnola- avrà sette rappresentanti.

COLPI DI STATO

MA E' DAVVERO SALVA LA DEMOCRAZIA IN BOLIVIA?

di Paolo Basurto

Lo scorso 18 ottobre ci sono state le elezioni generali in Bolivia. Pochi ne hanno parlato qui in Europa. Il clima di emergenza che si vive nuovamente da settimane, a causa della pandemia, deve aver fatto considerare l’avvenimento boliviano come trascurabile. Eppure la situazione in Bolivia merita tutta la nostra attenzione. Ne avevamo già parlato su un articolo dedicato alle fragilità delle democrazie moderne (link). In Bolivia c’era stato un vero e proprio colpo di Stato e non mancavano prove convincenti

LA MORTE APPARENTE DEL GLOBALISMO

IL 75mo DELL’ONU

di Americo Placido

Dicono che Friedman è stato l’economista più influente dell’epoca contemporanea, forse secondo solo a Keynes. Trent’anni fa la crisi ideologica provocata dalla caduta del muro di Berlino e l’evidenza che il comunismo era morto e defunto (se mai fosse stato comunismo quello vissuto nell’Unione Sovietica) ha creato il vuoto necessario al dilagare del globalismo. E’ stato un fenomeno impressionante non tanto nel pensiero di Destra, tradizionalmente liberista, che però ha saputo riempire con ingordigia gli spazi che si erano aperti, ma nel pensiero e nelle politiche della Sinistra, incapace di articolare analisi e proposte atte a riformulare la critica all’economia capitalista e a recuperare lo spirito di un socialismo realistico in grado di capire un mondo profondamente cambiato, rispetto a quello industriale del secolo 20.

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