PANDEMIC STORIES

 di Fiore di Salvo, Dittatore Sanitario in Cerveteri

Peró! La mascherina ha anche i suoi vantaggi.

Puoi andartene in giro senza un incisivo, come il cantante dei Brutos, e nessuno se ne accorge, se non quando devi augurare buonasssera. Ha smesso di dondolare quando il dolore ha sovrastato la prudenza e sei andato a trovare il tuo dentista.

VECCHIO DI MERDA!

di Americo Placido

Un colpo. Forte. Mi mandò a sbattere contro il muro. Non subito, come una fitta, una grossa puntura senza dolore, nel fianco, tra le costole. L’uomo aveva un cappuccio da tuta. Smilzo e alto. “Vecchio di merda” aveva esclamato senza gridare, prima dell’impatto. La voce fredda di un giovane freddo. Un giovane incazzato a freddo. Adesso cominciava a dolermi, ma nemmeno poi tanto. Quando ritirai la mano c’era molto sangue. Ero stato ferito con qualcosa di molto appuntito. Attraverso la giacca e chissà quanto in fondo. Perché? “Vecchio di merda”. Ma avevo altro a cui pensare. Eppure, l’Ospedale no! Posto infame. Avrei aspettato chissà quanto e per uscirne, chi lo sa se e quando.

SEI STUDI AUDIOVISIVI IN QUARANTENA

di Fernanda Docampo e Ariel Divone

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HARÍA TODO POR TÍ

de Jorge Fernandez                                                                  [link trad. ital.]

Lo más difícil no ha sido el encierro. Tampoco el temor a que vengan por mí. Lo peor de sobrevivir en estas condiciones es saber que ella ha seguido con su vida como si nada, dejando el pasado en el ayer. ¿Valió la pena mi sacrificio por un mejor futuro para los dos? Me lo pregunto una y otra vez.

Había esperado tanto tiempo una señal y entonces apareció en la revista su poema:

Me iría contigo

Hasta la tierra donde llueve viento

FAREI DI TUTTO PER TE

 di Jorge Fernandez                                                                                                    [Link orig. spagnolo]  

 Il più difficile non è stato nascondermi. Nemmeno il timore che mi scoprissero. La cosa peggiore è stata sopravvivere mentre sapevo che lei continuava la sua vita tranquillamente, lasciando il passato nel passato. E’ stato un sacrificio perché il nostro futuro fosse migliore. Ma ne è valsa la pena? Continuo a domandarmelo ogni volta. Per tanto tempo avevo atteso un segnale e, finalmente, apparve la sua poesia nella rivista:

Me ne andrei con te

Verso la terra dove piove vento

Dove gli uomini dissotterrano futuro

TATUAGGI DI LUCE

di Mariela Loubet e P.B.

Sembrava ormai certo: operare il ginocchio per pulirlo e tentare di alleviare il dolore e tornare a camminare normalmente per qualche tempo. No! Non mi convinceva. Non lo volevo fare. Non potevo. Un corpo tanto vecchio... Che si abitui a soffrire un po’ di più fintanto che muoia. No, nessun rimprovero. Povero corpo. È vero, ho un po’ di disgusto se mi guardo allo specchio. Però anche mi fa pena. Una pena autentica per un compagno fedele che ha fatto l’impossibile per assecondare le mie pazzie e aiutarmi ad avere il coraggio di prendere i miei rischi per superare i miei limiti, come se i limiti non fossero una convenzione, un’idea obbligata per starsene tranquilli e obbedire agli imperativi della sopravvivenza. Mi serviva un pretesto. Soprattutto: basta con il dolore per un corpo tanto vecchio.

TATUAJES DE LUZ

de Mariela Loubet y P.B.

Parecía seguro: operar la rodilla y limpiarla para intentar aliviar el dolor y volver a caminar normalmente por un cierto tiempo. No! No me convencía. No quería hacerlo. No podía. Un cuerpo tan viejo… Que se acostumbre a sufrir un poco mas hasta que muera. No, ningún reproche. El pobre. Es verdad me da asco cuando me miro al espejo. Pero también pena. Autentica pena para un compañero fiel que hizo lo imposible para acompañar mis locuras y ayudarme a tomar riesgos en sobrepasar limites, como si los limites no fuesen una convención, una idea obligada para estarse quietos y obedecer al comando de la supervivencia. Necesitaba un pretexto. Sobretodo, no mas dolor para un cuerpo tan viejo.

DONNE MITICHE  

a colloquio con la pittrice Flavia Totoli 

di Paolo Basurto  

"Sí,Totoli è un cognome italiano. Il mio bisnonno era italiano. Ho passato qualche tempo a Milano. Ma io sono curiosa. Giro il mondo. Mi fermo un po' di piú o un po' di meno, secondo quello che succede.  Non sono cosí giovane come pensi. Ho 38 anni e già un divorzio nella mia esperienza. Sono brasiliana, nata e cresciuta a San Paolo".  

Si solleva i capelli inanellati per darsi sollievo dal caldo. Il suo sguardo nero brillante mi casca addosso con simpatia. È uno sguardo penetrante ma pacifico. Mi aspettavo una lama tagliente e bellicosa, da guerriera appassionatamente femminista. L'avevo vista in un evento streaming della Bibliomusicineteca, un'associazione culturale dal nome incredibile ma sempre ricca di belle iniziative. Si commentava l'esposizione dei disegni di Flavia. 'Mujeres iconicas' 'Donne mitiche', per tradurre alla svelta. Mi convinsi a vedere la mostra. I disegni mi impressionarono. Potenti ed essenziali. Celebravano la bellezza della donna soprattutto nera, concentrata nel viso, nel portamento della testa e, in particolare, nei capelli, anche quando questi non c'erano, come in un bellissimo profilo rapato a zero.  

Adesso Flavia è di fronte a me e accetta paziente e disponibile, le mie piccole provocazioni per tentare di conoscere il segreto sempre misterioso della sua ispirazione e della sua tecnica espressiva. 

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