A CURA DI P.B.

LA FEROCIA

premio Strega 2015

 

 

Ed. Einaudi 2015

Quattro anni per scrivere questo libro. Uno sforzo sufficiente per incutere rispetto e desiderare di non essere malinteso se dico che alla fine, quando finalmente ne ho concluso la lettura, questo libro non mi è piaciuto e arrivare fino in fondo è stato uno sforzo.

La Ferocia ha vinto il Premio Strega 2015. Nella cinquina finale c’era anche l’ultimo libro della Ferrante La Bambina Perduta che avrei di gran lunga preferito come vincitore e che invece è solo arrivato terzo.

Il Premio Strega ha un’interessante sistema di selezione : il corpo votante storico è quello degli Amici della Domenica, ai quali si aggiungono 60 lettori forti selezionati ogni anno da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e 15 voti collettivi espressi da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero, per un totale di 460 aventi diritto. Eppure ogni anno non mancano le beghe e le insinuazioni di chi vorrebbe che il voto fosse più trasparente e che si riducesse l’invadenza di Mondadori e Einaudi che su 69 edizioni del Premio ne hanno dominato ben 36.

a cura di P.B.

RACCONTAVA SUONI, VISIONI, PAROLE NON DETTE

 

di Ida Verrei

ed. Fabio Croce, 2015

       L'ultimo libro di Ida Verrei ha un nome in codice: Arrassusia.       Il protagonista bambino, napoletano doc, non l'aveva mai sentita prima questa parola e quasi teme che sia una cattiveria oppure un demonio che si chiama così. Il suo maestro, padre Luigi, lo rincuora e subito gliene spiega il significato: "Nossignore, guagliò, nossignore. Ma quale demone, nisciuno diavulillo! Arrassusia è 'na parola napulitana bella assaje, vuol dire "lontano sia", "non sia mai" o anche "caso mai". E ha origine antiche. Vedi, Manù, i dialetti sono la storia dei popoli, il loro passato, non bisogna mai dimenticarli. E il nostro, in particolare, ha dentro tutto il bene e tutto il male della terra partenopea. [...]Impara bene la lingua italiana, sissignore, guagliò, ma pienza e suonna c'o napulitano, pensa e sogna in napoletano".

a cura di Andreina Russo

libri

NOTE A MARGINE DI UNA SCONFITTA

di Nadeem Aslam

ed. Feltrinelli , 2013 (disponibile anche in e.book)

Quando ho visto questo volume, per caso, in libreria, non ho potuto fare a meno di prenderlo in mano: una copertina inquietante, la foto di un bambino dagli occhi tristi che fissano il lettore con uno sguardo di rimprovero. Come se dicesse: non ti illudere, c’entri anche tu. Poi il retro copertina: “ Un romanzo impetuoso ambientato in Pakistan e in Afghanistan nei mesi immediatamente successivi all’11 Settembre…”  Mi avvio alla cassa, il libro è mio.

Perché io ero là, l’11 settembre 2001, ero arrivata a Karachi nel gennaio, e ad agosto avevamo fatto un viaggio nel Nord, fino alla valle di Swat, ai confini dell’Afghanistan.

A cura di P.B.

libri

'1 Q 8 4'

di Haruki Murakami

ed. Einaudi (disponibile anche come e.book)

Non avevo mai letto nulla di Haruki Murakami. Ma questo libro dal titolo curioso e intrigante aveva ricevuto molte recensioni quasi tutte assai positive. Quando ho visto che era disponibile in versione e-book me lo sono subito scaricato e portato in viaggio. Meno male; un fiume. Non è un libro ma ben tre. Millecentocinquanta pagine nella traduzione italiana, edizione a stampa di Einaudi. Ad averli in valigia avrebbe ingombrato non poco.

Ma se non ero informato su Murakami questo non significa che non fosse già affermato come autore di buona narrativa, apprezzato internazionalmente e in particolare nel suo Paese, il Giappone, dove ha raccolto molti premi e dove ha scoperto la sua vocazione letteraria abbastanza presto, dopo singolari esperienze lavorative, compresa la gestione di un jazz-bar che sembra averlo divertito parecchio. Un signore interessante, insomma, e piuttosto fantasioso non solo nei suoi romanzi ma anche nella vita reale.

A cura di Elena Basurto

cinema

OBLIVION

Un film di Joseph Kosinski. Con Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough

Così spesso l’estetica del futuro viene immaginata con un design minimalista, forti luci bianche, contorni sfumati di un'ambientazione eterea, che ovviamente nascondono una qualche grande angoscia, quasi sempre legata ad una forte limitazione della libertà.

Oblivion combina vari elementi già visti, in molti film fantascientifici sul futuro, e neanche si fa un particolare sforzo per nascondere il fatto che si attinga liberamente ad illustri precedenti nel genere, ma è proprio per questo che glielo si perdona. E’ una voluta rielaborazione di cose già sentite,

 libri                                                                                                                                                                                                      

                                                                                                                                                                                        a cura di Andreina Russo                            

 IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

 di Fernando Pessoa

Voi l’avrete certo già letto ma io no, e mio figlio Federico mi ha giustamente rimproverato. Perché Il libro dell’inquietudine di Pessoa è un capolavoro. Mi è capitato sotto gli occhi all’improvviso, da Feltrinelli: mi hanno attirato quel cappello pieno di mare e la parola inquietitudine, che è la mia più assidua compagna di vita. L’ho letto in modo frammentato nel corso di questa lunga estate, così come il testo, fatto di frammenti aguzzi, richiedeva. Pessoa è un mostro sacro della letteratura europea e fargli una recensione dopo circa ottant’anni che ha scritto il libro sarebbe ridicolo. Però so che non tutti conoscono quest’opera e ad alcuni che l’hanno letta sembra addirittura indigesta, perciò ho pensato che condividere i miei sentimenti avrebbe potuto interessare qualcuno.

Sin dalle prime pagine ho vissuto un fenomeno profondo d’identificazione, un vero colpo di fulmine: in Bernardo Soares mi sono ritrovata, ho provato la gioia profonda di non essere sola, di incontrare qualcuno (e che qualcuno!), che ha creato un personaggio di cui io sono una fotocopia imperfetta. Ci sono pagine e pagine che avrei potuto scrivere io, almeno nei contenuti, se non nella forma letteraria che  trovo straordinaria per capacità espressiva.
Sintesi fulminea di concetti complessi e profondi, resi con parole scabre, espulse  come proiettili da una mente chiusa su se stessa a causa di una solitudine disumana, autovoluta ed eterovoluta. Una capacità sublime di analizzarsi con lucidità spietata, senza compromessi, senza infingimenti, senza illusioni.

TAPAS E ALTAZOR

SURREALISMO e POESIA

di Paolo Basurto

'Nací a los treinta y tres años, el día de la muerte de Cristo; nací en el Equinoccio, bajo las hortensias y los aeroplanos del calor.
Tenía yo un profundo mirar de pichón, de túnel y de automóvil sentimental. Lanzaba suspiros de acróbata.[...]  Amo la noche, sombrero de todos los días.
La noche, la noche del día, del día al día siguiente. [...]
Una tarde, cogí mi paracaídas y dije: «Entre una estrella y dos golondrinas.» He aquí la muerte que se acerca como la tierra al globo que cae.
Mi madre bordaba lágrimas desiertas en los primeros arcoiris.
Y ahora mi paracaídas cae de sueño en sueño por los espacios de la muerte.'
(1)

Sonia recitava senza sforzo come se fossimo ancora a teatro e lei sul palcoscenico. Invece eravamo in attesa delle nostre tapas, affamati, assordati dai tifosi del Barçà impazziti per la vicina vittoria sulla Juve, compressi dalla voglia di esprimere la tensione che lo spettacolo (2) ci aveva procurato. Sonia era elegantemente vestita. Ma a teatro gli attori veri erano nudi come Eva e Adamo. Mi era costato convincermi che fosse una cosa seria. Un gruppo di giovani attori ed attrici, in una penombra di riflettori, si agitava furiosamente strappando decine di fogli scritti, attaccati ai muri. La luce coglieva a sorpresa le loro belle nudità e subito il sospetto mi è nato che fosse un facile artificio per scioccare il pubblico o almeno incuriosirlo. Poi avvenne la magia, quando la bravura della recitazione ha cominciato a creare il pathos dolente dell'assurda umana condizione. Una sofferenza rabbiosa  che contestava Dio e coinvolgeva il pubblico fino alle lacrime. Non una goccia di eros si è più insinuata, annacquandolo, nel clima dello spettacolo. Invece il surreale ha subito saturato l'ambiente comunicando, nel suo modo fantasiosamente irrazionale, tenerezza, nostalgia, una voglia immensa e insoddisfatta di amore, che era poi il tema-guida della pièce.

a cura di Elena Basurto

cinema

AMERICAN HUSTLE

Un film di David O. Russell. Con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence

David O. Russell aveva già firmato “Il Lato Positivo” in cui un sorprendente Bradley Cooper  riusciva a dare spessore e umanità ad un personaggio affetto da bipolarismo, senza per questo lasciarci un senso di pesantezza opprimente.

“American Hustle” avanza di una considerevole spanna, riuscendo a giostrare un coro di personaggi, intrecciati da una vicenda spassosa nonché rischiosa, con altrettanta attenzione.

E’ proprio vero che la riuscita dei personaggi dipende dalla perfetta sintonia tra sceneggiatura, regìa ed il talento dell’attore. In questo film troviamo attori dalle capacità  consolidate (Christian Bale, Amy Adams e lo stesso Bradley Cooper) che il regista è stato capace di plasmare e far piroettare lungo i confini tra la commedia e il dramma.

Sono rimasta particolarmente colpita dalla giovane Jennifer Lawrence che risulta perfetta in un ruolo nervoso tanto quanto in uno epico(Hunger Games).

A cura di P.B.

libri

'LUI E' TORNATO'

di Timur Vermes

ed. Bombiani (disponibile anche come e.book)

<<"Non era tutto sbagliato". Si può cominciare da questo>>.  Così finisce il libro di Timur Vermes  'Lui è tornato', con il nuovo slogan di Hitler che, integrato perfettamente alla moderna Germania, ha capito benissimo  che non c'è nessuna differenza con quella vecchia dei suoi tempi e, come allora, si appresta a conquistarla di nuovo senza ombre di dubbi sull'esito della sua sfida.

Sconcertante!  Il Venerdì di Repubblica ci ha fatto una copertina su questo libro divenuto rapidamente un best seller in Germania e lo ha recensito come un avvenimento, letterario e, in certo modo, politico. Che succederebbe se Mussolini tornasse nell'Italia di oggi?

L'idea di far rivivere Hitler in carne ed ossa  facendolo miracolosamente risvegliare dal sonno

A cura di Elena Basurto

cinema

NELLA CASA

Un film di François Ozon. Con Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Menochet.Titolo originale Dans la maison. Drammatico, durata 105 min. - Francia 2012. -

L’attore francese Fabrice Luchini ha delle caratteristiche espressive molto marcate (tanto, infatti, che uno potrebbe pensare che sia un perfetto caratterista): la faccetta con gli occhioni da cucciolo spaurito, la voce da pignolo… Che interpreti un buono, un cattivo, uno stupido o un furbo, utilizza sempre le sue caratteristiche da indifeso; il buono risulta tenero, il cattivo risulta irritante, lo stupido è ingenuo, il furbo ingannevole. Detta così sembrerebbe che lo consideri un attore monotono, eppure è proprio il contrario, e non mi stanco mai di vederlo.

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