I BENEFICI DELL'IMMIGRAZIONE, di M. D'Angelo

Alla lunga tutti gli immigranti contribuiranno al prelievo fiscale più di quanto otterranno dalla spesa pubblica in forma di assistenza.

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ACCOGLIENZA/ESPULSIONE

Il Dilemma dell'Emigrazione (I)

di Gisella Evangelisti

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha convocato per il 19 settembre un vertice su Rifugiati e Migranti, chiamando a Patto mondiale di Responsabilitá condivisa, in vista di processi di migrazione “sicuri, regolari e ordinati,”, in cui gli stati ricettori dovranno essere appoggiati dalla comunitá internazionale. Un'iniziativa che potrebbe concludersi come (quasi) sempre con una lista di buone intenzioni, che gli stati appludiranno al momento per poi rinchiudersi nei propri affari.
Che ci piaccia o no, le Nazioni Unite ci ricordano che l'attuale crisi migratoria che viene vissuta in Europa spesso come un'invasione epocale e distruttiva, non é che una piccola parte di un fenomeno ben piú ampio, che si presenta non come un'emergenza temporanea ma un processo di lunga durata, perché collegato non solo alle guerre, ma anche alle crisi climatiche, con siccitá e inondazioni sempre piú frequenti, causate dai gas serra che continuano ad essere prodotti in eccesso nel pianeta.
I popoli tra noi

BUONE PRATICHE DI INTERAZIONE CON GLI IMMIGRATI

Scavare nella miniera del genere musicale giovanile Rap 

di Luciano Carpo

Ha scritto Tiziano Terzani: "Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare."
Noi siamo in Italia, e qui ci tocca scavare. E, se scaviamo nel mondo sommerso degli studenti figli di migranti( detti anche di Seconda Generazione, nati nel nostro territorio o con formazione scolastica identica a quella dei nostri coetanei),
RAGGI RAGGIRI E RAGGIANTI

di Paolo Basurto

   A Roma è scoppiato l’ennesimo scandalo della politica. Coinvolge e travolge la Giunta della Sig. Raggi, Sindaco del Movimento 5 Stelle, eletto pochi mesi fa a pieni voti e con notevole entusiasmo.
Ne parlano tutti e il tormentone tarderà ad esaurirsi per la gioia di chi non vedeva l’ora di smascherare il moralismo arrogante di questi rompiscatole del M5S. Un po’ di sollievo per quelli, di destra o di sinistra, che soffrono gli incubi notturni di un Movimento che sembrava inarrestabile nella sua crescita di consensi, prossimo a diventare la prima forza politica del Paese e pronto (si fa per dire) a chiederne la guida.
CI STIAMO RIMANGIANDO IL ‘900?
Aborto in Polonia: il tempo marcia all’indietro
di Andreina Russo
K. tornando dall’ufficio si affaccia sorridendo in cucina, dove sto preparando la cena, e mi saluta con un ciao mentre prosegue per la sua camera. Sicuramente va a liberarsi del tailleur d’ordinanza dal colore serioso e a mettersi addosso qualcosa di informale, come piace ai giovani in tutto il mondo. Questa amica polacca, da poco funzionaria dell’Unione europea, mi stupisce sempre per il contrasto tra il suo aspetto esteriore caratterizzato da una bellezza delicata e fragile (è una quasi sosia della Venere botticelliana, le manca solo la conchiglia sotto i piedi!) ed una personalità forte, una capacità di impegno incredibile, una determinazione che l’aiuta a superare ostacoli e fatiche. Quando torna in cucina sembra un’altra, indossa un paio di fuseaux e una maglietta a maniche corte, sul cui fondo nero spicca, stilizzato a linee bianche, una specie di fiore, (un giglio?), che attira la mia curiosità. Si mette a ridere e mi dice: Hai visto? Non è che ti scandalizzi? Mi scandalizzo? Per un fiore? Seppure, a guardarlo bene, un fiore strano, con due appendici laterali, di cui una si avvolge su se stessa come un pampino. Poi finalmente “vedo” il soggetto: è un utero di donna, completo delle sue tube, ma quella di destra è disegnata in modo da trasformarsi in un braccino che termina in una manina con le dita piegate tranne il medio, provocatoriamente ben teso verso l’alto. Nessuna sigla o parola accompagna l’immagine. Ovviamente la spiegazione è d’obbligo.

LETTERA APERTA SULLA STRAGE DI NIZZA

dalla pagina Facebook di Marta Baggiani

                    Mamma, morirò in un attacco terroristico.
Ve lo dico perché è molto probabile che ciò accada. Faccio parte di quella parte privilegiata di giovani over 20 che hanno avuto la possibilità di studiare e girare un po' il mondo. E non l'hanno fatto per poi chiudersi in casa. 
Certo, fossi nata ad Aleppo o a Kabul, adesso non staremmo qui a parlare di questa cosa, visto che difficilmente, e senza troppo clamore, sarei arrivata a questa età. Ma faccio parte di questa parte di mondo che fino a ieri poco faceva caso ai terroristi che facevano centinaia di morti al giorno in Medio Oriente.
Poi il problema si è spostato più in qua. Per questo morirò in questa guerra, forse. 
I vostri genitori, o più probabilmente i vostri nonni, sono morti in altre guerre, più facilmente identificabili come tali, ma non per questo meno atroci. 
Oggi io mi sento di combattere una guerra: una lotta contro la paura, contro l'ignoranza, contro chi ci vuole spaventati e manipolabili. A tutti loro dico: NOI NON ABBIAMO PAURA. 
Ci siamo fatti in 4 per aprire le nostre menti, sui libri ma soprattutto in giro per il mondo, dove abbiamo raccolto il fiore della tolleranza e piantato il seme dell'amicizia, quella che non guarda alla religione e al colore della pelle. Non avremo paura di prendere i nostri aerei per vedere se quei semi crescono. Non avremo paura di continuare a viaggiare, vedere, toccare, sorridere, amare oltre ogni confine. Lo faremo per la nostra causa.
La nostra lotta è senza bombe, ma noi non abbiamo paura. E se cadremo vorrà dire che, come i nostri bisnonni non troppi anni fa, avremo combattuto per il valore più bello che c'è: la nostra LIBERTÀ.


Questa è la nostra resistenza.

"QUI NON C'E' MAFIA"
di Gisella Evangelisti
 
In una recente conferenza alla FestAmbiente di Vicenza, Rosi Bindi, dal 2013 presidente della Commmissione Parlamentare Antimafia, che si é distinta rispetto a quella delle precedenti legislature per svolgere una gran mole di lavoro, ha lanciato un' allerta sull'espansione della mafia nel Nord Italia, spiegando i meccanismi che la favoriscono.
“Sappiamo che a Verona ci sono delle imprese sospette. A Mantova la Ndrangheta si é insediata come punto di passaggio verso Veneto e Garda”, ha riferito. “Non si puó ancora parlare di occupazione del territorio veneto, ma se non stiamo attenti possiamo finire come l'Emilia, e soprattutto la Lombardia (la quarta regione italiana che soffre di infiltrazione mafiosa)”.
Quanto al Sud, la mafia  con le sue varie ramificazioni, controlla e gestisce  terre e patrimoni boschivi, come il Pollino e l'Aspromonte, muovendosi con abilitá nelle dinamiche economiche e finanziarie. Riceve gran parte dei contributi del PAC (fondi per l'agricoltura, europei e non ). E' come un parassito che impoverisce la zona.
AUSTRIA 
Un vicino poco conosciuto

di Marco Borsotti

L'Austria alza la voce minacciosamente
Per chi abbia famigliarità con i libri di storia italiana moderna, le menzioni all'Austria, o meglio all'Impero austro-ungarico, ricorrevano nelle vicende della penisola ad ogni pie sospinto sino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Poi l'Austria ridotta a Versailles ai suoi minimi termini cessò d'essere motivo d'interesse. É vero che quando Hitler mostrò i suoi muscoli minacciando occuparla nel 1934, Mussolini, non ancora folgorato dal genio nazista, spiegò le truppe al confine per mandare il chiaro messaggio che con l'Italia fascista non ci si poteva scherzare.
DOMENICA 19 GIUGNO
Renzi ha vinto il voto

di Marco Borsottti

Mettiamo subito in chiaro che ho letto i risultati e so perfettamente che, fatte poche, mi pare che in questo caso il superlativo sia giustificato, quindi pochissime eccezioni, il PD ha quasi perso ovunque nei capoluoghi di provincia mentre il M5S abbia prevalso in 19 dei venti confronti avuti in comuni grandi e piccoli della penisola. Quindi perché asserisco che abbia vinto? Perché ho anche letto i dati delle affluenze al voto, dati che confermano che in media un italiano su due ha preferito non scomodarsi per andare al proprio seggio ed esprimere il proprio voto. Alcuni lo avranno fatto per pigrizia, alcuni per impossibilità oggettiva, ma la grande, grandissima maggioranza lo ha fatto perché o non giudicava che votare rappresentasse un interesse per lei/lui o perché non vedeva tra i candidati al ballottaggio un nome che, ispirando fiducia, valesse la pena votare.
Recensione di Andreina Russo
cinema
La pazza gioia
«Una passeggiata fuori da una struttura clinica che si occupa di donne con problemi
 in quel manicomio a cielo aperto che è l'Italia»
di Paolo Virzì (2016)
Nel sottotitolo l’estrema sintesi, per di più per mano dell’autore, di un film invece ricchissimo di temi narrativi, che illustra   condizioni umane ai limiti della sopportabilità   col tocco incisivo e al contempo compassionevole di un regista  capace di rendere con estrema delicatezza,  ma anche con precisione chirurgica, ogni sfumatura degli animi e delle loro complesse relazioni.
 L’assunto teorico, l’incrociarsi di due esistenze   apparentemente opposte e inconciliabili, assume sostanza e forma concrete grazie alla carnalità e alla straordinaria espressività di due attrici di razza, di quelle che danno del dolore e della rabbia una resa   plastica, corporea, che sembra di poter percepire più attraverso il tatto, che attraverso l’udito e la vista. Valeria Bruni

Pubblichiamo volentieri  lo scambio di lettere avvenuto tra Silvana Denicolò, attualmente Consigliere nella Regione Lazio per il Movimento 5 Stelle  e Paolo Basurto, autore dell'articolo "CASALEGGIO, CHI"

CHE DELUSIONE !

 
 
 Silvana Denicolò è Consigliere nella Regione Lazio per il M5S. E' Membro della Commissione Affari comunitari e internazionali, e della Commissione Agricoltura.
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Che delusione, Paolo.  Che delusione leggere questo articolo [CASALEGGIO, CHI], che poteva benissimo riportare un'opinione personale (la tua) e l'avrei letto con interesse e curiosità,  ma invece di fatto si arroga il diritto di scrivere una storia
    - quella da quando tu hai lasciato 
    - quella di un enorme numero di persone che in tutta AUTONOMIA (forse non sai ma, a differenza di TUTTI i partiti, le nostre strategie politiche, le decisioni su cosa proporre, cosa e come votare, gli interventi d'aula e i comunicati stampa, sono nostre, e né Grillo né Casaleggio vi hanno mai messo il becco, e laddove tempisticamente possibile sono sempre concordate con gli elettori)
    - quella di 2 persone che hanno dato il via ad una cosa importante, grazie a cui tramite passaparola e contagio delle idee per la prima volta (in Europa) i cittadini entrano nelle istituzioni come prima forza politica, da  0% a quasi il  30% in un solo giorno, e tu non ritieni queste persone

  Recensione di Luciano Carpo

libri

"FOOTBALL"

di Marc Augé (EDB,2016)

La Coppa del Santo Graal  Il campionato inglese di calcio è il più ricco del mondo, ma quest’anno la vittoria finale è stata conquistata dalla piccola e povera squadra del Leicester (guidata dall’italiano Claudio Ranieri), il che ha suscitato interesse e scalpore in tutto il mondo, oltre che orge di celebrazioni solenni   con pianti emozionati, balli e feste a non finire. Da qualche giorno il Real Madrid ha alzato al cielo la Coppa Campioni e, fra qualche settimana, tutti gli abitanti del Vecchio Continente che ha dato i natali a Kant e ad Hegel, sperano che la Coppa Europa sia vinta dalla squadra del loro vecchio Stato-nazione, in attesa del ritorno del grande duello planetario finale: la Coppa del Mondo.
BRAZILIAN GAMES
DEMOCRAZIA MANIPOLATA

di Paolo Basurto                                                                                                                                                                                                

Il 19 maggio, Glenn Greenwald ha pubblicato su The Intercept la prima intervista rilasciata da Dilma Roussef dopo la sua sospensione dalle funzioni di Presidente del Brasile, decretata dal Parlamento in attesa della conclusione della procedura di impeachment.[disponibili sottotitoli in inglese]   

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Lo scorso 12 maggio la Presidente del Brasile Dilma Roussef, è stata sospesa dalle sue funzioni per decisione delle due Camere del Parlamento. La sospensione prelude alla conclusione del processo di impeachement . Se la Roussef fosse dichiarata colpevole dovrebbe lasciare definitivamente il suo incarico, affidatole poco più di un anno fa, attraverso regolari elezioni.

COSA TI E' SUCCESSO, EUROPA?

di Luciano Carpo

A pochi giorni dalla desolata domanda posta da papa Francesco alle autorità dell’Unione Europea drammaticamente senza una risposta unitaria (morale, culturale e politica) circa la gestione dei flussi migratori e in tema di sicurezza, “ Che ti è successo, Europa…?”, La Stampa di Torino ha – e non a caso-  pubblicato un articolo di Robert Kaplan dal titolo: L’Europa disegnata dall’Islam deve cambiare per sopravvivere. ” L’autore ricorda che l’impero romano, pur con i suoi lati negativi, aveva una grande abilità nel governo dei grandi spazi multietnici attorno al Mediterraneo. Poi, nel VII secolo, le religioni divisero e tracciarono barriere nell’ormai ex mare nostrum. Oggi un’immigrazione epocale cancella i confini, scavalca e aggira ogni punto di confronto e di verifica. In questo contesto, che può fare l’Europa nel campo di quella civiltà di cui tanto si è gloriata nel passato?
Kaplan sostiene: " L’Europa ora deve trovare qualche altro modo di incorporare dinamicamente il mondo dell’Islam senza smarrire la sua adesione al sistema di diritto nato nel Nord Europa, un sistema che mette al vertice dell’agenda dei bisogni essenziali i diritti individuali."
A suo giudizio, l'Europa non deve smarrire la bandiera dei diritti individuali, ma -contemporaneamente- ( pena l'affermarsi delle "ideologie e dei più biechi nazionalismi"), deve " evolvere nella direzione dei valori universali".
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