I BENEFICI DELL'IMMIGRAZIONE, di M. D'Angelo

Alla lunga tutti gli immigranti contribuiranno al prelievo fiscale più di quanto otterranno dalla spesa pubblica in forma di assistenza.

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    Pillola

BARRIO GOTICO

A Budapest le maestre dell'asilo hanno spiegato ai genitori che non si devono dire parolacce davanti ai bambini, se mai usare parafrasi, menzionando una per una le lettere delle parole da sostituire. Quindi, se racconti che ti giravano un po i ciogielleioennei e lo mandasti affanciuelleo, é chiaro cosa vuol dire, basta fare un po d'esercizio. Uscita dal regno austroungarico di Orban , che come si sa non ama la libertá d`'espressione, tranne la sua, di dire tutte le ciazzetazetatie che vuole,  e tornando alla nostra Barcelona di maggio, in piena invasione turística non ancora denunciata da Salvini, potete immaginare come sia necessario recuperare tutto il bagaglio nostrano di parolacce, e arricchirlo possibilmente da espressioni dialettali tratte da varie lingue. Per esempio, ci sono le ben note masse bovine, quelle che vanno compatte dietro a una guida con ombrellino, fiorellone o bandierina come segnale, che si fermano in blocco just a un angolo di una stradina strettissima del barrio gotico, dove la giovane guida che si guadagna il pane quotidiano vendendo ciambelle di aria fritta e/o storia catalana, sta mostrando un cornicione in alto con una decorazione invisibile, e tutti col naso in su. Che a qualcuno venga in mente che sono su una strada pubblica e quanto meno si deve lasciare uno spazio perche ci possa circolare una persona alla volta? macché. Appunto, le masse bovine ruminano per ore i messaggi delle guide, e avendo lo stomaco separato dai neuroni, non possono sforzarsi a fare due cose contemporáneamente, cioé ascoltare e smuovere le chiappe quando passa qualcuno. e pensare che nel loro paese sono magari ceo di multinazionali, direttori aggiunti di imprese elettriche,  amministratori di fabbriche di salsicce di cervo. Peró andando all'estero, si verifica un crollo del loro QI. e col naso spellato e  ingozzati di paella e sangría a malapena riescono a decifrare il biglietto di ritorno senza finire a Hong Kong invece che a Dresda o a Reykiavik. Quindi in caso di masse bovine mi infiltro con la mia bicyng fra i piedi cicciosi di madama Frida e il culone rotondo di mister Otto e gli dico, usando il latino del 4 secolo dopo Cristo; Vi volete scrostá belli miei ? NNAMOO ! uno sforzino, via!, Queli sbattono appena gli occhi, continuando a ruminare. Allora passo al Dolce Stil Novo, sec XIII: Vi levate un attimo dai coglioncini, cari? e accompagno la frase con un bel sorriso.Whats? Mister Otto pare risvegliarsi, Ah, danke, dice.  Chissá cosa ha capito. E passo.

Poi ci sono le masse caprine, quelle che vanno in piccoli gruppi a salti imprevedibili. Letali. Hanno un carrozzino che svolta improvvisamente, perche la mamma si é dimenticata il ciucciotto nel bar, uno skateboard velocissimo che ti rasenta  tibia e peroné  col rischio di mandártelo in frantumi,  il ragazzo che cammina guardando il suo cellulare, per vedere se hanno risposto alla sua intervista di Lavoro? macché, sta guardando il Barça che gioca col Real Madrid o un video casereccio autoselfie del puton di sua cugina, come canta Joaquin Sabina. Impossibile avvisarlo che ti sta venendo addosso, perché ha gli auricolari, e gli importa un bledo la realtá circostante, quindi devi esser brava a calcolare l'angolo acuto che fa girandosi all'improvviso  con una risata.Poi ci sono le masse suine, giá. quelle che a partire dalla mezzanotte, quando il tasso alcolico é alle stelle, le strade sono immerse in una nube di cannabis  sembra che improvvisamente abbiano voglia di raccontarsi,  di ridere o saldare vecchi conti prendendosi a pugni. tutto al plurale e con decibels dieci volte tanto, abbracciati, sbandando, e nei casi peggiori lasciando per strada residui dei loro cibi ingurgitati qualche ora prima. Buó, é quando Barcelona fa da terapia d'urto. Per loro ma soprattutto per le orecchie degli abitanti del barrio gotico, che di turisti ne hanno due scatole cosi. Últimamente sono comparsi i gruppi con uno skate  board con grossa ruota elettrica. vanno tutti col casco e grossi auricolari, immobili,  guardando fissamente avanti, mentre sciamano in silenzio nelle stradiine. Fotocopia di un'umanita robotica che ci aspetta dietro l'angolo di questo secolo.

Per rimanere tra noi, non ci resta che prendere un ricsció, una bici tirata non da un cavallo ma da un giovane piuttosto scuro di pelle che si trascina il carrozzino coloratissimo con sopra un paio di turisti felici. Non si sa bene dove, il ragazzo ha messo su degli altoparlanti che suonano música caribeña, e questo, gente mia, fa perdonare tutto. Perché come tanti di noi, si é portato a Barcelona  i suoi desgarros, la sua música e la sua fantasia. Che mescolati come la frutta nella sangría, sanno di un dolce amaro che fa sparire la melanconia.  

                   G. Evangelisti

 

IL MIO TERRAZZO

di Gisella Evangelisti

Il mio terrazzo é come la mia vita. Sostenibile, riciclabile, multiculturale, senza sprechi, approfittando di ogni centimetro di bellezza. Pieno di ricordi che diventano futuro. Gli ex pezzettini di gerani  e malvarosa che presi in Sardegna anni fa sono diventate due splendide piante che a primavera fioriscono generosamente, proteggendo la casa dai mosquitos. Poi c'é la varieta di piante grasse che vengono, pezzetto dopo pezzetto, dalle pendici di La Palma delle Canarie, in una passeggiata in cui Luigi Pistillo ci trascinò per barranchi e saliscendi che si sarebbero potuti evitare facendo una comune strada carrozzabile, ma vuoi mettere? Su quei barranchi a ogni pié sospinto c'erano boschetti di piante grasse , quelle specie di palmette piccole a rosellina, e ne presi qualcuna da mettere sul terrazzo, e adesso sono lì, crescendo senza fretta. Anni fa presi in Sardegna un pezzetto di quelle piante grasse che fano grandi fiori color fucsia, e vengono giù a cascata a volte dagli scogli. C'erano nella villa dei nonni Fronzaroli ai tempi della mia infanzia. Quei pezzetti  sono cresciuti lentamente.  Finalmente quest'anno, ecco la cascata di fiori che però godranno i vicini, in quanto pendono dal mio terrazzo ma verticalmente.

FIDATEVI DI LORO

"Nel MoVimento 5 Stelle non c'è più spazio per chi cerca solo poltrone.

'Al minimo dubbio nessun dubbio.' [Gianroberto Casaleggio]"

Così scriveva Grillo ai suoi iscritti il 17 marzo del 2017 per giustificare la sua decisione inappellabile di cancellare la lista di Marika Cassimatis, regolarmente prescelta dalla base del Movimento come candidata sindaco di Genova.

su segnalazione di A.Russo

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO? UN NUOVO APPROCCIO (III)

                                                                                                                                   (parti: I - II)

di Massimo D’Angelo

  • SULLA “CRIMINALIZZAZIONE” DEGLI IMMIGRANTI IRREGOLARI
  • Dalla sicurezza nazionale alla criminalizzazione dell’immigrazione irregolare

Diciamolo chiaramente. Nei paesi occidentali prevale la preoccupazione di fermare l’immigrazione irregolare per garantire la sicurezza nazionale, più che occuparsi di rendere l’immigrazione più sicura e tranquilla. Naturalmente, alcuni governi si mostrano premurosi per i rifugiati, anche se con reticenze, o enfatizzano quanto generosi siano i loro paesi quando salvano vite umane in mare o accolgono profughi.  È giusto riconoscere questi contributi, anche se un po’ autorefenziali, ma la storia sull’accoglienza non si esaurisce in pochi aneddoti a lieto fine. La sostanza è che i flussi migratori sono visti, in primo luogo, come una minaccia alla sicurezza nazionale, anche se non c’è un legame inevitabile tra i due. Non tutti condividono questa preoccupazione. C’è chi chiede aperture all’immigrazione, ma forse sono solo una minoranza, anche se significativa. Gli umori popolari verso l’immigrazione sono spesso più negativi di quelli dei loro rappresentanti, con qualche eccezione, quando sono gli orientamenti negativi dei governi a forzare la mano in senso repressivo. Un esempio? L’amministrazione Trump.

ITALY n° 5 - da Gabriella Ruscellanti

 La giovane voce mi risponde al citofono e mi indica il piano. Salgo le scale incuriosita perché la figlia di Andrea, al telefono, quando ha chiesto aiuto per suo padre ottantenne alla nostra Associazione, mi ha detto che lui è temporaneamente ospite della madre, da cui ha divorziato molti anni fa, che ha accettato di ospitarlo temporaneamente, nonostante lei stessa abbia seri problemi di salute. Quando la ragazza apre la porta, dietro di lei scorgo una testa coperta di folti capelli bianchi: è la madre, che in questo appartamento vive sola. La figlia ci presenta: la signora è piccola e magra, mi sorride gentilmente e subito scompare in un’altra stanza. La figlia mi introduce in una camera da pranzo, ma lungo una parete è stato sistemato un letto singolo, accanto al quale sta una grossa bombola di ossigeno pronta per essere usata. Vicino al tavolo Andrea, seduto su una sedia a rotelle, mi  invita a sedermi vicino a lui, ma è la figlia a parlare, raccontandomi che il padre ha seri problemi di deambulazione dovuti a un problema alla spina dorsale, sta facendo delle terapie al vicino ospedale San Camillo e i medici sperano di risolvere il problema con un’operazione. Solo che il padre sopporta molto male questa situazione, è depresso, ha bisogno di parlare, di sfogare un’angoscia che diventa ogni giorno più grande. Mi giro verso di lui e mi accorgo che Andrea piange, in silenzio, aspettando che la figlia dia a lui il modo di descrivere il suo stato. Poi mi racconta, per più di un’ora, continuando a piangere, la sua vita, quella bella e quella brutta, quella piena di facce e di voci e quella della solitudine e dei silenzi. Eccola.

LA MISSIONE ITALIANA IN NIGER

Segnalazione di Gisella Evangelisti

Una missione dovrebbe portare in Niger 140 soldati italiani entro giugno per poi raggiungere a pieno regime le 470 unità con una spesa per le casse dello stato di 50 milioni di euro annui.  La missione è stata approvata dal governo il 27 dicembre scorso a poche ore dal decreto presidenziale di scioglimento del parlamento e convertita in legge con ampia maggioranza bipartisan alla Camera (ormai sciolta) il 17 gennaio.

Le missioni militari all’estero ancora una volta risultano funzionali alle politiche di sfruttamento delle risorse dei paesi del Sud del mondo, che benché presentate sotto mentite spoglie nel tentativo di camuffarne l’essenza all’opinione pubblica nazionale, rischiano di trasformarsi in un clamoroso boomerang, non solo di immagine, alla luce dei rischi e dei contrasti che presenta.

A chi volesse saperne di più consigliamo la lettura dell’articolo di Andrea Vento su questo link.

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO ? UN NUOVO APPROCCIO  (II)

(parte I)

di Massimo D’Angelo

UN’ANALISI CRITICA DELLE POLITICHE DI CONTENIMENTO DELL’IMMIGRAZIONE

Le alternative ad un Piano Marshall per l’immigrazione

Nella prima parte di questo saggio ho esaminato la proposta di lanciare un Piano Marshall per l’immigrazione per risolvere il problema dei flussi massicci di immigranti provenienti dal sud del mondo. Riconosco che una simile proposta potrebbe avere i suoi pregi, portando benefici ai paesi in via di sviluppo destinatari di tali aiuti, di cui probabilmente hanno estremo bisogno. Ammetto che un Piano Marshall rappresenti anche un simbolo importante di solidarietà internazionale che verrebbe così rafforzata, e ciò non va assolutamente sottostimato. Tuttavia, un Piano di tal genere con ogni probabilità sarà inefficace, insufficiente o tardivo come risposta ai problemi odierni delle migrazioni internazionali.[1] Puntare tutte le nostre speranze su quel suggerimento potrebbe essere fonte di grande delusione. I flussi migratori potrebbero rimanere inalterati nel breve e nel medio periodo, qualunche sia il pacchetto di aiuti varati, ammesso (ma non concesso) che qualche riduzione dei flussi migratori sia conseguibile nel lungo periodo come conseguenza dei nuovi piani di aiuto. 

ITALIA O MORTE! BARATRI ELETTORALI

SINISTRA, ANNO ZERO

Di Peppe Provenzano *

Senza sinistra. L’Italia non se lo meritava. Ma questa classe dirigente sì. Non scomodate l’Europa, non buttatela in vacca con la globalizzazione. Discuteremo anche di questo, con chi ne sa discutere. Ma c’è una ragione che supera tutte le altre. Abbiamo avuto la peggiore classe dirigente della storia della sinistra - non solo sul piano politico, ma forse prima sul piano umano; e non solo Renzi, ma tutti quelli che ci hanno portato fin qui - e abbiamo raccolto il peggiore risultato della storia della sinistra. Dal 1892, per capirci. È andata così. Non era mai andata così. Ora siamo all’Anno zero, e si può ripartire soltanto “senza gradi”. Perché tutti quelli che avevano i “gradi” li hanno persi in battaglia. Altri dovranno saperseli conquistare. Nella società, prima che nel partito. Dove pure bisognava avere il coraggio di combattere più forte, o almeno dire di No.

ITALIA O MORTE! BARATRI ELETTORALI

INCOLPIAMO I VOTANTI

di Marco Borsotti

Penso che in primo luogo si tratti di una colpa della classe dirigente. Tuttavia, penso anche che molti votanti debbano ugualmente essere incolpati perché i loro voti non possono essere scusati affermando che siano stati ingannati da falsi profeti o da informazione ingannevole. Quella delle notizie false é in sè la bufala del momento visto che tutti o quasi disponiamo, o meglio detto dovremmo disporre, di strumenti per poter facilmente verificare quanto leggiamo. Anche il fatto che si tratti di un fenomeno prima sconosciuto é una menzogna, lo cantava persino Don Basilio nel Barbiere di Siviglia. Le notizie false fatte circolare a proposito sono uno stratagemma vecchio che oggi usa mezzi moderni, ma non per questo é una novità. Dopo le elezioni ho naturalmente parlato con amici e parenti e sono rimasto scioccato, soprattutto dai giovani; sorpreso dalla superficialità con cui considerano la politica. Quasi tutti non erano interessati presi dal loro quotidiano sia sul lavoro che a scuola. Non leggono né libri né giornali e molti non guardano neppure più i notiziari televisivi che riconosco sono diventati delle terribili pattumiere.

FORZA DONNA !!

 

 [Segnalato da A.Russo]

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO ? UN NUOVO APPROCCIO  (I)

di Massimo D’Angelo

UN PIANO MARSHALL PER L’IMMIGRAZIONE: UNA NOVITÀ, UNA SOLUZIONE, UN’ILLUSIONE O COS’ALTRO?

Un Piano Marshall per l’immigrazione è una novità?

“Facciamo un Piano Marshall per aiutare gli immigranti a casa loro”.  Sai che novità? Ho pensato istintivamente. Per me che mi sono sempre occupato professionalmente di aiuto allo sviluppo, questo richiamo al Piano Marshall come soluzione magica all’immigrazione dilagante dal sud del mondo suona come la scoperta dell’acqua calda: niente di nuovo. Sono anche molto perplesso, perché non credo che sia la risposta ai problemi dell’immigrazione.  Ma mi rendo conto che debbo giustificare questa reazione. L’alternativa è più misure di respingimento (troppo inumane ed ingenerose per i sostenitori di politiche più aperte, oppure inutili, visto che gli immigrati trovano sempre il modo di penetrare le frontiere) o l’adozione, su vasta scala, di misure di accoglienza e di integrazione, che non sono molto popolari o elettoralmente spendibili. Infatti anche gli elettori più moderati o meno ostili all’immigrazione, che magari rimangono inorriditi di fronte alle tragedie di immigrati affogati, sono reticenti ad estendere l’ accoglienza (“mica possiamo farli entrare tutti!”). Per cui l’idea di un Piano Marshall per l’immigrazione appare una buona alternativa, un escamotage per attenuare le tensioni tra immigranti e cittadini, riducendo la pressione migratoria sempre più intensa, ed evitando il ricorso esclusivo al respingimento diretto.  Lo slogan “aiutiamoli a casa loro” costa qualche milione di euro per finanziare programmi che permettano ai migranti di restare “a casa loro”, offrendo prospettive di lavoro nel paese di origine. La tesi è la seguente: meglio un programa di aiuti che affrontare costosi programmi di accoglienza e di integrazione per incontrollabili flussi migratori, anche se nessuno può assicurare che i soldi spesi nei programmi di aiuto produrranno risultati concreti sull’immigrazione, ma vale la pena rischiare, visti i benefici attesi (riduzione dei flussi migratori). Un Piano simile sarebbe un modo per “salvare capre e cavoli”: ridurre le frizioni causate dall’immigrazione dilagante e aiutare i potenziali emigranti (però a casa loro). 

PROFF, Chat ed elezioni

di  Annina Lago

Tra i milioni di gruppi  Whatsapp in rete, ne esiste anche uno che riunisce una cinquantina di docenti ed ex docenti di un liceo fiorentino, la maggior parte donne, al fine di organizzare occasioni di incontri conviviali  e simpatici amarcord. Ma le elezioni incombono e la campagna elettorale si fa sempre più tesa e virulenta, al punto che finisce per infilarsi  nella chat  come  invadente e di solito  sgradito off topic. Stavolta però l’amministratrice del gruppo non interviene a bloccare la digressione, perché l’assillo del dubbio, le scarne speranze, la fiducia ormai ridotta al lumicino nei confronti dei politici rendono veramente pesanti per i cittadini più attenti questi giorni di attesa, e fanno  sentire il bisogno di confrontarsi o anche  di far qualcosa (come diffondere idee), per evitare che la situazione, già compromessa, peggiori dopo i risultati del voto. Quella che segue è  la registrazione di una conversazione avvenuta in una luminosa domenica di gennaio, con le mimose tutte fiorite come se la primavera fosse alle porte. E invece mancano ancora cinque settimane al fatidico 4 marzo, quando entreremo nei seggi  a condividere la responsabilità del futuro del nostro Paese.

AFFRESCO CATALANO

di Paolo Basurto

In Catalogna ci sono state le elezioni il 21 di dicembre. Indette dal Governo centrale per rinnovare tutte le cariche istituzionali regionali, dichiarate decadute dal Parlamento nazionale dopo la Dichiarazione di indipendenza approvata dal Parlamento regionale. Tre risultati possono ritenersi certi. Il Partito che sostiene il Governo centrale (il Partito Popolare – PP) è stato sonoramente sconfitto. Il 52% dei catalani ha votato contro i Partiti indipendentisti. Per effetto dei meccanismi della legge elettorale, i deputati indipendentisti costituiscono la maggioranza anche se per una differenza di soli tre voti (un po’ come negli USA dove Trump è stato eletto nonostante la maggioranza degli americani non abbia votato per lui).

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