I BENEFICI DELL'IMMIGRAZIONE, di M. D'Angelo

Alla lunga tutti gli immigranti contribuiranno al prelievo fiscale più di quanto otterranno dalla spesa pubblica in forma di assistenza.

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LA MORTE APPARENTE DEL GLOBALISMO

IL 75mo DELL’ONU

di Americo Placido

Dicono che Friedman è stato l’economista più influente dell’epoca contemporanea, forse secondo solo a Keynes. Trent’anni fa la crisi ideologica provocata dalla caduta del muro di Berlino e l’evidenza che il comunismo era morto e defunto (se mai fosse stato comunismo quello vissuto nell’Unione Sovietica) ha creato il vuoto necessario al dilagare del globalismo. E’ stato un fenomeno impressionante non tanto nel pensiero di Destra, tradizionalmente liberista, che però ha saputo riempire con ingordigia gli spazi che si erano aperti, ma nel pensiero e nelle politiche della Sinistra, incapace di articolare analisi e proposte atte a riformulare la critica all’economia capitalista e a recuperare lo spirito di un socialismo realistico in grado di capire un mondo profondamente cambiato, rispetto a quello industriale del secolo 20.

LA CALUNNIA È UN VENTICELLO… ELETTRONICO

PEDOFILI E COMPLOTTI – TRUMP NON MOLLERÀ

di Paolo Basurto

Trump ha detto in un’intervista al Washington Post che, se perderà le elezioni, non si impegna al pacifico trasferimento dei poteri. Secondo lui le urne sono fuori controllo e i democratici ne approfitteranno per manipolare i voti. (Radio3 Mondo 24 sett. 2020). Aida Chavez, in un suo documentato articolo pubblicato su Intercept del 23 settembre, racconta la sua esperienza diretta della forza sorprendentemente persuasiva di una storia di terrore pedofilo, il cui scopo è convincere le persone che esiste uno Stato Profondo, clandestino e corrotto, che fa capo ad eminenti personaggi del mondo politico e dello spettacolo; tutti naturalmente, di fede democratica.

STORIE: ALESSANDRO

di Gisella Evangelisti

Succedono cose turche, in tempi di Covid, e non solo per la Basilica di Santa Sofia di Istambul passata ai muezzin o Silvia Romano passata dalla minigonna a vestirsi con tendone islamico, (cose che succedono nei sentieri tortuosi della storia), ma anche qui da noi, nel nostro Bel Paese che si riteneva solidamente ancorato al Primo Mondo e invece scivolando scivolando, un giorno dopo l'altro, si é ritrovato a suonare il campanello della Caritas. O dell'Unione Europea, o tutte e due. Abbiamo invitato  Alessandro Bressan, un italiano di lungo corso, a raccontarci qualcosa delle sue esplorazioni fra i paralleli di questo nostro mondo, bellissimo e sgangherato. Di quelle quattro cose che ha capito, e se dopo tanti chilometri  si ritrova piú felice, o piú disincantato.

Mia madre ne aveva, di gatte da pelare. Tre figli di cui uno mai totalmente addomesticato (io), oltre a un marito che non resisteva in un lavoro troppo a lungo perché sicuramente ce n'era uno migliore che lo aspettava. Anche se in garage teneva una Porsche, era difficile far quadrare i pranzi con le cene. Se mia madre reclamava, erano scene turche. Appunto. Finché fra un tafferuglio e l'altro, un giorno il progenitore decise di andare a comprare le sigarette un po' piú in lá, e si trasferí all' estero dove formó un'altra famiglia. Mi ci é voluto un bel po' a perdonarlo. Bisogna riconoscere che era stato un padre precoce, a 21 anni si ritrovava giá con due figli, forse  non ce l´ha fatta a star buono nella foto familiare con due marmocchi in braccio, ed é sclerato. Peró che maltrattasse mia madre non lo sopportavo.

Vari appelli sono stati lanciati contro la repressione del popolo mapuche in Cile. Questo è il link per chi volesse leggerne uno. Le informazioni che circolano ci sono sembrate piuttosto superficiali. Perché il problema è complesso e merita di essere conosciuto meglio, prima di condannare od assolvere. Così abbiamo chiesto ad un noto giornalista cileno, Jorge Fernandez, di darci un quadro più dettagliato della questione. Con lo stesso spirito, pubblichiamo nella sezione ‘documenti’, il testo originale della proposta operativa presentata al Parlamento cileno, dal senatore, di etnia mapuche, Francisco Huenchumilla.

ARAUCANIA  DUE MONDI OPPOSTI

 di Jorge Fernandez         [orig. spagnolo]

Sto scrivendo un romanzo, la cui storia si svolge nell’ultimo decennio del XIX secolo. Una famiglia va a vivere nelle terre della cosiddetta Frontiera (era chiamata così la zona abitata dai Mapuces). Terre che il Governo cileno aveva incorporato da poco al territorio nazionale che, eufemisticamente, chiamò l’operazione “Pacificazione dell’Araucania”.

Certo, è più facile capire oggi quello che succedeva allora, quando, col sangue e il fuoco, lo Stato-Nazione sottomise chi si opponeva a che la terra dei suoi antenati passasse ad avere altri proprietari venuti dal Nord o direttamente dall’Europa.

DEMOCRAZIE ALLO SBANDO

LITIO, SMARTPHONE E ALTRE STORIACCE

di Paolo Basurto

MESSICO NEL PRECIPIZIO

Il 26 settembre 2014 quattro studenti della scuola Normale Raul Burgos di Ayotzinapa e altre 5 persone, accidentalmente presenti, muoiono in uno scontro a fuoco con la polizia dello Stato messicano di Guerrero, nella città di Iguala. Il giorno dopo altri 43 studenti scompaiono e ancora oggi non si è trovata traccia di loro. Inutili i 4 anni di pretese indagini da parte delle autorità. Più utili le indagini del giornalista Pablo Morrugares, che con prove abbastanza contundenti aveva cominciato a denunciare la collusione tra istituzioni (in particolare quelle della polizia) e il narcotraffico.

Il 3 agosto la Deutsche Welle annunciava nel suo bollettino che Morrugares era stato ucciso, crivellato di colpi, lui e la sua scorta, in un ristorante di Iguala.

FAREI DI TUTTO PER TE

 di Jorge Fernandez                                                                                                    [Link orig. spagnolo]  

 Il più difficile non è stato nascondermi. Nemmeno il timore che mi scoprissero. La cosa peggiore è stata sopravvivere mentre sapevo che lei continuava la sua vita tranquillamente, lasciando il passato nel passato. E’ stato un sacrificio perché il nostro futuro fosse migliore. Ma ne è valsa la pena? Continuo a domandarmelo ogni volta. Per tanto tempo avevo atteso un segnale e, finalmente, apparve la sua poesia nella rivista:

Me ne andrei con te

Verso la terra dove piove vento

Dove gli uomini dissotterrano futuro

CHI CONOSCE BOLSONARO

una lettera di Frei Betto

Il comportamento del Presidente del Brasile Bolsonaro, di fronte alla tragedia della pandemia lascia molti stupefatti e costernati nel mondo. Purtroppo non è l'unico, e, mentre, da un lato, ci si augura che il buon senso abbia il sopravvento e che le persone che hanno eletto dirigenti le cui decisioni hanno una tinta sempre più fosca di incompetenza se non di criminalità, dall'altro ci si domanda fino a che punto si tratta solo di preterintenzionalità e non di interessi cinicamente perseguiti. La lettera che segue ci è pervenuta attraverso amici. E' stata scritta da Frei Betto, al secolo, Antonio Carlos Vieira Christo. Per chi già non lo conoscesse, è un frate domenicano, scrittore di numerosi libri. Pluripremiato. Molto impegnato ideologicamente e teologicamente. Esplicito oppositore del tremendo regime militare che afflisse il Brasile negli anni '70. Torturato e imprigionato, non ha mai smesso il suo impegno sociale. Tutto questo per dire che, forse, la sua lettera merita una certa attenzione e ci pone la domanda di come sia possibile che, in regime democratico, le persone si lascino a tal punto manipolare da convincersi ad appoggiare dirigenti così poco affidabili. E questo, ovviamente non vale solo per il Brasile.

LETTERA AGLI AMICI E AMICHE ALL’ESTERO
 
"Care amiche e cari amici,
 
in Brasile si sta consumando un genocidio! Mentre vi scrivo, 16 luglio, il Covid-19, apparso da queste parti nel febbraio di quest’anno, ha già ucciso 76mila persone. Sono già 2 milioni le persone contagiate. Entro domenica prossima, 19 luglio, arriveremo a 80 mila vittime. È verosimile che in questo momento, mentre state leggendo questo mio drammatico appello, si raggiunga la soglia dei 100mila morti.

DONNE MITICHE  

a colloquio con la pittrice Flavia Totoli 

di Paolo Basurto  

"Sí,Totoli è un cognome italiano. Il mio bisnonno era italiano. Ho passato qualche tempo a Milano. Ma io sono curiosa. Giro il mondo. Mi fermo un po' di piú o un po' di meno, secondo quello che succede.  Non sono cosí giovane come pensi. Ho 38 anni e già un divorzio nella mia esperienza. Sono brasiliana, nata e cresciuta a San Paolo".  

Si solleva i capelli inanellati per darsi sollievo dal caldo. Il suo sguardo nero brillante mi casca addosso con simpatia. È uno sguardo penetrante ma pacifico. Mi aspettavo una lama tagliente e bellicosa, da guerriera appassionatamente femminista. L'avevo vista in un evento streaming della Bibliomusicineteca, un'associazione culturale dal nome incredibile ma sempre ricca di belle iniziative. Si commentava l'esposizione dei disegni di Flavia. 'Mujeres iconicas' 'Donne mitiche', per tradurre alla svelta. Mi convinsi a vedere la mostra. I disegni mi impressionarono. Potenti ed essenziali. Celebravano la bellezza della donna soprattutto nera, concentrata nel viso, nel portamento della testa e, in particolare, nei capelli, anche quando questi non c'erano, come in un bellissimo profilo rapato a zero.  

Adesso Flavia è di fronte a me e accetta paziente e disponibile, le mie piccole provocazioni per tentare di conoscere il segreto sempre misterioso della sua ispirazione e della sua tecnica espressiva. 

Dal libro di SOL FANTINDECIME QUE SOY LINDA [Dimmi che sono bella] (2011); Buenos Aires, ed. Milena Caserola 

 [Link orig. spagnolo; trad. it. di P.B.]

 

       FAMMI I COMPLIMENTI

regalami fiori e cioccolatini e dimmi che sono bella 

fiori e cioccolatini eppoi chiamami  mia principessa altrimenti  

altrimenti svanisco 

ti prometto ti prometto che ti amerò per sempre e all'infinito 

dammi fiori e cioccolatini perché senza di te amor mio, mio re 

sono meno di niente  

MADRI MAESTRE

Da madri a insegnanti, senza aspirare alla santitá: quattro casi italiani

di Gisella Evangelisti

In una primavera asfittica, quando l'Italia smetteva di cantare e applaudire i nostri medici eroici (in gran parte donne) dai balconi, tra vecchi problemi (i femminicidi non si sono fermati) e nuova povertà, molte donne hanno dovuto affrontare  situazioni senza precedenti, come la chiusura delle scuole. Giocoforza, ma dando il massimo. 

T.A (preferisce l'anonimato), 43 anni, ha vissuto gran parte della sua vita fuori dal paese, con esperienze di lavoro entusiasmanti, incluso l'insegnamento di letteratura ispanica all'Università di Harvard. Ora ha dovuto parcheggiare le sue ricerche per fare da insegnante a suo figlio S., 8 anni, appassionato di calcio e dinosauri, per accompagnarlo nei compiti e portarlo, ad esempio, a scrivere dritto, invece di vagare  in diagonale su un'intera pagina, o a rimuovere le bucce di banana dimenticate sotto il letto. Il suo appartamento nella città veneta dove risiede non è grande, ma ha una terrazza di 4 metri per 4, che nei giorni di sole può diventare un laboratorio di pittura, una pista da ballo, o una palestra per le gimkane inventate dal bimbo. 

IMMIGRAZIONE: ACCOGLIENZA O CONTENIMENTO? UN NUOVO APPROCCIO

PREVENZIONI PSICOLOGICHE, PERCEZIONI E RAZZISMO

L'OSTACOLO MAGGIORE

di Massimo D'Angelo

  1.Politiche migratorie e consenso sociale

Una nozione tratta dal moderno diritto pubblico è che la capacità di una legge (e, per estensione, della politica che la ispira) di essere applicata con efficacia

I N D I C E

[per attivare links ipertestuali, aprire l'articolo]

      (a)          Il contenuto dei messaggi e la scelta del pubblico destinatario
      (b)          La deformazione del contenuto dell’informazione
      (c)          La scelta del liguaggio
      (d)          La scelta delle modalità di comunicazione: creare le notizie
      (e)          L’amplificazione della comunicazione
          ° Dalla cultura della paura alla ricerca di un “nemico” da odiare
          ° Involuzione culturale, deterioramento del linguaggio e tentativi di moderazione a confronto
          ° Alla ricerca di una rivoluzione culturale: segnali di una resistenza basata sui valori
          ° Un fenomeno tutto italiano: il movimento delle “sardine”
non dipende soltanto dal suo valore coercitivo,[1] ma trae la sua forza dal consenso sociale che la sostiene e ne condivide le premesse, le modalità, e le attese conseguenze della sua promulgazione.[2] Tale “consenso sociale” diviene pertanto una condizione necessaria per assicurarne l’applicabilità. Mancando il consenso sociale, l’operatività della stessa legge e della relativa politica svanisce, rischiando di venir disattesa nonostante la sua obbligatorietà formale. Questo vale tanto più in una società democratica,[3] che continuamente persegue l’obiettivo di tradurre la volontà popolare nelle sue leggi, e che considera le istituzioni rappresentative come mezzi ideali per canalizzare il consenso sociale attraverso criteri maggioritari, libere espressioni dei cittadini.

UN ALTRO DOPO E' POSSIBILE?

Riflettendo sulle pandemie con Simonetta Pirazzini, ginecologa esperta di medicina pubblica, che porta nel suo zaino esperienze di lavoro, in Palestina, Uganda, Cina, India, Africa subsahariana, Perù e Brasile.

di Gisella Evangelisti

Per molti l'esperienza sconvolgente del lockdown per coronavirus é un'occasione rara per poter pensare...

E pensiamo, allora. Per me, d'altra parte, il silenzio non è una novità. Sono stata figlia unica di padre e madre anche loro figli unici, alla fine dell'universitá ho deciso di lasciare il fidanzato e dedicarmi a curare donne e bambini in giro per il mondo. Perché le donne?, non c'è bisogno di spiegarlo. Perché vivono in condizioni di inferiorità quasi ovunque, nonostante a volte lavorino ben più duramente dell'uomo, dentro e fuori la famiglia, ed è fondamentale dare loro più dignità e importanza, prendendosi cura della loro salute. E stato un lavoro in situazioni a volte estreme. Mi sono imbattuta in tutte le malattie più comuni in Africa, morbillo, difterite, meningite, malaria, malattie respiratorie, AIDS, colera, mi mancava solo l'Ebola. Ho lavorato a progetti che implementavano sistemi di prevenzione sanitaria, e talvolta ospedali, come in Uganda.

CHE PENSARNE ?

Quel Pandemonio di Trump

Negli USA, al 26 aprile, si contano ormai 54mila morti a causa dell’epidemia prodotta dal Corona-virus 19. In molti Stati si applicano norme rigorose di confinamento, nonostante i pareri prima contrastanti poi solo riluttanti del Presidente. In altri Stati si sono invece verificate manifestazioni di folla protestando duramente contro il confinamento. Ma non tutti trovano difficile farsi un’opinione. Ecco quello che ne pensa un noto giornalista statunitense, Premio Pulitzer nel 2006, Jim Risen che scrive su Intercept, il 22 aprile scorso, quanto segue:

Le grandi catastrofi mettono a nudo la verità sui nostri leader. La gestione caotica e negligente di Trump della pandemia di Covid-19 ha rivelato, una volta per tutte, che è uno psicopatico corrotto e narcisista.

Le sue conferenze stampa frastornanti e incoerenti, in cui si scatena in ogni direzione, continuano a dimostrare che ha un urgente bisogno di cure psichiatriche. Mostra le tendenze egocentriche di un bambino piccolo”.

Il New York Times ha pubblicato un articolo sulla decadenza della leadership americana. Forse è questo che aumenta l’arroganza e la pericolosità di un Presidente del Paese militarmente più potente del mondo. Forse l’Europa dovrebbe svegliarsi dal comodo sogno del Paese amico e fedele e prendere finalmente misure adeguate per allentare la dipendenza dagli USA e aumentare la propria autonomia economica e militare. [P.B.]

 

 

 

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